Non conosco esattamente le statistiche ma credo fossero anni che non aspettavo una partita del Milan da quarto in classifica. La Lazio nel pomeriggio ha asfaltato la Spal quindi i 3 punti sono l’unica possibilità che abbiamo per mantenere la posizione. Non sarà facile, falcidiati come siamo dagli infortuni e su un campo, quello di Udine, da sempre ostico per i nostri colori.

Gattuso si affida alle due punte, con una diga nera a centrocampo formata da Bakayoko e Kessie, in difesa Zapata fa rifiatare Musacchio, per il resto scelte obbligate con Abate terzino e Laxalt largo a sinistra. L’Udinese del giovane Velazquez si presenta con 3 marcatori in difesa e un centrocampo folto e fisico a supporto dei due spauracchi De Paul e Lasagna.

Sin dall’inizio si ha l’impressione che la partita sarà particolarmente dura. Scontri a centrocampo, aggressività alle stelle e marcature a uomo. Al 7′ il Pipita beneficia di un velo di Cutrone su cross di Laxalt ma calcia male con lo stinco e la palla finisce al lato. Due minuti dopo Donnarumma dice no al primo tentativo di De Paul.

Kessie recupera il pallone al minuto 13 e lancia Suso nello spazio. Lo spagnolo punta la sua ombra odierna, ossia Samir, si accentra e prova il suo gol pur avendo vicino Higuain tutto solo. Leggera deviazione del difensore e palla fuori di un niente. Jesus mio, se solo qualche volta alzassi la testa!

La partita vive di sussulti da un lato e dall’altro. Mandragora calcia benissimo di destro con il pallone che sfila di poco alto, poi Lasagna servito in profondità mi fa salire brividi freddi sulla schiena calciando in demi-volèe con la palla che fa la barba al palo. Soffriamo ma Bakayoko è in partita e persino Zapata è preciso nelle chiusure. L’unico che mi fa sempre paura con il pallone tra i piedi resta Ignazio. Forza ragazzi, restiamo compatti.

Pipita prende un colpo alla schiena ed esce dal campo. No dai, pure il Pipita no. Fortunatamente l’argentino torna in campo e l’allarme sembra rientrato. Suso su punizione chiama Musso al primo intervento importante della partita. Passano pochi minuti, durante i quali anche Zapata prende una botta alla testa, e Gonzalo chiede il cambio. Entra Castillejo. Ragazzi non è possibile, facciamoci benedire da uno bravo perchè qua rischiamo di dover giocare con la Primavera a breve.

Ecco, immaginate di togliere contemporaneamente all’Inter Vrsaljko, De Vrji, Vecino, Naingollan, Politano e Icardi e capirete che tipo di partita ci aspetta. Maledetta nuvola nera ti sconfiggeremo, prima o poi.

Poco prima dell’intervallo ottimo filtrante di Laxalt per Cutrone che calcia bene di sinistro pur essendo pressato ma Musso devia plasticamente in angolo.

Mamma mia quanto soffro. Fumo nervosamente e penso che il gioco oggi mi interessa zero, voglio solo grinta, cuore e 3 punti. Devo dire che sotto l’aspetto caratteriale non mi sento deluso ma nei secondi 45 minuti bisogna fare qualcosa in più per raggiungere l’obiettivo finale.

Ancora scontri a centrocampo all’inizio della seconda frazione, con l’arbitro Di Bello che lascia spesso correre. Partita all’inglese.

Al 56′ Castillejo scarica un bel sinistro dal limite dell’area ma il portiere friulano vola a deviare in angolo. Samu è entrato bene, anche questa volta. Tre minuti dopo lo spagnolo strappa da centrocampo, resiste ad una, due cariche, sprinta in velocità e lascia sul posto sia Opoku che Mandragora prima di servire un cioccolatino delizioso sul dischetto del rigore. Suso è tutto solo, potrebbe addirittura stopparla ma la palla gli arriva sul piede buono e decide di calciare di prima. Dovrebbe essere gol sicuro ed invece il sinistro si alza sulla traversa. Ma nooooooo! Non possiamo divorarci un gol così.

