La partita alle 15 della domenica è ormai una rarità. Quando poi capita che devi rispondere presente alle esigenze familiari, bisogna attrezzarsi al meglio per poter vedere il match. Quindi tablet, auricolari e ben venga il pranzo a casa di mia sorella facendo contenti tutti, moglie, figlie e zia e spero anche me stesso, magari con una bella vittoria come dessert. D’altronde la partita sulla carta è di quelle facili, in casa contro il Chievo ultimo in classifica. Sarà proprio per questo che la temo.

Romagnoli dà forfait nella rifinitura, al suo posto Zapata che giovedì ha dimostrato di aver bisogno di molto rodaggio prima di potersi definire affidabile. Solita alternanza a destra, con Abate titolare, poi tutto confermato. Loro si presentano senza 5 titolari e con due vecchietti che a noi hanno sempre fatto male: Birsa e Pellissier. Accanto a loro, in attacco, il combattente Stepinski che a me piace molto.

Mi siedo sul divano e mi isolo dal resto della compagnia. Via, si parte.

Minuto 3 e Jack chiama Sorrentino alla parata. Dopo 60 secondi la prima vera occasione con Kessie ottimamente servito da Biglia. Il piattone al volo dell’ivoriano trova ancora pronto il portiere clivense.

Facciamo la partita grazie soprattutto a un Biglia particolarmente in palla. Abate regala un brivido a San Siro con un retropassaggio di testa che costringe Donnarumma all’angolo.

Al ventesimo andiamo ancora vicini al gol. Bonaventura si libera al limite dell’area e calcia forte, Sorrentino ci arriva ma la palla giunge a Calhanoglu per il tap-in vincente. Vuoi la sfiga, vuoi l’indolenza dell’ultimo periodo del turco, ma Depaoli riesce a ribattere a pochi passi dalla linea.

Entrambi i terzini spingono molto. Rodriguez si conferma in ottimo momento e Abate si propone spesso in attacco. Purtroppo, altrettanto spesso, sbaglia l’ultimo passaggio. Se non avessero inventato la tecnica il buon Ignazio sarebbe uno dei terzini più forti del mondo.

Al 26′ la solita giocata di Suso trova Jack solo alle spalle dei loro difensori ma, così come a Cagliari, il numero 5 si divora un gol già fatto a due metri dalla porta calciando alto. Ma come si fa?? Stiamo dominando e siamo ancora 0-0!

Nemmeno il tempo di disperarmi che arriva in mio soccorso il fuoriclasse con il 9, fino ad allora impalpabile e mai servito, che approfitta di un ottimo cross di prima (!!) di Suso, dopo pasticcio difensivo gialloblu, ed insacca fulmineo sotto le gambe di Sorrentino. Pipita Santo subito.

Ripartiamo senza abbassare la guardia e rischiamo solo con uno dei soliti cervellotici passaggi a ridosso del nostro portiere. Fortunatamente Gigio riesce a mettere in angolo, evitando la scivolata di Stepinski e la conseguente frittata. Scaroni, imitando il vecchio Presidente, ma discostandosene nel merito, dovrebbe presentarsi allo Milanello al grido di “Spazzare!.

Il Chievo è comunque poca cosa e Suso decide addirittura di abbandonare la sua mattonella per vedere come sono fatte le altre zone del campo. Trovatosi dietro le spalle di Higuain lo vede tutto solo e lo serve con un’imbucata centrale. Il Pipa, che di mestiere fa benissimo il centravanti anche con più avversari addosso, figuriamoci da solo, non ha problemi a fare secco Sorrentino per la sua prima doppietta in rossonero. Verticalizzazione + gol: deo gratias.

Partita che si mette sui binari migliori possibili. Quanto mi piacerebbe una bella goleada con porta inviolata.

Ma i nostri decidono di non accelerare più ed, anzi, iniziano a corricchiare nel campo. Kessie e Calhanoglu sembrano tra i più svogliati, con Biglia chiamato spesso a rattoppare buchi e ripartire. Fatto sta che a pochi secondi dal termine della prima frazione Birsa quasi accorcia le distanze con un destro di prima che esce di pochissimo.

La prima occasione del secondo tempo capita sul piede di Abate che si butta a perdifiato nello spazio dove Suso lo vede e lo trova, ma il destro a incrociare viene deviato in corner dal portiere. Sarebbe stata davvero troppa grazia ma bravo Ignazio.

Calha continua a litigare col pallone mentre Bonaventura, al minuto 56, decide di mettersi in proprio. Doppio passo ad uccellare il difensore e mancino dal limite dell’area che, grazie ad una fortunata deviazione, trafigge ancora Sorrentino. 3-0 e pratica archiviata. Bene così, tra poco diamo spazio a chi ha giocato meno. Mi piacerebbe vedere persino Halilovic, così giusto per curiosità.

Ma se mai questo pensiero fosse venuto in mente anche a Gattuso, ci pensa l’accoppiata Zapata-Kessie a cancellarglielo dalla mente regalando, dopo pochi minuti, a Pellissier la gioia di segnare un gran gol a San Siro alla tenera età di 39 anni. Solito disimpegno “tanto per” da parte del colombiano che, invece di “Spazzare!” serve il nostro centrocampista più pressato, oltre che tecnicamente meno dotato. Retropassaggio harakiri di Franck utile a servire il loro attaccante, il cui bellissimo esterno sinistro di controbalzo sporca, per la tredicesima volta consecutiva, il nostro tabellino. Questa dei gol presi sta diventando davvero un’emorragia pericolosa.

Perlomeno dopo il gol preso non soffriamo e gestiamo la partita, addormentandola del tutto. Pipita si fa ammonire. Non facciamo cazzate, Gonzalo, che alla ripresa ci aspettano i natidopo e natimale.

Entra Cutrone ma non sostituisce Higuain bensì Bonaventura. Prove tecniche di 4-4-2?

Suso tira di poco al lato mentre il neo entrato Kiyine picchia tutto e tutti. L’ultima emozione della partita è il gol annullato a Calhanoglu, ben servito da Higuain ma in netto fuorigioco. Peccato, gli avrebbe fatto bene.

Ora stop di 15 giorni, speriamo utile a far ritrovare condizione a chi ne ha poca, a recuperare infortunati (ma Caldara?) e perfezionare intese. Insomma, bisogna preparare al meglio il derby perchè la stagione entra nel vivo e noi, nonostante tutto, ci siamo. Forza Milan!

 

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