Quando ho saputo del forfait del Pipita ho fatto mentalmente un breve excursus della rogna che ci portiamo dietro da qualche tempo: il doppio infortunio gravissimo di Conti, la fragilità di Calabria, Strinic finalista del Mondiale che arriva a Milanello e scopre il problema cardiaco, Caldara e il principio di pubalgia, la caviglia di Cutrone e ora la vecchia cicatrice sul flessore di Higuain. Ok, non ce ne va bene una ma non deve essere una scusa: stasera dobbiamo vincere, rogna o non rogna, perchè sebbene il calcio non sia affatto una scienza esatta non possiamo dimenticare che l’intera rosa dell’Empoli vale quanto gli stipendi dei nostri tre portieri.

C’è l’intero stato maggiore in tribuna, compreso Singer junior. Vogliono i 3 punti come tutti noi.

Gattuso inserisce Laxalt a sinistra per Rodriguez e, suo malgrado, Borini centravanti. Per il resto tutto come al solito.

L’inizio rossonero è soporifero, tanto possesso di palla ma zero occasioni. Poi al 10′, da una corta respinta della difesa empolese, Biglia si trova a calciare in porta da posizione invitantissima. Tuttavia la palla andrebbe a lato se non incontrasse la deviazione di Capezzi, finendo alle spalle del loro portiere. Benissimo, 1-0 per noi. Continuiamo a trovare il gol nei primi minuti, ora vediamo di non continuare a farci recuperare.

Sembriamo padroni del campo ma, come al solito, commettiamo due ingenuità clamorose a distanza di pochi minuti. Prima La Gumina si presenta tutto solo davanti a Donnarumma che, fortunatamente, gli chiude lo specchio poi Calabria e Musacchio commettono il classico errore “la prendo io no la prendi tu” e lasciano che Caputo si inserisca tra di loro su un lancio lungo. Gigio è strepitoso nella deviazione sul palo. Ragazzi per favore non facciamo scherzi perchè oggi non ammetto passi falsi.

Tocchi e ritocchi a centrocampo ma non riusciamo mai a renderci pericolosi: Borini fa quel che può, cioè poco, Calha anche oggi non pervenuto, Suso trotterella e pure Jack non è al livello di domenica scorsa. Allo strazio del ruminante gioco rossonero aggiungo quello di vedere una partita su DAZN con l’immagine che si sfoca ogni 30 secondi. E stasera non c’è nemmeno Diletta. Che tristezza.

Dall’opacità televisiva, di colpo, esce fuori Pietro Terracciano, di anni 28 e di professione portiere dell’Empoli, alla sua settima gara in Serie A, comprendendo anche le 2 con il Catania nel lontano 2011/2012. Il buon Pietro respinge prima un tiro di Bonaventura e poi, miracolosamente, il tap-in di Kessie. Un minuto dopo, sugli sviluppi dell’angolo che ne è scaturito, dice ancora no a Jack poi Kessie, ancora lui, è sciagurato nel calciare fuori a porta vuota. A pochi minuti dal termine del primo tempo sempre l’estremo difensore empolese nega il gol a Suso. Ma solo contro di noi escono questi fenomeni? A proposito di rogna…

La prima parte del secondo tempo è simile al primo: Milan in controllo totale del gioco ma incapace di pungere. Dico io: abbiamo due specialisti sui calci piazzati e in 5 gare di campionato non siamo stati capaci di farci fare un fallo a ridosso dell’area di rigore avversaria? Se non riusciamo a entrare con la palla in porta dalle linee laterali, proviamo almeno a entrare in mezzo. Niente da fare, si va da destra a sinistra, passando da dietro, e viceversa.

Borini viene murato e Calha trova una deviazione in angolo su un tiro potenzialmente pericoloso. Speriamo siano segnali di risveglio del turco.

Come sempre accade da inizio campionato, lo sterile possesso di palla ed il continuo tentativo di voler iniziare l’azione da Donnarumma viene punito. Romagnoli, fino ad allora perfetto, intercetta un retropassaggio di Biglia destinato al portiere, tenta di rinviare sul pressing avversario ma zappa letteralmente la terra e finisce per servire il loro attaccante. Alessietto nel tentativo di recuperare lo abbatte, la palla arriva a Caputo che viene anch’egli messo giù da Biglia. Rigore. Temo anche il rosso che per fortuna non arriva. Caputo trasforma senza problemi. L’immagine in TV si sfoca come la mia fiducia verso questa squadra.

Rino inserisce subito Cutrone e Castillejo al posto di Borini e Calha. Il baby bomber zoppica vistosamente. Come siamo ridotti male!

Mancano 15 minuti e la ribalta se la prende tutta Terracciano che si trasforma in un supereroe da fumetti respingendo qualsiasi tentativo di Suso, unico dei nostri a provarci seriamente: prima vola su un destro al volo dello spagnolo, poi sul classico sinistro a giro, poi è a dir poco strepitoso nel togliere dall’angolino basso un pallone che sembrava destinato ad insaccarsi vicino al palo ed infine sbroglia, nei minuti di recupero, l’ennesimo assalto all’arma bianca portato dal nostro numero 8 all’area di rigore toscana.

Finisce 1-1, terzo pareggio consecutivo che ci allontana pericolosamente dalle zone alte della classifica.

Ora, se è pur vero che non si può imputare all’allenatore l’errore marchiano di Romagnoli, sicuramente gli si può rimproverare l’incapacità di dare alternative al gioco d’attacco che passa e ripassa, sempre, dalle fasce laterali, occupate dai famosi piedi invertiti, con tutte le conseguenze del caso. Non attacchiamo mai, e dico mai, per vie centrali. Non faccio l’allenatore ma a mio avviso è un problema, e anche grave, visto che la porta sta lì, proprio in mezzo.

Quelli che vedono, comunque, il bicchiere mezzo pieno sostengono che la vera difficoltà sia mentale: se fossimo riusciti sempre a mantenere il vantaggio avremmo 7 punti in più e saremmo terzi a 13 punti con una partita in meno. Quelli che invece vedono tutto negativo sottolineano che se la partita con la Roma fosse durata 30 secondi in meno, ci ritroveremmo, a fine settembre, senza aver mai vinto, come Chievo e Frosinone.

Sono due analisi oggettive e anche condivisibili che comunque non spostano l’altrettanto oggettiva considerazione finale: caro Rino, cari giocatori, così non si può andare più avanti.

 

 

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