Fuma la pistola di Leonardo e fuma anche quella di Marotta. I duellanti sorridono soffiando sulle rispettive armi, perché dopo gli spari incrociati rimangono in piedi clamorosamente illesi e coi portafogli piuttosto sereni.

D’altronde per un pugno di euro o per qualche euro in più i due potevano mai lasciarsi sfuggire questo capolavoro che resterà nella storia del calciomercato italiano?

Così mentre Bonucci e Caldara si preparano a tornare da Hollywood ed Higuain ha già percorso la Torino-Milano ecco che nella tanto bistrattata Serie A va in onda un filmissimo:

“Il buono, il brutto e il cattivo”

IL BUONO – Mattia Caldara

Nato a Bergamo nel 1994 in un giorno a noi molto simpatico (5 maggio, ndr), Mattia Caldara si è ritrovato centrifugato da tweet, notizie, aerei e articoli con tanto di hashtag personalizzato: #CaldaraNonSiTocca.

Roba forte per un giocatore che ha tutto dell’antistar e che ha fatto dell’impegno, del fisico e soprattutto della normalità il suo punto di forza sotto l’ala protettiva del padre padrone Gian Piero Gasperini.

Dall’alto del suo metro e novanta e soprattutto dall’alto dei suoi sorrisi pacati sembrava dire “Fate tutto voi…dove mi mettete sto!”

Così il difensore bergamasco è l’unico che non ha avanzato pretese o rotto le scatole. Senza dubbio il buono in questa pellicola estiva, buono come il suo periodo atalantino che ha regalato al calcio italiano il talento di questo calciatore.

Ed è buono, tendente all’ottimo, l’affare che fa il Milan nelle retrovie. Perché la perdita di Bonucci è compensata dalla giovane età di Caldara e dalle sue qualità. Perché Gattuso non vede l’ora di lavorare questo bel diamante, non vede l’ora di urlare e dare scappellotti a lui e a Romagnoli che da oggi sarà chiamato a fare un passo in avanti. Sarà chiamato ad essere il leader di una linea difensiva che tanto profuma di azzurro con Conti e Calabria ai lati e con il neodiplomato Donnarumma spalle.

Un’ultima curiosità su Caldara, arriva dagli statistici e più precisamente dal profilo italiano Twitter di Opta: “Mattia Caldara ha realizzato 10 gol negli ultimi due campionati di Serie A, solo Marcos Alonso (13 reti) e Sergio Ramos (11) hanno segnato di più nello stesso periodo tra i difensori nei top-5 campionati europei. Marcatore.”

Essere subito dietro Sergio Ramos in una classifica di merito, e non di cartellini, è un gran bel segnale. È possibile che i due incrocino le tempie al Bernabeu l’11 agosto in amichevole, chissà che i due non si rivedano nella Champions League 2019-2020….

 

IL BRUTTO – Gonzalo Higuain

“Gordoooooo!”

“Ciccione!”

“Grasso che cola per il Milan!”

“Fumata grigia e non fumata bianca, perché sta arrostendo sulla carbonella!“

“90 milioni per 90 kg”

Ma la vera chicca è la foto “GONZALO” con l’ombra allargata sulla scia di quella perfetta e lineare di Cristiano Ronaldo.

È stato divertente in queste giornate vedere tutto ciò.

Divertente però finché queste chicche venivano fuori dalla tifoseria juventina, giustamente piccata perché stava per perdere il ciccione Higuain tuttavia ben consolata dal magrissimo portoghese.

Rimanevo però di stucco quando la satira, che poi non era satira ma una critica, invece veniva da alcuni tifosi rossoneri all’urlo “Meglio Morata!!!!!” o “Ma Immobile è più giovane!!”

Va bene esprimere delle preferenze di mercato, ma criticare Higuain è follia.

Perché un tifoso milanista che si permette di storcere il naso per Gonzalo Higuain, si merita una vacanza al mare a palleggiare con Javi Moreno e Jose Mari.

Perché se contesti uno che ha fatto 111 gol in 170 partite negli ultimi 5 campionati, allora forse è meglio che cambi sport da seguire.

Perché se dici che Higuain è vecchio, sei tu il vecchio e non ti ricordi che appena dieci mesi fa questo signore argentino ci ha fatto ballare il tango a San Siro con due gol uno più bello dell’altro.

Perché se dici che Higuain è grasso, forse non sai che il suo ristorante preferito è l’area di rigore.

Perché se dici che Higuain è brutto, non capisci che da tanti e troppi anni la numero 9 a Milanello non era così bella.

 

 IL CATTIVO – Leonardo Bonucci

“Bonucci ha espresso questo suo desiderio che è quello di tornare alla Juventus, vediamo..”

Passano pochi istanti dalle dichiarazioni di un altro Leonardo ed è subito notte fonda per Leonardo Bonucci che si ritrova insultato da tanti e criticato da molti.

Se la tifoseria del Milan lo scarica quella juventina di certo non si dichiara felice di riaccoglierlo, anzi mal digerisce proprio il suo ritorno perchè la minestra riscaldata fa sempre più paura e sempre meno gola specialmente a chi vive di ricordi nostalgici di un calcio che non c’è più.

Vero che ormai abbiamo fatto il callo agli affari tra le tre grandi ma onestamente un triangolo così goffo Juve-Milan-Juve non si era mai visto.

Riavvolgiamo il nastro: è passato poco più di un anno da quando Bonucci cadde dallo sgabello per decidere di rilanciarsi a Milanello dove arriva affamato come un leone, ma l’unica cosa che riesce a sbranare è la maglia numero 19 al timido Kessie.

Eletto capitano in meno di un tweet, comincia una stagione fra mille difficoltà, il cambio di allenatore, la difesa a 4 e poi difesa a 3 per lui con prestazioni disastrose. Poi la ripresa, difesa di nuovo a 4, ed il merito di aver contribuito alla valorizzazione di Romagnoli, una lenta risalita ed una sudatissima Europa League. Sudata più a Nyon che in campo, perché i business plan del Milan cinese hanno la valenza di un rotolo di carta igienica.

Quel Milan cinese che tanto aveva investito su di lui quale nuovo uomo immagine per la rinascita dell’impero rossonero.

Ma il Bonucci dell’estate 2018 non è più così convinto e così comunica all’intero movimento calcistico italiano appena un anno dopo che forse quello più cinese, quello più tarocco di tutti è proprio lui, perché oggi Bonucci non può più gonfiare la bocca piroettando l’indice.

Perché l’immagine di Bonucci ora è quella di un ragazzone, meno fiero ed impavido di un anno fa, che prende la via di Torino come un moccioso viziato col pollice in bocca.

Perché qui a Milano non poteva vincere nulla a breve termine mentre lì nella sua vecchia tana coi vecchi amici si brinda a ancora a scudetti e coppe Italia e si può ritentare l’assalto alla Champions.

Sia chiaro la Juventus non è che prende un brocco.

Sul fatto che Bonucci sia ancora un buon giocatore non ci sono dubbi, ma è alta la probabilità che quello che sta tornando a in bianconero a testa bassa è un giocatore “meno campione” di quando era andato via con qualche certezza in meno nella sua testa e probabilmente con qualche piccola scoria tecnica.

Perché a giocare con quelli scarsi si peggiora, vero Leo?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *