Milan chiamato al riscatto dopo la sconfitta esterna contro il Napoli, al via subito il pubblico resta ammutolito dalla clamorosa assenza di Abate e Borini contemporaneamente.
Nonostante questo la partenza è buona e nonostante un possesso palla un po troppo “fumoso” i rossoneri sembrano tenere bene il campo e poter sbloccare la partita. La Roma fa di tutto per agevolare il compito rendendo chiaro il perché dell’acquisto di Pastore, serviva una guida per un gregge di pecore che pascola per il campo senza un’idea di gioco precisa.
Infatti al minuto 40′ è Kessie che sblocca la gara, l’uomo migliore per mostrare gli attributi che si diceva fossero venuti a mancare nella ripresa col Napoli.

Tuttavia si ha l’impressione che la Roma stia giocando davvero troppo male e che nel secondo tempo possa avere una reazione, al 59′ è infatti l’ex conduttore RAI Fazio che dimostra di avere fatto la scelta lavorativa giusta,( scegliendo lo sport al giornalismo) con un tiro al volo su un assist di Calabria che voleva far pentire a tutti i costi Gattuso per non aver schierato Abate .

La risposta del Milan però è quasi immediata, lancio in profondità per Higuain che brucia tutti e insacca per il 2 a 1… quando l’arbitro gli dice che era in fuorigioco di un unghia, capisce che aver fatto calare la pancia tutto sommato è stato poco utile alla causa.

I minuti passano, si soffre un po, con un gol annullato a Nzonzi ma al minuto 95′ è Pungiglione Cutrone che buca la Roma insaccando una palla al bacio di Higuain.

Primi 3 punti per il Milan che arriva alla pausa nazionali con il morale alto.

Top

Higuain: ha fatto clamorosamente calare il fatturato del McDonald’s, ma è più in forma che mai e il Milan con lui in partita cambia volto

Cutrone: entra come sempre con il veleno addosso, Higuain gli serve un cioccolatino e lui non lo rifiuta tenendo alla forma del compagno di reparto

RR: il look da ballerino di tango è sempre impeccabile, oggi però non balla lui, anzi, assist vincente per kessie e prova molto convincente

Flop

Olsen: più che Olsen lo chiameremmo Nelsen, come l’omonimo sapone per i piatti. Tante prese difettose che per sua fortuna non costano il gol.

Calabria: corre sempre come un dannato, ha anche alcune giocate importanti. Ma il fisico da omino della Duracell troppo spesso lo penalizza. Oppure semplicemente vuole con vincere Gattuso a mettere abate

Marcano: da un difensore con un nome così ti aspetti tutti meno che perda l’uomo, sul gol di Kessie invece è complice.

Suso: gli potrebbero amputare il piede destro che tanto non se ne renderebbe conto, si auto mette in castigo restando in un angolino in cerca di gloria che non trova mai

di Kalinic, Borini e altri Supereroi

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