Ho aspettato almeno la seconda giornata per guardarvi, uno a uno, con la gamba che avete oggi, la grinta ritirata fuori dopo l’estate, la tenacia di chi non ha smesso di giocare da Maggio, la rabbia di chi sa che non siamo da sesto posto.

Volti nuovi, facce nuove, maglie diverse sia esteticamente che per alcuni numeri di maglia.

Su tutte spicca una 9 che onestamente anche ieri ha fatto la differenza. Dico anche, perché a Napoli due goal, due goal così, senza uno come lui in mezzo all’area, non li facciamo.
E poi ieri, freddo e cinico come solo tu sai essere, alla prima reale occasione da goal l’hai messa nell’angolino.

Peccato per la mezza scarpa.
Ma oggi non è il turno del Pipita.

Chissà come si sarà sentito quel ragazzo di 20 anni quando ha saputo dell’acquisto di Higuain. Conoscendolo, per quanto è tifoso, qualche secondo ha gioito anche lui. Più di qualche secondo dai, perché comunque ha sempre dimostrato che prima di tutto viene il bene del Milan.
Però, quando hai 20 anni e il numero 3?4? del mondo viene a giocare accanto a te deve essere una bella emozione.
Se poi pensate che qualche anno fa gli chiedeva una foto insieme e oggi questo gli fa l’assist della vittoria, beh: questa storia sicuramente la racconterò a mio figlio (a Dio piacendo).
Ti sei messo lì, in silenzio, a lavorare. Come hai sempre fatto. Bello, così come sei, senza peli sulla lingua. Si perché solamente un pazzo direbbe che gli piace stare in panchina.

Ah e comunque, quella palla lì al 95esimo bisogna buttarla dentro.

No perché anno scorso non so voi, ma io ne ho visti tanti di goal sbagliati molto più semplici di quello di ieri.
Sì perché il goal di ieri è da fare, tutto.
Sì perché bisogna esserci sulla linea del fuorigioco.
Sì perché bisogna continuare a crederci a 30’’ dalla fine.
Sì perché devi saperlo incrociare quel pallone lì.
Sì perché devi saperla aspettare quella palla lì.

E poi, il boato.
60 mila persone senza voce.

Tu, tu che santo cielo assomigli sempre di più a un ragazzo che ci ha fatto alzare la settima Champions, tu, tu che sei sempre più tifoso di una squadra che anno scorso ti ha buttato nella mischia, anzi, ti ha totalmente responsabilizzato di un reparto che segnava a bilancio 60 milioni per due cartellini (te non compreso).

E allora grazie Patrick!
Un anno fa si diceva: sei bella come un goal di Cutrone al 115esimo.
Più o meno, la musica, è sempre la stessa.

Oh ragazzi, comunque non so, sarà un caso, sarà che qualcuno voleva che andasse così, ma quando piove e in giro c’è la 22 del Milan finisce sempre nello stesso modo.

Ora e sempre, forza vecchio cuore rossonero!

di Simone Orom Samorani

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