Come antipasto della partita mi regalo il Clasico, così giusto per provare a ricordare come si gioca a certi livelli. La manita dei blaugrana credo allontani definitivamente da Milanello il tanto decantato fantasma di Antonio Conte vicinissimo, pare, al Real. Non so se questo sia un bene o un male.

Dopo il quinto gol di Vidal mi sintonizzo su San Siro. Gattuso inserisce, a furor di popolo, Cutrone accanto ad Higuain. Centrocampo a 4 con Laxalt a sinistra e Suso a destra, al centro Biglia e l’acciaccato Kessie. In panchina, finalmente, Andrea Conti (in bocca al lupo di cuore!) mentre Caldara si è di nuovo bloccato nella rifinitura. Che sfiga, ragazzi. La Sampdoria presenta Quagliarella e Defrel in attacco e un centrocampo con tanta qualità con Saponara, Praet, Linetty e Hekdal.

Dopo 2 partite da elettroencefalogramma piatto nei primi minuti noto quanto meno voglia di rivalsa che si tramuta in una certa aggressività sulle seconde palle. Vogliamo vincere. Certo tatticamente siamo un po’ confusionari, in particolare a centrocampo, ma oggi preferisco un po’ di caos volitivo alla solita disciplina tattica monocorde.

Al 4′ Higuain la tira sull’esterno della rete ma forse se l’aggiusta con la mano.

Al 16’ vedo una cosa rarissima: Suso si butta nello spazio alle spalle del terzino. Calabria è bravo a sfruttare l’evento e lo serve lungo, lo spagnolo stoppa, rientra sul sinistro e crossa in maniera dolcissima nella zona dove caccia il baby bomber, ossia l’area piccola. Cutrone si fa trovare prontissimo e di testa insacca l’1-0. Questo qua non deve più uscire, Rino. Ci siamo intesi?

La catena di destra funziona meglio di quella mancina dove si nota la scarsa intesa tra Rodirguez e Laxalt. Al 21’l’uruguayano aspetta inutilmente una sovrapposizione del terzino che non arriva, alla fine prova un’imbucata per Kessie che viene anticipato. Sul rilancio Quagliarella si beve con uno stop lo svagato Musacchio e ribalta l’azione a tutta velocità, lancia Saponara sulla sinistra che, dopo aver stoppato di tacco (quando vanno via da Milanello sfoggiano tutti i colpi migliori), prima salta con facilità irrisoria Calabria, poi trova un rasoterra precisissimo che supera Donnarumma. E anche oggi ciao ciao “clean sheet.

Con il gol preso perdiamo quelle poche certezze che avevamo e andiamo in bambola. Loro palleggiano, accelerano e rallentano a piacimento, soprattutto nella zona centrale del campo dove Kessie non avrebbe dovuto giocare, e si vede, con Biglia lasciato spesso solo nella morsa degli avversari. Se a questo aggiungiamo la poca attenzione che sta mettendo Musacchio nelle ultime partite, il sorpasso doriano è cosa fatta. Questa volta è Saponara a servire dalla trequarti una palla lunga a Quagliarella, lasciato colpevolmente in gioco dal nostro 22, che di prima fredda l’incolpevole Gigio.

Brividi e cattivi pensieri si accavallano nella mia mente. San Siro fischia sonoramente una squadra in balia degli avversari. Temo la disfatta e tutto quello che ne consegue. Fortunatamente quest’anno abbiamo un vero campione in squadra che è capace di uscire fuori nei momenti giusti. Al 33’ Pipita prende palla ai 30 metri e si porta dietro tutta la difesa blucerchiata per poi calciare sul palo lungo dove Audero ci arriva e mette in angolo.

3 minuti dopo cambio di gioco da destra a sinistra, Laxalt di testa serve Gonzalo che chiede il triangolo al suo compagno di reparto, Cutrone dimostra di avere anche doti da assistman e lo accontenta. Il Pipita stoppa di destro e trafigge il portiere con un sinistro potente. Ma vai!! Che bello avere due attaccanti così!

Il primo tempo non regala più emozioni con le squadre che badano in primis a non prenderle.

Ma noi dobbiamo vincere, come dicevamo all’inizio. Mi aspetto un secondo tempo all’arrembaggio e infatti dopo 60 secondi ancora il Pipita gira al volo di sinistro il traversone di Laxalt impegnando Audero. Col passare dei minuti arretriamo il baricentro aspettandoli nella nostra metà campo ma, quanto meno, lo facciamo in maniera più ordinata rispetto ai primi 45 minuti. Kessie comincia finalmente a fare filtro e ne beneficiano sia i centrali difensivi che Biglia, ora libero di poter cucire il gioco.

Suso impegna il portiere con un bel sinistro. Al 62’ Rodriguez cambia benissimo il campo trovando lo spagnolo che punta Sala. Arrivato al limite dell’area l’8 si accentra e fa partire il “suo” tiro che si infila nell’angolo basso. Gol “alla Suso”, 3-2 e controsorpasso!

Calabria si fa male da solo alla solita caviglia e zoppica. Ma dico io, quando ci abbandonerà la nuvoletta di Fantozzi? Ad un quarto d’ora dalla fine standing ovation per Cutrone che lascia il posto a Castillejo. Mi alzo in piedi ed applaudo anche io. Bravo, ragazzo, il futuro è tuo. Pochi minuti dopo Calabria non ce la fa più ed entra Abate. Questa volta non mi alzo ma mi inginocchio e prego.

Soffro tantissimo, più per la consapevolezza della nostra fragilità difensiva che per le reali occasioni doriane, che infatti non ci sono.

Castillejo corre ovunque come un indemoniato. Bene, è questo l’atteggiamento giusto. Al minuto 86 non riusciamo a chiudere il match con Laxalt che, dopo ottimo spunto di Suso, prima colpisce di testa e viene murato, poi non riesce a ribadire in rete da 0 metri, colpendo il palo.

4 minuti di recupero, continuo a soffrire.  A 30 secondi dalla fine partiamo in contropiede 4 contro 3 ma Castillejo tarda a servire Suso e l’azione sfuma. Fortunatamente è l’ultima emozione della partita prima del triplice fischio di Maresca che ci consegna i tanto agognati 3 punti.

Dopo la partita Gattuso ci informa che Caldara ne avrà per 2 mesi, a proposito della citata nuvoletta del ragioniere, quindi da qui a Natale avremo solo 3 centrali a disposizione. Preoccupante soprattutto per poca continuità che questi hanno mostrato finora, alternandosi di volta in volta in prestazioni negative ed errori di attenzione.

Per il resto il modulo con le 2 punte in campo sembra sicuramente più efficace rispetto alla solitudine cui avevamo ormai abbandonato il nostro centravanti. Ma tatticamente urge perfezionare movimenti e coperture a patire da mercoledì quando toglieremo finalmente l’asterisco in classifica recuperando la partita con il Genoa. Occasione ghiotta per agganciare, o comunque accorciare, sul quarto posto e, magari, cominciare un nuovo campionato da giocare con quei due là davanti.

 

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