Giada, stasera la nostra amica Lisa Azzurra Musetti ci racconta del perché del suo milanismo. Devo dire la verità, anche la mamma si rivede in tante sue osservazioni. Ascolta con attenzione le sue parole:

“Mi è capitato molte volte nella vita che mi venisse chiesto com’è la vita di una donna appassionata di calcio ed io ho sempre risposto che è esattamente uguale a quella di un uomo con la solita passione: guardiamo le partite in televisione, andiamo allo stadio più volte che possiamo, ci informiamo sui calciatori e se facciamo colazione al bar cerchiamo di accaparrarci per prime la il rosa giornale che troneggia sempre nei tavoli dei locali, soprattutto al mattino.
Se però qualcuno dovesse chiedermi com’è essere una donna milanista allora ci sarebbe molto da dire.
Prima di tutto dobbiamo ricordare che si tratta di una donna che ha venduto l’anima al Diavolo e che quindi vive la vita come se non avesse nulla da perdere.
Quando una milanista guarda la partita della sua squadra non si accontenterà mai di vederla vincere, vorrà vederla illuminare il campo con il suo gioco,

lei è un’edonista convinta e raramente pronuncerà la frase “Abbiamo vinto” senza farla seguire da un “però…”.

Solitamente è sportiva e raramente si lascia andare a polemiche sull’arbitraggio, lo troverebbe troppo calcisticamente borghese e lei è sportivamente un po’ altezzosa esattamente come la sentirete ben poche volte fare apprezzamenti estetici sui giocatori.
Ammettiamolo questa è roba da juventine. Senza offesa.
Se chiederete ad una tifosa rossonera perché ha scelto il Milan ti risponderà che non è stata lei a scegliere il Milan ma il Milan a scegliere lei.
Perché è così. Il Milan A.C. (o A.C. Milan per essere precise) ti sceglie, come un gurù sceglierebbe i suoi adepti. Non è roba da tutti e tanto meno da tutte. I tamburi dello stadio diventano il battito del suo cuore, le esultanze dopo i gol la fanno tornare bambina e quando andrà a fare shopping inconsciamente sceglierà se è possibile vestiti o rossi o neri. Scarpe comprese.
Saprà parlarvi di tacchi e di tacchetti, ed anche se lo ammetterà difficilmente è una nostalgica, quindi non stupitevi se le tremerà la voce parlando del Milan di Sacchi o Capello.

La donna milanista non accetta i tradimenti e quindi, anche se le costerà non poco, arriccerà il naso quando le nominerete Sheva e si intenerirà in modo quasi materno se le parlerete di Riccardino Kakà.

Portatela in un pub a vedere una partita, probabilmente berrà più birre di voi e si comporterà come un tifoso della working class inglese con tanto di sbeffeggio di classe ai tifosi avversari.
Il Diavolo cerca le sue figlie con criterio ed attenzione e di conseguenza sono tre i consigli da dare ad un uomo che vuole stare accanto ad una milanista:

Non sottovalutateci.
Non provocateci.
Non sfidateci.”

Lisa Azzurra Musetti

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