Quindici giorni senza campionato sono tantissimi. Diventano infiniti se la partita che si aspetta è il derby. Da buon padre e marito mi metto al servizio della famiglia per l’intero week-end a patto che domenica, dalle 19:30, mi possa godere il match sul divano, con tanto di pre e post partita. Giro al parco con le bimbe? Fatto. Spesa al supermercato? Fatta. Gita e pranzo con amici? Fatti. Quando penso che ormai non ci sia più nulla a dividermi dalla partita arriva lei, l’incubo domenicale di ogni uomo: l’Ikea! Alle 18:00 entro nell’inferno svedese, alle 19:00 sono pronto per uscirne. “Si informano i clienti che per cause a noi non imputabili i pagamenti con carte e bancomat non sono disponibili” annuncia lo speaker. Oddio, tremo al pensiero di passare la serata lì, in mezzo alla fila chilometrica che si è formata alle casse. Alle 19:30 dico basta, la fila non scorre di un centimetro: mollo le poche cose che mia moglie aveva intenzione di comprare e volo verso la macchina. A mai più, odiati svedesi.

Arrivo a casa alle 20:00 giusto in tempo per le formazioni ufficiali. Tutto confermato: sia noi che loro con l’undici migliore.

La Curva Nord si presenta con un biscione gigante, la Sud risponde con l’animale fatto a pezzi da due mani rossonere. Tutto molto bello, per dirla alla Pizzul.

Al 3′ ripartiamo bene e ci presentiamo addirittura in superiorità numerica ma Bonaventura intercetta il passaggio di Suso che avrebbe trovato Calha tutto solo, la ri-appoggia allo spagnolo il cui sinistro dai 25 metri sfila al lato. Ritmi blandi, loro tentano di pressare un pò più alto, noi invece restiamo rintanati serrando le fila.

Al decimo Icardi, sempre lui, ci purga su cross tagliato di Brozovic che Romagnoli si fa passare sotto le gambe. L’arbitro Guida fortunatamente alza il braccio e annulla per fuorigioco, che c’era causa tocco impercettibile di Vecino.

Ancora Inter pericolosa con Politano che tira di poco fuori da buona posizione. Al minuto 17 Biglia entra in scivolata su Naingollan, brutto scontro che lascia entrambi doloranti a terra. I telecronisti invocano addirittura il rosso per il nostro centrocampista che viene solo ammonito. Il replay, invece, dimostra che, a tutto voler concedere, se rosso doveva essere era da sventolare al Ninja che calpesta la caviglia di Lucas e poi si fa male nell’impatto. Si scalda Bakayoko. Oddio no, pietà! Lucas per fortuna stringe i denti e rientra. Il belga, invece, tempo pochi minuti e lascerà il campo a Boja Valero. Buon per noi.

Ancora Inter con Perisic di testa e Donnarumma chiamato alla deviazione in corner. Noi non acceleriamo mai, anche quando ne avremmo la possibilità. Solito gioco ruminante che parte dalla difesa e si schianta irrimediabilmente sul loro centrocampo. Povero Pipita, lasciato solo lì a rincorrere avversari.

Al 33′ la fortuna ci assiste dopo un batti e ribatti in area con De Vrij che gira sul palo a due passi dalla porta. Ragazzi, per favore, svegliamoci!

Purtroppo le mie richieste non vengono assolutamente esaudite e continuiamo ad insistere nel nostro non gioco. Suso non si vede mai, Bonaventura non premia mai gli scatti di Higuain tenendo inutilmente palla e Calhanoglu è sempre più lontano parente del bel giocatore ammirato lo scorso anno.

A pochi minuti dal termine della prima frazione, un sussulto: da corner di Suso Romagnoli prolunga di schiena, sulla palla si avventa Musacchio che insacca in spaccata. L’urlo di gioia viene frustrato da Guida che, anche questa volta, annulla per fuorigioco. La VAR, ahinoi, conferma.

Un minuto dopo Perisic trova Vecino solo sul dischetto del rigore, il cui sinistro di prima intenzione si alza fortunatamente sopra la traversa. Che paura, ragazzi. Al 46′ Calha si accentra e, da quella che dovrebbe essere la sua zolla, sparacchia alto di destro. Tutti negli spogliatoi con la consapevolezza che ai punti avrebbero meritato loro. Per questo sarebbe stato bellissimo passare in vantaggio, caro Calha.

Mi aspetto un sussulto d’orgoglio, un secondo tempo che faccia capire a tutti che vogliamo i 3 punti. Ed invece, anche questa volta, nulla. Restiamo chiusi dietro e continuiamo a giocare con il freno a mano tirato, sbagliando anche passaggi elementari. Fortunatamente siamo bravi a reggere il loro urto, a dire il vero nemmeno tanto veemente, e Musacchio e Romagnoli riescono a tenere a riposo Gigio.

Non riesco a capire se davvero Gattuso abbia voluto impostare la partita così o se sono gli interpreti in campo a non rendere.

Il tempo scorre  e quando vedo Cutrone pronto ad entrare in campo sogno che il messaggio di Rino sia quello di provare, finalmente, a vincerla. Vengo smentito immediatamente quando vedo il baby bomber posizionarsi come quinto centrocampista a sinistra. Ma dai, ma che senso ha? Non ho fatto corsi a Coverciano ma credo che, se proprio non si aveva l’intenzione di osare, sarebbe dovuto entrare Castillejo, se non Laxalt. Ma Patrick lì non lo capisco. E’ un cambio che proprio non digerisco.

Continuiamo a puntare allo 0-0, ripartiamo e poi torniamo indietro, palleggiamo e la perdiamo, rinculiamo e ripartiamo per poi tornare indietro… Sempre maledettamente uguale. Una noia mortale.

Il tempo sta per scadere ma non mostriamo la minima intenzione di fargli male. Probabilmente l’obiettivo è quello di mantenere finalmente la porta imbattuta dopo mesi e mesi. Mah, la fase difensiva sarà importante ma non condivido questo atteggiamento. Esce Kessie ed entra Bakayoko che, tempo dieci secondi, ci conferma di non avere minimamente idea di come si tratti il pallone. Misteri del mercato.

3 minuti di recupero ed altro messaggio “da provinciale” da parte di Gattuso: fuori Calabria, dentro Abate. Così, tanto per perdere tempo.

Quando fai queste prestazioni e questi cambi è evidente che il rischio di essere punito dal Dio del Calcio esiste ed è maledettamente concreto.

Ed infatti al 92′ Candreva alza un campanile per Vecino che, diversamente da quello che hanno fatto i nostri per tutta la partita, non torna indietro ma decide di metterla tesa e di prima in area di rigore. Donnarumma, che evidentemente era già sotto la doccia con la testa, abbozza un’uscita senza senso, Musacchio scivola, Abate, probabilmente stremato dai precedenti 60 secondi passati in campo, si dimentica di stringere su Icardi che insacca di testa a porta vuota. Ecco qua la frittatona dell’ultimo minuto.

Finisce così. La mentalità sparagnina e timorosa mostrata stasera viene giustamente punita nel modo più amaro, ossia ad un amen dal triplice fischio. Perdiamo il derby malamente e ci stacchiamo decisamente dalle posizioni a cui ambiamo ma, al netto della pessima prestazione e della cattiva gestione di cambi e partita, questa sconfitta è brutta per il messaggio che è arrivato. Credo che il Milan non debba mai giocare per portare a casa lo 0-0, men che meno nel derby.

 

 

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