Quando ero piccolo e sentivo la parola Zorro essenzialmente le cose erano due.

O si parlava di carnevale e allora mio padre mi avrebbe trasformato in pochi attimi nello spadaccino mascherato con dei baffetti disegnati con la prima bic nera che gli capitava sottomano. O urlavo nel corridoio di casa il nome di Zvonimir Boban.

Perché pur apprezzando il travestimento fatto in casa da papà, io tifavo nettamente nel secondo travestimento, ovvero quando prendevo la maglietta rossonera con lo sponsor Motta ed i pantaloncini bianchi. Il numero 10 era stato messo su alla buona da una stamperia di Palermo che oggi ha lasciato posto ad uno dei mille Betqualcosa.

Ma torniamo alla Motta, perché proprio quello sponsorizzato dai gelati nell’estate del 1992 è il primo Milan di Zvonimir Boban detto Zorro, anche se per dovere di cronaca il nostro era arrivato in realtà nell’estate del 1991 ma venne subito girato in presto al Bari.

Il suo ingresso a Milanello coincide con una delle più incredibili campagne acquisti della storia del calcio. Berlusconi regalava cioccolatini al popolo rossonero e gongolava, giustamente, Fabio Capello che stropicciava gli occhi dinanzi a tanta abbondanza. In aggiunta ai mostri sacri dello scudetto degli Invincibili del 1991/1992 arrivavano al Milan: Jean-Pierre Papin, Dejan Savicevic, Gianluigi Lentini e per l’appunto Zvone oltre ai gregari italiani Stefano Eranio e Fernando De Napoli.

Zvonimir sembra il più taciturno dei nuovi arrivati, quasi come se non volesse entrare troppo nello squadrone di Capello ma in realtà porta dentro il fardello di una guerra che purtroppo il giovane centrocampista aveva tragicamente vissuto anche in campo, dove ricambiò una gentile manganellata con il celebre calcio al poliziotto del maggio 1990 durante il derby Dinamo Zagabria – Stella Rossa che gli costò il mondiale di Italia 90.

Risultati immagini per boban murales

In realtà Zvonimir sta soltanto entrando nella storia del Milan col suo stile, in punta di piedi per uscirne nei primi anni del 2000 da autentico idolo di San Siro. Qualcosa che accade a pochissimi eletti dal popolo rossonero.

Difatti la carriera del centrocampista croato comincia all’insegna di un ragionato turnover sotto la protezione di Don Fabio che lo piazza praticamente in tutti i ruoli del centrocampo e sempre con ottimi risultati.

Ma Zvone non è solo eclettico, Zvone ha anche un fantastico piede ed una tecnica deliziosa che poco aveva da invidiare agli altri numeri dieci o addirittura ad alcuni, falsi, numeri nove.

Falso nove negli anni novanta? Ebbene sì.

Vero è che in molti ricordano che il Barcellona ed in generale il calcio spagnolo nell’ultimo decennio hanno inventato il falso nueve, inteso come falso puntero.

Ma il falso nove lo vediamo pure in una sera di Atene del 1994 che è più dolce di un passito di Pantelleria.

In pochi forse ricordano che in quella finale il Milan massacra proprio il Barcellona e che la maglia numero nove la indossa proprio lui, Zvonimir che nel ruolo di “tuttocampista” insieme a Donadoni, Savicevic e Massaro fa impazzire la retroguardia catalana.

Risultati immagini per milan barcellona 4 0 boban

Da vero numero nove sono invece altre due europerle di Zvonimir: una stoccata da spadaccino nel ritorno in Supercoppa contro l’Arsenal a San Siro in un Milan insolitamente di giallo vestito e la zampata all’ultimo minuto nella semifinale di andata al Parco dei Principi contro il PSG di un certo George Weah.

Risultati immagini per milan barcellona 4 0 boban

Destino vuole che proprio con quel burlone attaccante africano Zvonimir diventi protagonista del suo atto finale in rossonero, lo scudetto di Zaccheroni del 1998-1999.

Dopo aver disputato uno strepitoso mondiale che vede la sua Croazia al terzo posto (anche se in cuor suo Zorro piange ancora per quel pallone sanguinoso perso al limite dell’area in semifinale), Boban comincia la stagione con il numero dieci (finalmente!) sulle spalle ereditato dall’amico Dejan Savicevic, ma il modulo con le tre punte non regala molto spazio al talento croato.

Tutto cambia ad Udine il 18 aprile 1999. Perché Zvonimir si prende in mano il Milan e non lo molla più.

Il Milan disputa una delle sue più belle partite dell’era Zaccheroni e distrugge 5-1 a domicilio quell’Udinese che era stata trampolino di Zac, Helveg e Bierhoff.

Boban realizza la prima rete dal dischetto e bissa poco dopo con un colpo da biliardo che è la sintesi di un giocatore che faceva l’essenziale ma lo faceva benissimo.

Il giorno dopo la Gazzetta premiò Boban con il voto di 8,5 paragonando la prestazione del croato ad una regia felliniana.

Ma il bello deve ancora venire ed avviene quasi un mese dopo e sempre contro avversari bianconeri. Questa volta si va al Delle Alpi e non si possono perdere punti se si vuole restare incollati alla Lazio di Eriksson.

Dopo un primo tempo a reti inviolate, Zaccheroni si gioca la carta Boban e questi si sdebita con l’assist al bacio per il 2-0 di Weah.

Solo che Giorgione ha un cuore grande così e per ricambiare la splendida giocata del compagno decide che quel gol è anche suo. E allora prende la mano di Zvonimir e corrono assieme pazzi di gioia come e più dei tifosi rossoneri nel settore ospiti.

Ok le parate del giovane Abbiati, il gol di Guly a Perugia e quel terribile flipper innescato da Maurizio Ganz con la Sampdoria, ma quella corsa per molti di noi è il fermo immagine di quello scudetto.

Risultati immagini per weah boban

In quegli anni, in mezzo a tante altre belle giocate sempre tante parole pacate e ragionate. Uno stile bello, puro ed elegante dentro e fuori dal campo.

E difatti non ci si stupisce se oggi Zvonimir Boban ricopre una carica importante alla FIFA. Perché quello è il posto di una persona intelligente che ha contribuito a rendere ancora più bello questo gioco. Ed è per questo motivo, ed anche per questa ultima foto, che a fare gli auguri per i suoi 50 anni a Zorro ci sono non solo i Milanisti, ma tutti quelli che amano e che credono nella bellezza del calcio.

Risultati immagini per boban stankovic

Lunga vita a Zorro Boban!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *