Il Milan affronterà domani sera a San Siro il Real Betis e Gattuso, con le parole che riportiamo di seguito, si confronta con i giornalisti alla vigilia di questa importante partita:

Su Caldara: “Si sta allenando, sono passati 45 giorni dalla partita contro il Dudelange. Non ha i 90′ nelle gambe, ma si sta impegnando tantissimo. Si allena con noi da due settimane, fino a settimana scorsa aveva piccoli dolori. Domani può mettere del minutaggio nelle gambe, ma non so ancora se partirà dal primo minuto”.

Sulla forma fisica: “Nella media, ci sono 100 metri di differenza tra noi e l’Inter. Non è un discorso fisico, rispetto all’anno scorso corriamo molto di più. Non ho detto che la squadra non ha fatto quello ho detto io, ma che non abbiamo fatto quello che solitamente siamo bravi a fare”.

Sul mercato del Milan: “Sono contentissimo. Non gli schieriamo tantissimo, ma sono contento, l’ho detto dal primo giorno. In campionato dobbiamo recuperare una partita, possiamo andare a -3 dalla Champions. Sembra che abbiamo perso 7-8 partite di fila, ma non è così: siamo una squadra viva, abbiamo bisogno di tranquillità”.

Sulle voci di Donadoni e i rapporti con Leonardo: “Faccio l’allenatore di professione. So che sono in discussione quando non arrivano i risultati. Ho vissuto molto peggio a Creta e a Pisa a livello di pressione. Leonardo e Maldini? Dopo le partite c’è sempre un confronto, gli racconto come la vedo, loro anche. Ci sono alti e bassi, ma è un confronto onesto, ci diciamo le cose in faccia. Quello che c’è stato tra Leonardo e Maldini è stato anni fa, ma c’è grande rispetto”.

Ancora su Higuain: “Si è innervosito nei primi minuti, dopo due movimenti in cui ha attaccato la profondità e non gli è arrivata la palla. E’ uno che vuole essere premiato quando fa quei movimenti. Non lo abbiamo messo in condizione di farlo esprimere al massimo”.

Sui nuovi acquisti: “Se domani giocano titolari, non è perchè seguo le critiche, ma perchè faccio scelte con un senso e una logica. Castillejo non ha giocato tantissimo, ma ha giocato qualche volta. Laxalt ha fatto qualche spezzone, Bakayoko ha sempre giocato titolare in Europa. Sono contento che indossino la nostra maglia, ci vuole un po’ di tempo ma sono orgoglioso di averli in squadra”.

Sul turnover in vista di domani: “Il Betis è una squadra che a Madrid ha fatto il 65% di possesso palla. Segnano poco, ma hanno grande qualità. Giocano con la difesa a tre, sarà una partita scomoda. Domani scenderà in campo la squadra migliore, quelli che avranno più benzina”.

Ancora sul derby: “Siamo venuti a mancare su quello che abbiamo fatto bene negli ultimi due mesi. L’Inter non ci ha permesso di far partire l’azione dal portiere, spesso abbiamo rinviato la palla. Quando abbiamo giocato, non abbiamo fatto il calcio che sappiamo fare. Non preparo le partite per pareggiare. Kessié camminava nel finale per perdere tempo? Chiacchiere da bar. Tradito dai miei? No! Ci sono partite con determinate dinamiche, lo so perchè ho fatto il giocatore, non il banchiere o il pescatore. Non mi sento tradito da nessuno, mi offendo quando dite che abbiamo giocato per il pareggio”.

Su Donnarumma: “Ora lui in panchina? Non sono d’accordo. Prima del derby dicevate che era molto più affidabile dell’anno scorso, non sono cose che inventavo io. Faccio io le scelte, non vado dietro ai tifosi, con tutti il rispetto. E’ un ragazzo tranquillo, l’altro ieri ha avuto un lutto familiare. Lui e Antonio sono tornati in famiglia, è morta la nonna. Non deve pensare a nulla, per chi gioca a calcio l’errore ci può stare, l’importante è lavorare con grande professionalità”.

Se ci sono rimpianti: “Sappiamo che dobbiamo fare più attenzione, ce lo diciamo. Non bisogna andare dietro alla sfortuna, bisogna farsi trovare pronti e commettere meno errori possibili. Gol? L’errore non è solo di Donnarumma, ce ne sono diversi. Ora non possiamo tornare indietro, dobbiamo migliorare qui a Milanello. C’è tanta pressione su di noi. In poco meno di un anno, ho perso sei partite in campionato, invece sembra che ho perso tutto. Spero che continui questa storia dove il responsabile sono io, così non stressiamo i giocatori”.

Sulla fiducia dei giocatori: “Non devono essere vicini a me, devono dare il massimo per la maglia e la società. C’è chi parla bene di me, chi ne parla male. Devo mettere la squadra nella miglior condizione per lavorare bene, non mi cambia la vita quello che dicono di me. Sono giovane, ho cominciato cinque anni fa con alti e bassi. Credo fortemente in quello che faccio, la forza me la dà il rapporto quotidiano con le persone che alleno. Sono contento quando vinco, non quando si parla bene di me”.

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