A Madrid, precisamente in Avenida de Concha Espina 1, esiste l’unico posto in tutta Europa dove un appassionato di calcio può ammirare più trofei internazionali di quelli presenti a Casa Milan. Quel luogo corrisponde, infatti, all’idirizzo dello Stadio “Santiago Bernabeu”, tana del Real Madrid, la squadra di calcio più titolata al mondo.

Considerando i trofei confederali (UEFA, CONMENBOL, etc.) ed interconfederali (Intercontinentale, Mondiale per Club) attuali e soppressi, la Casa Blanca svetta in questa particolare classifica potendo vantare ben 26 vittorie, 2 in più degli egiziani dell’Al-Ahly e 7 in più del Diavolo rossonero, che occupa il terzo gradino del podio insieme agli argentini del Boca Juniors e dell’Independiente. Al netto, quindi, del valore statistico delle Coppe dei Campioni e delle Supercoppe africane, possiamo tranquillamente affermare che gli spagnoli sono, da sempre, i nostri unici avversari per il titolo che tanto ingolosiva il vecchio AD giallocravattato.

13 Coppe dei Campioni, 3 Mondiali per Club, 3 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe UEFA, 4 Supercoppe Europee, 1 Coppa Iberoamericana si sommano, inoltre, a 33 campionati nazionali, 19 Coppe di Spagna, 10 Coppe del Rey, 1 Coppa della Liga e 2 Coppe Latina. Insomma nei suoi 116 anni di storia i calciatori del Real hanno potuto sollevare ben 91 trofei, quasi uno all’anno. Da Zamora a Di Stefano, passando per Gento e Puskas, dalla Quinta del Buitre (Hugo Sanchez, Michel, Sanchis, Martin Vazquez, Pardeza e lo stesso Butragueño) sino ad arrivare ai Galacticos di Zidane, Raul, Figo e Ronaldo, finendo con la recentissima BBC, tutti hanno segnato un’epoca e scritto pagine memorabili della storia del calcio, collezionando vittorie e palloni d’oro.

Tuttavia in Spagna, ancora oggi, c’è un solo club il cui nome riesce ad incutere timore e rispetto ai milioni di tifosi madridisti, solitamente spocchiosi come i gobbi nostrani, ma memori di sonore batoste e di incontri sempre giocati sul filo del rasoio. Quella squadra è italiana ed indossa le strisce verticali rossonere.

Milan-Real si è giocata 16 volte, di cui 15 in Coppa dei Campioni, dimostrazione tangibile di quale sia il naturale terreno di caccia di entrambe le compagini. Le statistiche contano 6 vittorie rossonere, 7 spagnole e 3 pareggi.

Il primo confronto è datato 1956. Nella semifinale della prima edizione della Coppa dei Campioni le merengues di Di Stefano e Gento ci eliminarono dopo una doppia sfida tiratissima: all’andata, al Bernabeu, il primo tempo si concluse con un pirotecnico 3-2 con gol di Rial, Joseito e Olsen per gli spagnoli, cui risposero Nordhal e Schiaffino. Nel secondo tempo fu il mitico Don Alfredo a timbrare il 4-2 finale che vanificò, di fatto, la vittoria del Milan nel ritorno di San Siro per 2-1, con doppietta su rigore di Dal Monte e gol di Joseito. Real che poi si aggiudicò la Coppa non ancora dalle grandi orecchie sconfiggendo in finale lo Stade Reims di Kopa, anch’egli futuro madridista e pallone d’oro.

Dopo una sfida senza storia nella Coppa Latina del 1957, conclusasi 5-1 in favore del Real Madrid, le due squadre tornarono ad affrontarsi il 28 maggio 1958 nell’ultimo atto della Coppa più importante, la finale di Bruxelles. Anche allora sfida equilibratissima con i tempi regolamentari conclusi sul 2-2 (Schiaffino e Grillo per noi, Di Stefano e Rial per loro) e gol vittoria firmato da Gento al 107′. Fu la terza delle cinque Coppe dei Campioni consecutive vinte da quel formidabile undici in camiseta blanca.

Nei quarti di finale del 1964 ancora amarezze per i rossoneri Campioni d’Europa in carica, sconfitti con un sonoro 4-1 al Bernabeu grazie alle reti di Amancio, Puskas, Di Stefano e Gento, e gol della bandiera firmato Giovanni Lodetti. Nel ritorno di Milano il Basletta timbrò nuovamente il cartellino ma neppure il raddoppio di Altafini fu sufficiente a raggiungere la qualificazione che arrise ancora ai blancos, poi sconfitti in finale dall’Inter.

