Dopo le partite del pomeriggio guardavo la classifica: Milan quattordicesimo a 4 punti. Per carità, conta poco, siamo a fine settembre e abbiamo una partita in meno, però fa sempre male vedere certe posizioni.

Ci tocca una delle tante bestie nere degli ultimi anni, l’Atalanta di Gasperini che a San Siro non battiamo da quattro anni. Statistica utile a far capire che non sarà affatto una partita facile, nonostante loro siano dati in crisi da molti.

Della formazione è ormai inutile anche scrivere: è quella che Gattuso ha scelto come titolare. Dall’altra parte si rivede a San Siro Pasalic, il ragazzo di Doha, che dovrà ispirare il solito pericolosissimo Papu Gomez di fianco alla giovane stella Barrow.

E’ proprio del Papu il primo tiro della partita, dopo venti secondi.

La nostra prima azione fa male, anzi malissimo: Calabria allarga per Suso che si porta la palla sul sinistro e serve il Pipita che la gira come solo i grandissimi centravanti sanno fare, ossia di prima, senza dare scampo al portiere avversario. E vai Gonzalo Gerardo! Anche San Siro è stato battezzato!

Partenza migliore non poteva esserci, ora non abbassiamo la guardia ragazzi.

L’Atalanta prova a scuotersi ma non riesce mai a rendersi pericolosa grazie al gran filtro dei nostri centrocampisti ed alla vena ispiratissima dei due centrali difensivi. Musacchio, in particolare, non perde un duello aereo né un contrasto.

Dopo un tiro di Suso centrale, Pipita fa un altro gran numero ma, così come contro il Cagliari, il suo marcatore riesce a recuperare e respingere il tiro a botta sicura. Quanta fame hai Pipita!

Giochiamo bene, a ritmi compassati come sempre, ma bene. Se solo velocizzassimo un po’ di più.

Sul cross perfetto di Calabria, Jack insacca di testa. Non esulto perché il piedino mi sembrava davanti a tutti e, infatti, dopo due minuti di VAR, Doveri annulla. Peccato.

Loro, come sempre, sono pericolosissimi sui calci piazzati: su due palle vaganti prima Barrow non mette la testa, poi Pasalic si ma fortunatamente tira fuori. Dai, non possiamo correre questi rischi giocando così. Dobbiamo raddoppiare.

Speranza vanificata, negli ultimi 5 minuti del primo tempo, prima dalla sfiga, con il palo di Bonaventura di testa, e dalla troppa sufficienza poi, con Kessie che si divora un contropiede 3 contro 3, dopo essere stato messo divinamente in porta dal Pipita.

Ragazzi, così non va. Una squadra che ambisce a determinate posizioni, dopo una prestazione del genere, chiude la prima frazione avanti di due gol. Come minimo. Fumo nervosamente e ho tanta paura.

Gasperini fa due cambi: dentro Zapata e Rigoni per l’evanescente Barrow e l’insufficiente Pasalic.

Il colombiano fa subito capire che la musica è cambiata quando difende palla spalle alla porta, si gira lasciando sul posto il fin lì ottimo Musacchio per poi scaricare il destro addosso a Gigio.

E’ il primo campanello d’allarme e noi, come al solito, rinculiamo senza trovare più nessuna trama di gioco. Calabria è in affanno e si fa ammonire, Calha oggi non esiste, Biglia e Kessie iniziano a girare a vuoto.

Tempo 4 minuti e la Dea pareggia grazie al Papu Gomez che anticipa sul taglio Calabria e le sue discutibilissime scarpette rosa. Lo sapevo, lo sapevo, è sempre la stessa storia!

La partita ora è difficilissima, loro ci hanno preso le misure e noi siamo lenti e prevedibili.

Dal torpore generale esce Suso al minuto 61, salta l’uomo e, cosa rara, va sul fondo a crossare di destro. Sul pallone si avventa Bonaventura che insacca con un sinistro da attaccante consumato. Grande Jack, è il giusto premio per la prestazione di oggi.

Higuain viene anticipato di un niente dal loro portiere su lancio di Suso, poi sempre lo spagnolo serve Calha sul secondo palo ma il turco oggi è più scarico di un cellulare usato da 3 giorni e arriva molle molle sulla palla. Niente da fare.

Gattuso fa un cambio inspiegabile: esce il migliore dei nostri, Bonaventura, e dentro Bakayoko. Ma perché non ha fatto uscire il 10, spostando Jack alto a sinistra? Mah, non condivido affatto.

Loro buttano dentro pure Ilicic e ci schiacciano nella trequarti. Calhanoglu è talmente irritante che Gattuso decide di sostituirlo con Castillejo. Forza, resistiamo e ripartiamo.

La sfiga ci continua a perseguitare quando il solito, indomito Higuain detta il passaggio a Bakayoko che lo serve, ma il tocco di esterno destro del nostro centravanti va a sbattere sul palo esterno. Ma porc..

A pochi minuti dal 90’ abbiamo un’occasione enorme: partiamo in contropiede 4 contro 2, Bakayoko serve Suso che, dimenticando quanto di buono fatto in questa partita, si addormenta e si fa recuperare da Masiello. Non voglio crederci, prendo a calci l’aria altrimenti faccio danni! Sento i commentatori che parlano di stanchezza e mi chiedo come sia possibile che solo i nostri siano stanchi pur non avendo giocato il turno di coppa? Sono imbestialito perché so già cosa succederà.

Prima della disfatta dobbiamo ringraziare Rodriguez che salva sulla linea il tiro di De Roon dopo un’uscita a farfalle di Donnarumma poi, al minuto 91, subiamo il gol del 2-2 da Rigoni che ribatte in rete a porta vuota dopo il miracolo dello stesso portiere su Zapata, marcato a 1 metro di distanza in area da Abate.

Lo sconforto che mi avvolge diventa rabbia allo stato puro quando Suso, all’ultima azione, invece di scodellare in mezzo all’area la punizione dalla trequarti, serve Rodriguez per il più inutile dei tiri in curva.

E’ finita. Ancora una volta non riusciamo a battere l’Atalanta e buttiamo letteralmente nel cesso (scusate l’eufemismo) 2 punti.

Ora basta, però. Non è possibile che l’unico giocatore della rosa che può vantare nel curriculum scudetti e coppe sia più affamato di ragazzi che hanno collezionato al massimo due sesti posto e una qualificazione in Europa League. Gattuso, oltre a non sbagliare più (a Napoli ammise l’errore, oggi non credo lo faccia, sebbene questo sia più grave e meno giustificabile), deve inventarsi qualcosa perché la classifica e le prestazioni somigliano sinistramente a quelle dell’anno scorso, e a quelle dell’anno prima e a quelle dell’anno prima ancora, ecc. ecc.

Lo dico a settembre: fuori le palle o fuori dal Milan. Tertium non datur.

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