Il 31 ottobre per gli adepti del vanbastianesimo, come me, è giorno di giubilo. Si festeggia la nascita del Messia, di colui che ha portato la maglia numero 9 nell’Olimpo dei calciatori più forti di tutti i tempi, club iperesclusivo solitamente riservato alla 10 di Pelè e Maradona o, al massimo, alla 14 di Crujiff. Tanti auguri di cuore, Marco. E grazie per avermi regalato un’infanzia di puro godimento.

Nel giorno dedicato al 9 per antonomasia ci tocca recuperare la prima giornata di campionato, quella rinviata per la tragedia del ponte Morandi. A San Siro, in onore del Messia, finalmente un numero 9 degno di cotanta maglia, Higuain, con accanto il bomber del futuro, che di maglia indossa il 63 (ma 6+3 fa 9), i quali sfidano il 9 più sorprendente di questi primi 2 mesi di campionato, Piatek, autore, guarda tu, di 9 gol con il Genoa. Per chi crede nella cabala la serata è di quelle giuste.

Visto che la nuvoletta di Fantozzi sembra essersi posizionata stabilmente su Milanello, dopo l’infortunio gravissimo di Caldara che fa il pari al problema cardiaco di Strinic e all’anno e mezzo di intattività di Conti, l’infiammazione al ginocchio di Bonaventura, la distorsione alla caviglia di Calabria, ecco il forfait di Biglia proprio alla vigilia. Rino sorprende tutti e schiera un 3-5-2 con Rodriguez tra i 3 centrali difensivi, Bakayoko davanti alla difesa e Laxalt quinto a sinistra. Juric mette Bessa dietro il temibile Kouame ed il capocannoniere polacco.

Partiamo bene e dopo 4 minuti passiamo. L’azione si sviluppa bene, la palla arriva centralmente a Calhanoglu, San Siro invoca il destro ed invece il turco tocca per Suso che si accentra e scaraventa il suo mancino secco alle spalle di Radu. Preservare lo spagnolo in queste condizioni psicofisiche, please. 1-0 e partita subito sui binari giusti.

Col passare dei minuti si nota che in realtà lo stesso Suso non è chiamato affatto a compiti difensivi ma è Kessie che si allarga a destra quando dobbiamo rinculare. Cutrone calcia debolmente al 9’. Loro sono passivi e noi potremmo far male ancora con lo sciagurato Frank che, servito splendidamente da Suso, tira sull’esterno della rete invece di metterla in mezzo dove il baby bomber sarebbe ovviamente in agguato.

Giochiamo discretamente e persino il tanto bistrattato Bakayoko prende i primi applausi quando recupera un paio di palloni importanti. Rodriguez è sempre puntuale e bravo con i piedi. L’unico che sembra completamente fuori dal gioco è Laxalt, pur essendo impiegato in quello che, teoricamente, sarebbe il suo ruolo naturale.

Piatek si fa pericoloso al  23’ ma fortunatamente il suo tiro di prima intenzione viene deviato dal polpaccio di Romagnoli e finisce sull’esterno della rete. Con il passare dei minuti, però, cominciamo ad arretrare il baricentro e iniziamo a giocare “stile derby” ossia all’indietro invece che in avanti. E’ un problema atavico di questa squadra evidentemente.

Piatek non ci arriva di un niente in tuffo di testa, poco dopo Romulo tira alto. Il tiki-taka al contrario mette in difficoltà Donnarumma dopo un retropassaggio suicida di Bakayoko, poi lo stesso Gigio commette un errore quasi fatale con un passaggio lento per Rodriguez che Kouame intercetta facendo venire i brividi a tutti. La porta giusta è davanti, non dietro, per la miseria!

Nel secondo tempo partiamo forte. Al 47’ Higuain il tiro di Higuain trova una deviazione che alza la traiettoria ma Radu è superbo nel deviare in corner.

Al 56’ i rossoblu si presentano in area di rigore, la palla però la intercetta Bakayoko che, invece di spazzare, prova un improbabile retropassaggio su Rodriguez che, non aspettandoselo, non trova il pallone. Kuoamè mette un cross teso rasoterra che non produrrebbe alcun effetto se non venisse deviato dallo stinco di Romagnoli. La palla, beffarda, si alza e scavalca Gigio. Incredibile, hanno pareggiato. Non ce ne va bene una che sia una, maledetta nuvola!

Proviamo una reazione di rabbia ma Kessie mostra i suoi evidenti limiti tecnici sparacchiando al volo sopra la traversa. Suso, nel frattempo, è sparito e Laxalt lascia il campo ad Abate. Si torna al 4-4-2.

Poco dopo Bakayoko prova a farsi perdonare e strappa un buon pallone a centrocampo, lo serve ad Higuain che dal limite dell’area trova un angolo incredibile su cui, però, Radu si allunga e ci arriva miracolosamente.

Con il nuovo modulo spingiamo in maniera feroce ma non sfruttiamo le occasioni che creiamo. Prima Kessie calcia di potenza trovando ancora pronto il portiere del grifone, poi Calha stoppa e calcia al lato da buona posizione, ancora Kessie al lato dopo corta respinta di Radu, Bakayoko al volo conferma di avere serie difficoltà con la tecnica di base ed infine Suso rientra sul sinistro e calcia a giro sul secondo palo ma, ancora una volta, il portiere ci arriva.

Al minuto 82 rischiamo la beffa. Lazovic entra in area e cerca il palo lontano con un destro piazzato. Gigio è portentoso nello scendere a terra e deviare con le unghia. Santo subito.

Esce lo spento Calhanoglu ed entra Castillejo. Ottimo scambio al limite dell’area che porta Abate ad entrare solo soletto sulla destra. Ignazio dovrebbe metterla dolcemente dove ci sono solo rossoneri ed invece calcia fortissimo verso il lato opposto. Vabbè è inutile incazzarsi, la desertificazione tecnica subita dal Milan negli ultimi anni porta con sè degli strascichi che facciamo fatica ad eliminare.

Quando sono ormai rassegnato all’ennesimo pareggio ed all’ennesima delusione, Abate calcia lungo il pallone della disperazione, Radu esce, male, di pugno, la palla si alza e Romagnoli prova un sinistro “alla Ibra”, colpendo la palla stile “Kung-fu Panda” e trovando un pallonetto che supera tutti ed entra nella porta sguarnita. Gol, gol, gol, gol, goooool!!!! Urlo, salto, abbraccio le mie figlie che mi guardano stupite. E’ il calcio, bimbe: fa malissimo quando perdi al 92’, ma godi il triplo quando tocca a te vincerla in extremis. Troppo importante, oggi, centrare l’obiettivo che ci eravamo fissati, ossia 3 punti e quarto posto, dopo tanti, troppi, tentativi andati a vuoto.

Dopo la partita apprendo che la nuvola nera ha colpito forte anche questa volta visto che Biglia potrebbe star fuori per molto. Saranno mesi difficili ma, a maggior ragione dobbiamo continuare a credere in questo gruppo che ha certamente molti limiti ma che, almeno nelle ultime due partite, sembra aver trovato un’anima.

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