Dovranno passare oltre 35 anni per rivedere un Milan-Real Madrid in competizioni ufficiali. Nell’aprile del 1989 andò in scena la semifinale di Coppa dei Campioni più famosa della nostra storia. Al Santiago Bernabeu il Milan di Sacchi giocò una partita memorabile, costringendo i padroni di casa a subire come mai prima davanti al proprio pubblico. Dopo l’immeritato vantaggio di Hugo Sanchez e l’incredibile gol annullato a Gullit per un fuorigioco inesistente (a Madrid spesso gli arbitraggi ricordano molto quelli che si vedono in una città del Piemonte), toccò a Marco Van Basten rimettere le cose a posto con un gol di rara bellezza, in tuffo di testa, con il corpo proteso all’indietro, su cross di Tassotti. San Siro fu poi il teatro della manita probabilmente più famosa del calcio europeo. Prima Ancelotti, poi a turno i tre olandesi ed infine Donadoni annichilirono el Buitre e tutta la sua compagnia staccando il pass per la trionfale finale di Barcellona.

Nella stagione successiva l’incubo rossonero si materializzò presto per il Real Madrid, negli ottavi di finale. A quanti in Spagna sognavano una degna rivincita, risposero prima Rijkaard di testa e poi Van Basten su rigore nel 2-0 di Milano. A nulla valse il gol in mischia di Butragueño nel ritorno, con i rossoneri che ebbero la strada spianata verso la seconda Coppa dei Campioni consecutiva.

Nel 2002/03, quando la Coppa dei Campioni si chiamava ormai Champions League, Milan e Real furono inseriti nello stesso girone nella cervellotica seconda fase eliminatoria. Il 26 novembre 2002 Rui Costa dimostrò ai 75.000 di San Siro cosa debba intendersi per verticalizzazione: con una rasoiata di cinquanta metri tagliò letteralmente in due difesa e centrocampo madridisti mettendo praticamente in porta Shevchenko che non ebbe problemi a trafiggere Casillas. Al Bernabeu, invece, furono i Galacticos di Figo, Zidane, Raul e Ronaldo a vincere, 3-1 il risultato finale, la resistenza non proprio  strenua di Dalla Bona, Laursen e Brocchi, titolari di quel Milan già sicuro della qualificazione ai quarti di finale. Fu, poi, la Juve del diffidato Nedved ad impedire che Milan e Real Madrid si combattessero la Coppa nella finale Manchester.

E’ datata 21 ottobre 2009 l’unica vittoria rossonera in terra iberica. All’ultima giornata del girone d’andata il Milan di Leonardo, che schierava piedi buoni in quantità industriale, si impose 3-2 sul Real grazie ai gol di Pirlo e a Pato che inizialmente ribaltarono l’1-0 iniziale siglato da Raul su papera colossale di Dida. I blancos riuscirono comunque a rimettere in piedi il match con Drenthe ma a due minuti dal 90′, ancora il Papero, ottimamente servito da Seedorf, zittì il Bernabeu. Quindici giorni dopo, a San Siro, fu invece Ronaldinho su rigore ad impattare il vantaggio di Benzema. Entrambe le squadre superarono il girone ma vennero poi eliminate negli ottavi di finali rispettivamente da Manchester United e Lione.

Gli ultimi due incontri tra Milan e Real si riferiscono all’edizione 2010/11 della Champions League, sempre nella fase a gironi. A Madrid non ci fu storia con la squadra allora guidata da Mourinho che si impose con un perentorio 2-0 targato Cristiano Ronaldo e Ozil, complice deviazione decisiva di Bonera. Alla vigilia della gara di Milano, invece, l’allenatore portoghese, rispondendo ad una domanda su chi avrebbe preferito che giocasse titolare accanto ad Ibrahimovic tra i brasiliani Pato, Ronaldinho e Robinho,  rispose Tutti ma non Pippo. Allegri inzialmente lo accontentò lasciando Inzaghi in panchina ed il Real chiuse il primo tempo in vantaggio grazie al gol del Pipita Higuain, ma nel secondo tempo sostituì il deludente Ronaldinho proprio con l’assatanato SuperPippo. Il 9 rossonero fece doppietta nel giro di dieci minuti ed eguagliò Raul, all’epoca recordman di calciatore con più gol in Europa. Nei minuti di recupero Pedro Leon siglò il 2-2 finale che comunque permise al Milan di mantenere il secondo posto nel girone proprio alle spalle dei rivali spagnoli.

Sono passati otto anni ormai da quella partita, nel frattempo il Real Madrid ha avuto bisogno del “nostro” Carlo Ancelotti per vincere la tanto agognata Decima Champions. Quella vittoria fu l’inizio di una cavalcata trionfale che attualmente vede le merengues issarsi sul tetto d’Europa da tre anni consecutivi.

Ebbene, nonostante la nostra assenza ormai datata dal palcoscenico più prestigioso e l’evidente ridimensionamento subito in questi anni, ancora oggi, a domanda precisa su chi sia il vero rivale del Real in campo internazionale, il Presidente della Casa Blanca ribadisce senza paura di essere smentito: “Naturalmente il Milan“.

A noi non resta che augurarci di tornare ad esserlo davvero, soprattutto sul campo e non solo sugli almanacchi.

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