Con il passare dei minuti l’Udinese è sempre meno pericolosa, Bakayoko troneggia a centrocampo, alternando quantità e qualità ed offrendo una valida alternativa al tanto criticato tiki-taka all’indietro: quando Donnarumma rilancia lungo la prende sempre lui. Bene così, speriamo di esserci sbagliati tutti sul conto di Timouè. Kessie, invece, si vede che non è al meglio ed è meno preciso del suo compagno di reparto.

Rino mette Borini per Laxalt ed anche lui entra con il piglio giusto. Al 77′ pressa Samir e gli ruba palla lanciando Cutrone. Siamo 4 contro 3 e il baby bomber serve Castillejo in area. Di là ci sono soli soletti sia Suso che Laxalt ma Samu decide di tirare debolmente tra le braccia di Musso. Questi devono essere gol, maledizione!

L’Udinese non ne ha più ed inizia a perdere tempo in maniera stucchevole. Tuttavia al minuto 85 Lasagna brucia Zapata e, da posizione decentrata, impegna Donnarumma.

Ancora gente a terra e cambi dalla tempistica indefinita. Cammino, sbuffo e impreco. Arriva mia figlia di 2 anni che non ne vuol sapere di dormire e vuol stare con me sul divano. Ok Martina, mettiti qui vicino a me e soffriamo insieme.

Suso riceve da Castillejo e calcia subito di sinistro sul primo palo dove Musso è sicuro e blocca. Di Bello concede 5 minuti di recupero. Ma come 5?? Ce ne volevano almeno 8/9 per le loro perdite di tempo! Castillejo sprinta ancora e parte in contropiede, Nuytinck non ci pensa due volte e lo stende in maniera plateale. Rosso diretto, polemiche, spintoni ed altro tempo perso. Niente, è finita. Mi accuccio vicino a Martina e aspetto la fine, sperando che si addormenti.

Ed invece, anche stavolta, la nuvola nera che abbiamo adottato da qualche tempo nei minuti finali perde forza e non riesce a dispiegare tutta la sua potenza. Così come capitato contro il Genoa, si dirada improvvisamente lasciando che la luce baci il nostro Capitano come John Belushi nei Blues Brothers. Opoku ha tra i piedi l’ultimo pallone della partita e lo porta nel zona mediana del campo, Romagnoli, evidentemente spinto da qualche divinità, si trova nei paraggi e gli scippa la palla servendo Suso. Lo spagnolo imbuca per Cutrone ma lo stop non è felicissimo e Patrick è costretto ad allargarsi per metterla in mezzo. In area ci sono 4 rossoneri e 3 difensori. Palla di nuovo a Suso che la dà ad Alessio che gliela restituisce in un ping-pong infinito. Jesus finta il tiro e serve di nuovo il 13 che, stanco di tutto questo temporeggiare, scarica un mancino potente alle spalle del portiere. Gooooooooooooooooooooool! Non dormire Martina che papà adesso ti riempie di baci! Abbiamo segnato al 97′, il minuto dei difensori centrali!!

La telecamera inquadra il guardalinee con la bandierina alzata. Fuorigioco?? Ma dai, non esiste! Fortunatamente la tecnologia applicata al calcio impedisce lo scempio da ufficio inchieste che avrebbe commesso quell’uomo con la maglia gialla e portiamo a casa 3 punti pesantissimi mantenendo, udite udite, la porta inviolata.

Qualche settimana fa sottolineavamo il paradosso della squadra che, pur esprimendo un bel gioco, non mostrava la mentalità che il suo allenatore aveva da calciatore. Negli ultimi 7 giorni, pur essendo decimati da infortuni e sfighe varie, abbiamo fatto 9 punti da incerottati e possiamo dire che, probabilmente, quel gap caratteriale lo stiamo colmando, seppur a discapito del bel gioco. Del quale, in tutta sincerità, oggi me ne infischio altamente. Forza Milan!

 

 

 

 

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