Il buono – “La pulizia di Gonzalo”

Che a Milano fosse arrivato un campione, non lo abbiamo scoperto ieri sera.

Quello che invece ha ri-scoperto ieri sera San Siro è il vedere certi movimenti e certi gesti tecnici in campo. Dopo un anno passato con il gatto e la volpe (al secolo Kalinic e Andrè Silva) ieri Gonzalo Higuain ha sciorinato il manuale di quello che deve fare una punta lontano dall’area di rigore: afferrare e aggredire le palle morte in mezzo al campo, temporeggiare quel secondo per scaricare in modo pulito e limpido al proprio compagno meglio posizionato e non il primo che vedi, prendersi il fallo se non c’è nessuno, pressare il difensore avversario non sempre ma solo quando quest’ultimo è in difficoltà o per esempio annusare la paura di Olsen quando questi riceveva un retropassaggio.

E poi? E poi c’è la chicca. Perché il nostro numero 9 ha anche occhi (e piedi) da numero 10.  Perché una imbucata così bella ed efficace non la vedevamo dai tempi di Manuel Rui Costa. Un colpo da biliardo in mezzo ai birilli giallorossi. Il tutto al 95’ minuto. Gonzalo non ha perso la lucidità per vedere Cutrone che si era meravigliosamente liberato in mezzo all’area giallorossa e lo ha servito in maniera superba.

Il brutto – “Il minuto 76”

Perché è questo il minuto che abbiamo dovuto aspettare per vedere il primo cambio. Ieri sera il nostro Mister è stato, finalmente, premiato con un po’ di meritatissima fortuna perché trovare la vittoria all’ultima azione è sì emozionante ma anche raro. Ergo Rino Gattuso non può e non dovrà fare storia della partita con la Roma. Dallo stadio, ma anche dal divano, si vedeva che Calahnouglu, Suso e Bonaventura erano cotti già dal sessantesimo e quest’anno qualcosa in più Gattuso dalla panchina la può pescare. Castillejo ha mostrato sprazzi interessanti, Laxalt non sarà un fenomeno ma un buon giocatore che conosce la serie A e ha la gamba per poter fare strappi importanti e quel cattivissimo Cutrone…

Il cattivo – “Patrick Cutrone”

Perché in fondo i cattivi ci piacciono e c’è un momento nel quale, inesorabilmente, il fascino del cattivo prende il sopravvento.

Quel momento è l’ultima azione di Milan-Roma dove Patrick Cutrone, ricordiamo di anni venti, taglia l’area giallorossa mantiene il sangue freddo, altra prerogativa dei cattivissimi, e uccide la Roma come se nulla fosse. Le gambe non tremano, ma San Siro sì, eccome se trema.

Gattuso non smette mai di ripetere che Cutrone è pieno di veleno, ma la sensazione che a Milanello si respira è che Cutrone stia prendendo il Viale della Provvidenza. Quella strada tracciata da Daniele Massaro anni fa e che la giovanissima punta rossonera sembra voler seguire. Anche dalla panchina, anche dopo il novantesimo minuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *