Il momento è di quelli critici, la classifica è deficitaria, la sfiga continua a perseguitarci, l’allenatore, pertanto, è naturalmente in bilico. Tutto ci vorrebbe tranne che il Sassuolo, bestia nera del Milan degli ultimi anni, già fatale ad Allegri e, oggi, lanciatissimo in classifica sotto la guida di un allenatore che stimo dai tempi di Foggia. Insomma, le nubi all’orizzonte sembrano nerissime.

Gattuso, oltre ad Higuain, deve rinunciare al suo vice, ed al vice del vice, tutti ai box o a mezzo servizio per infortunio. Rino inserisce Castillejo centravanti in mezzo a Suso e Calha. In difesa Abate fa rifiatare Calabria e Rodriguez si riprende il posto da titolare. Di là si rivedono Locatelli e Boateng. Lo dico da subito: non reggerei il gol dell’ex.

Quando tocchiamo il primo pallone il cronometro segna il minuto 2:05, segno di come siano entrati in campo loro e di come l’abbiamo approcciata noi. Un minuto dopo Di Francesco mette in mezzo un cross invitantissimo ma per fortuna non c’è nessuno in mezzo a spingerla dentro. Ma il calcio, si sa, è strano e la prima volta che ci affacciamo nella loro metà campo rischiamo di far malissimo grazie a Suso che rientra sul sinistro, poi sterza sul destro e, da posizione defilata, scarica un bolide sulla traversa. Ma porca miseria che rogna nera! Se ci fosse una classifica della sfiga saremmo da scudetto. 

Loro continuano a giocare molto meglio di noi, mandando fuori giri tutto il nostro centrocampo. Sensi, in particolare, si fa sempre trovare libero alle spalle di uno svagato Kessie. Biglia non ci capisce granchè e Bonaventura sembra molto distratto. Tremo ma fortunatamente il loro predominio territoriale non produce nulla di concreto.

Al 26′ siamo di nuovo ad un passo dal vantaggio con Kessie che, dopo un bel contropiede, viene servito da Calhanoglu e si trova tutto solo davanti a Consigli: scavetto troppo morbido che supera il portiere ma non impedisce a Lirola di ribattere sulla linea. Dai, non è possibile, in questi casi dobbiamo segnare! Ci vuole cattiveria poi, solo poi, verrà il tempo dei leziosismi.

Abate sbaglia cross e stop facili facili, loro prendono sempre più campo e rischiano di purgarci con Di Francesco che viene servito perfettamente da Berardi. Musacchio sbaglia il tempo e l’attaccante neroverde si trova a calciare solo soletto davanti a Gigio. Il 99 resta freddo e impassibile e mette il gambone salvando il risultato.

Ancora Sassuolo al 34′ grazie ad uno sciagurato retropassaggio di Jack che serve Boateng, credendolo evidentemente ancora rossonero. Kevin Prince vede perfettamente l’inserimento di Di Francesco ma prima che il pallone venga spinto in porta è provvidenziale il recupero a tutta velocità di Abate che anticipa di un soffio l’avversario. Che rischio, ragazzi. E che regalone gli stavamo facendo di nuovo. Sveglia, sveglia, sveglia!

Proprio quando spero che arrivi presto l’intervallo, Kessie vince un contrasto a centrocampo con Locatelli e si lancia nella prateria sassuolese. Ai suoi lati partono Calha e Castillejo, seguiti da due difensori. Incredibilmente nessuno dei due avversari stringe centralmente, consci probabilmente che il buon Frank solitamente non è precisissimo nel tiro. Arrivato tutto solo ai 25 metri comincio a gridare “tira, tira, tira ma Kessie non ne vuol sapere e prosegue con la porta spalancata davanti a lui fino al limite dell’area. Poi evidentemente pensa che quando è troppo è troppo e finalmente calcia con un sinistro masticato ma sufficiente a superare Consigli. Gol! Bene ma la prossima volta non fatemi soffrire così.

Poco prima del 45′ il loro centrale Marlon, uno dei due che ci ha spalancato il campo in occasione del vantaggio, pensa bene di gigioneggiare in area col pallone, Calha glielo ruba e serve Suso che, però, invece di tirare, prova un improbabile corss per Bonaventura che non sortisce effetto. Quando sfrutteremo in maniera spietata queste occasioni potremo dire di essere tornati una grande squadra.

Inizia il secondo tempo e penso che mi aspettano i 45 minuti più difficili. Finora sono stati tremendi tutti, da metà agosto in poi.

Ed invece, al minuto 4, sfruttiamo perfettamente un contropiede con Suso, ottimamente lanciato da Bonaventura, che resiste al rientro del difensore, lo aggira, approfitta del movimento di Castillejo che gli libera lo spazio per il tiro e, finalmente, finalmente, finalmente, dopo 7 mesi, insacca il suo sinistro alla spalle di Consigli. E vai Susino, te lo meritavi dopo la rogna delle scorse partite.

Ora siamo padroni del campo e il nostro numero 8 si esalta con una giocata da urlo nell’area avversaria, mette a sedere il suo dirimpettaio in un fazzoletto e serve la palla indietro per l’accorrente Castillejo. Il connazionale non ci arriva ma Bonaventura si e gira di destro in porta. Consigli è bravo e salva.

Facciamo il terzo, vi prego, non voglio più soffrire. Fumo.

Quando scocca l’ora di gioco le mie preghiere vengono esaudite. Calha serve Castillejo ai venti metri, il neo arrivato ha tutto il tempo di stoppare, prendere la mira e freddare il portiere con il suo primo gol rossonero. 3-0 a 30 dal termine. Questa volta mi sento che non succederà niente ma, comunque, faccio gli scongiuri.

Gattuso è meno ottimista e ordina di non abbassare la guardia ma la squadra non lo ascolta e, tempo 8 minuti, prendiamo l’ennesimo gol nel secondo tempo (8 su 9 totali in questo campionato, tredicesima partita consecutiva senza porta inviolata) con il neo entrato Duricic che sfrutta l’appoggio di Rogerio dopo l’ottimo spunto di Boga sulla destra.

Entra Cutrone per allungare la squadra ma siamo bassi, bassissimi. Soffriamo. Loro attaccano da tutti i lati con Boga ispiratissimo. Fortunatamente non si rendono mai davvero pericolosi se non con una rovesciata di Babacar che sfila al lato dell’inoperoso Donnarumma.

All’ultimo minuto conquistiamo una punizione dal limite, credo la prima della stagione. Suso calcia prima sulla barriera e poi sulla ribattuta trova una deviazione fortunata per la sua doppietta. L’arbitro annulla per un fuorigioco ininfluente di Cutrone ma, dopo il VAR, convalida e fischia la fine.

Bene così, oggi contava vincere anche senza convincere, per rendere meno assillante l’attesa del rientro del Pipita.

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