Arriviamo a Cagliari dopo un week end agrodolce visti i risultati dei nostri presunti avversari nella lotta ad un posto in Champions: la fragorosa caduta della seconda squadra di Milano ci aveva fatto sperare in una giornata di puro godimento, il pareggio della Roma con il Chievo era altrettanto positivo, le vittorie di Napoli e Lazio hanno riequilibrato le emozioni. Della vittoria di quelli là non dico niente tanto faranno un campionato a parte. Probabilmente sarà l’unico pezzo calcistico odierno in cui non verrà volontariamente menzionato quello che ha fatto doppietta. Non voglio far parte del blob mediatico, già immagino fioccare titoloni e palloni d’oro.

La formazione è quella con cui Gattuso ha giocato l’intera stagione scorsa, con un Bonucci in meno e un Pipita in più. Niente cambi, Rino si fida di loro per adesso.

Dopo 30 secondi il Cagliari già arriva al tiro. Brutto segnale. Loro corrono come indiavolati, Barella inizia a macinare km ed accarezzare palloni, primi di una lunga serie di una prestazione stratosferica di questo ragazzo. La logica conseguenza è che dopo 4 minuti andiamo sotto: Romagnoli si fa colpevolmente scavalcare da un lancio lungo, Pavoletti gli scappa via e calcia benissimo, Donnarumma devia miracolosamente sul palo ma sulla ribattuta, fiacca e strozzata, di Joao Pedro scende con una lentezza impressionante e si fa passare il pallone sotto le braccia. Ma come si fa? Gigio metti la maglia della Nazionale anche la domenica se ti fa sentire meglio.

Il Cagliari è tambureggiante, arrivano assatanati su ogni pallone, Pavoletti di testa ci arriva sempre, Barella è, come detto, un’ira di Dio e noi stiamo a guardare molli, lenti e compassati. Bonaventura regala incredibilmente un pallone a Farias solo in area di rigore ma per fortuna il brasiliano scivola.  Svegliaaaa! Ricardo Rodriguez prova ad uscire dal torpore con un’ottima giocata, calciando forte in porta dopo essersi aggiustato la palla con un bel colpo di tacco ma Cragno è attento.

La fortuna ci assiste al 16’ quando Barella si coordina in maniera perfetta e colpisce il palo alla sinistra di Donnarumma.

Ci stanno letteralmente prendendo a pallate. Già siamo lenti di nostro, aggiungiamo che Suso e Calhanoglu sono impalpabili e rallentano il gioco dovendo rientrare sempre sul loro piede ed ecco che Pipita non viene mai servito a dovere ed è costretto a venire a prendersi il pallone a centrocampo. Mi faccio promotore di un referendum abrogativo degli esterni dal piede invertito.

Dopo 20 minuti di terrore iniziamo a mettere la testa fuori dal guscio ma stasera non è serata nemmeno per Bonaventura che, prima di testa, poi di sinistro, si divora due palle gol clamorose, la seconda a 2 metri dalla linea di porta. Andiamo negli spogliatoi meritatamente sotto di uno, spero che Rino li ribalti e capisca che abbiamo un bisogno estremo di velocità.

Nel secondo tempo iniziamo collezionando corner ma siamo pericolosi solo con un cross sbagliato di Suso che il loro portiere mette in angolo. Al 55′ il migliore dei nostri, Kessie, ci crede su una palla persa, dal rimpallo ne esce una palla sporca su cui Higuain si avventa come un rapace e, dopo aver aggirato Cragno, deposita in rete. Eccolo, il primo timbro del Pipita in rossonero e stavolta non c’è VAR che tenga. Dai, ora ribaltiamola.

È il nostro momento migliore, il Cagliari rincula e noi siamo più aggressivi. Suso calcia di poco fuori. Il mister fa il primo cambio e toglie lo spento Bonaventura per Bakayoko. Ci sta ma avrei inserito anche un esterno. Continuiamo a masticare gioco senza particolare pericolosità. La palla viaggia da destra a sinistra ma non riusciamo mai a trovarli fuori posizione. Barella, nel frattempo, continua ad alternare interdizione e costruzione, takle vincenti e pallonetti sulla testa degli avversari. Che giocatore!

Finalmente entra un mancino per giocare sulla sinistra, Castillejo. Spero abbia lo stesso impatto della partita con la Roma. E invece niente. Entra anche Laxalt a poco dal termine. E proprio dal 90′ in poi abbiamo la possibilità di fare il colpaccio, prima con Suso che chiama Cragno al miracolo con il solito sinistro a giro, poi con Higuain che svetta di testa su un ottimo cross di Laxalt ma mette a lato e, infine, nell’ultima azione, con Castillejo che di destro calcia alto l’ultimo cross.

Alla fine ne esce un pareggio che non può farci felici ma che non catalogherei come occasione persa, soprattutto dopo aver visto come siamo entrati in campo.

E’ evidente che su quest’aspetto bisogna cambiare rotta perché, paradossalmente, sembra che Gattuso stia diventando più bravo a mettere in campo la squadra ordinata che a inculcare la mentalità giusta ai calciatori. Caro Rino vogliamo gli occhi della tigre, dalla prossima e fino a maggio. Buon lavoro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *