Buffo che mentre ci avviamo a cominciare il campionato contro il nostro caro Carletto Ancelotti, ci ritroviamo fra tifosi rossoneri a massacrarci di nostalgia fra video e telecronache di un altro Carletto.

Esattamente il nostro cantastorie preferito: Carlo Pellegatti, perché come diceva ieri la Gazzetta dello Sport chi ama il Milan, ma soprattutto chi ha iniziato a tifarlo negli anni 80 non può non aver a cuore le telecronache, i soprannomi e le partite narrate come se fossero delle battaglie leggendarie da questo simpatico ed elegante giornalista.

Perché Pellegatti è certamente simpatico anche alle tifoserie avversarie che hanno riconosciuto in lui non un doppione, non una imitazione ma uno dei pionieri di quella che oggi chiamata è telecronaca faziosa. E poi perché quando senti “Telepass” Abate o “Windows 95” per Fabio Capello non puoi non ridere di gusto a prescindere dai tuoi colori.

Dentro le sue telecronache il momento “drammatico” della partita trovava riparo in momenti storici, in generali e memorie di difese strenue sino a quel benedetto novantesimo minuto. Una punizione degli avversari nei minuti di recupero veniva vissuta insieme a Carlo come se fossimo tutti insieme dentro un film di Hitchcock.

Allo stesso modo una giocata di fino veniva esaltata nella mitologia greca o musicata in inno alla gioia. Un assist poteva diventare ora un sonetto ora un’opera d’arte. Già perché Pellegatti ha sempre fatto dell’eleganza, e non solo nelle telecronache ma anche nelle interviste, una sua virtù. E lo si capiva anche da come narrava le giocate dei numeri dieci rossoneri, ma quelli davvero belli da vedere.

Ne citiamo quattro, partendo da est dove troviamo i piedi dolci di Zorro Boban chiamato “Milano vende moda” ma anche “Il mio idolo!” e la “Carezza del MontenegroDejan Savicevic. Perché chiamarlo genio era troppo banale e perché effettivamente a rivedere le azioni del montenegrino davvero Dejan la palla la accarezzava.

E cosa dire di “Willy Wonka” alias Clarence Seedorf che aveva come soprannome alternativo “Maitre chocolatier”? Anche qui bastava vedere l’olandese ciondolare per il campo e poi seguire i cioccolatini lanciati in area per Pippo o per Sheva.

Ma dove Pellegatti si è veramente scatenato, confermandolo in una recente intervista, è stato con Manuel Rui Costa. L’elenco degli epiteti è davvero lungo ma basta leggere “Musagete” o “Nirvana” o ancora “Stella polare” e “Principe delle stelle” per capire che il piede destro del lusitano era fra i preferiti del giornalista della scuderia di Mediaset.

Fra i momenti più belli e più cercati su youtube sicuramente troviamo il leggendario “Pippo mioooo” di Atene e la premiazione di Manchester con quel “Alzala Paolo alzala!”, senza dimenticarci dei derby: occhio, anzi orecchio, al 6-0 griffato Gianni Comandini e quello della rimonta dello scudetto 2004 con 3-2 finale di Clarence Seedorf sotto la Sud.

Cosa non troviamo su youtube ma potremmo trovare negli scaffali di voi tifosi rossoneri sono le VHS dove Carlo Pellegatti era affiancato da Franco Zuccalà nel raccontare le prime imprese del Milan di Silvio Berlusconi.

Se “Mondiavolo” apriva con le imprese dell’armata di Arrigo Sacchi alla conquista del mondo “Mondiavolo 2” chiudeva il cerchio con il Milan degli invincibili di Don Fabio che presentava gli ultimi acquisti del mercato estivo. Acquisti scintillanti come gli orecchini di Gianluigi Lentini ed eleganti come le movenze di Savicevic e Papin. Niente male come campagna acquisti…

Altre chicche con la voce di Pellegatti che potreste avere conservate chissà dove sono due VHS appartenenti alla raccolta “Milan dieci e lode”, ovvero la sintesi di dieci partite perfette, fra le tantissime, del Milan di Fabio Capello.

 

State già iniziando a cercare negli scaffali?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *