Il buono – Gonzalo, l’abbonato

Non c’è due senza tre. Gonzalo Higuain continua ad aprire la rubrica facilitato da un gol di rara bellezza. Era tempo che San Siro non si alzava in piedi per applaudire una rete così bella. Nel frattempo un altro cioccolatino a Kessie che rovina tutto ed un bacio al palo esterno sul finale di gara. Peccato che Gonzalo parli una lingua calcistica ed il resto della squadra un’altra. Perché la cruda verità è questa. Higuain è un campione assoluto, altri sono buoni giocatori, altri ancora vivacchiano in una terribile sufficienza tecnica e tattica che un tempo a Milanello era sconosciuta.

Il brutto – Zapata, ancora tu

L’anno scorso nella sconfitta ad inizio campionato a Marassi Duvan Zapata diede la prima robusta spallata al Milan di Montella, con commovente assistenza familiare del cugino Christian. Anche ieri l’attaccante colombiano si è divertito a prendere a spallate la formazione rossonera nel secondo tempo. Incredibile un suo recupero a tutto campo al novantesimo minuto e solo uno straordinario intervento di Donnarumma gli ha negato la gioia del gol che purtroppo è arrivato pochi secondi dopo per mano, o meglio per piede di Rigoni.

Il cattivo – Mister ma la bandierina?

Ricordate “Arancia meccanica”? Per redimere il cattivissimo Alex il governo inglese obbligava l’ex drugo in sala video a vedere scene di violenza fino alla nausea. Gattuso dovrebbe provare lo stesso trattamento per i suoi giocatori (eccezion fatta per uno) facendo vedere quintali di dvd e video dove un certo Pippo Inzaghi nei minuti finali scortava il pallone fino alla bandierina avversaria e lo proteggeva come se fosse l’ultimo tesoro sulla faccia della terra. Il cronometro scorreva sì lentamente ma con il pallone lontano comunque dall’area rossonera. E quanto era bello quando Pippo faceva bingo ora un corner, ora con un fallo laterale o addirittura con una preziosissima punizione che spesso faceva morire lì la partita. Domenica invece festival della mediocrità nel finale di partita: scelte scellerate, palle perse, zero falli spesi ed una mentalità da squadra da sesto posto (cit. Leonardo) che hanno obbligato la squadra dentro l’area a subire le scorribande bergamasche. Peccato perché il salvataggio di Rodriguez oltre che come miracolo doveva servire da monito. Anche a Gattuso.

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