Settimana molto importante, questa, per il Milan: stasera ci giochiamo una buona fetta di qualificazione nel girone di Europa League, domenica ci aspettano i gobbi arrabbiati dopo la sconfitta di ieri con il Manchester. Non certo il massimo della vita visto il momento non proprio fortunato (eufemismo) dal punto di vista degli infortuni. Per non farci mancare nulla, la Nuvola nera di Fantozzi, ormai di casa a Milanello, ci comunica poco prima della partita che Biglia starà fuori 4 mesi. Grazie mille, non ne sentivamo il bisogno. Botta tremenda che mi fa accomodare sul divano già abbastanza angosciato.

Inquietudine che aumenta leggendo la panchina di oggi: tolto Capitan Romagnoli, che finalmente riposa, leggo: Abate, Montolivo, Josè Mauri, Bertolacci e Halilovic. Neanche nel peggior Giannino. Mi auguro che almeno gli 11 titolari riescano a dare una parvenza di decenza alla blasonata maglia rossonera. Il modulo è quello a me indigesto, il 3-5-2 “montelliano” con Rodriguez centrale, Borini e Laxalt sulle fasce e Suso in appoggio a Cutrone. Loro schierano il sempreverde Joaquin vicino a Lo Celso e Sanabria che ci hanno fatto tanto male a San Siro.

Partiamo in maniera persino decente, non soffrendo il loro palleggio. Calha va al tiro al 6’ ma calcia in maniera sbilenca. Dopo 5 minuti Laxalt sbaglia un passaggio scolastico nella trequarti campo avversaria e rincorre a perdifiato il loro centrocampista nell’interno del campo, lasciando sguarnita la fascia. Loro ne approfittano subito e attaccano sulla nostra sinistra, palla centrale a Jaquin che allarga su Junior, Borini sbaglia il movimento e il terzino mette in mezzo dove il solito Lo Celso trova il gol facilmente. Eccoci qua, benvenuti a Siviglia e tanti saluti alla ritrovata solidità difensiva, durata solo una partita.

Quel poco di buono che avevamo fatto fino al gol si scioglie come neve al sole ed andiamo letteralmente in bambola. Al 17’ solito uno-due sulla nostra fascia destra tra Joaquin e Lo Celso che mettono in mezzo lo spaesato Borini. Il cross dell’argentino, fortunatamente, non trova Sanabria per il tap-in ma il tacco di Rodriguez con l’azione che poi sfuma. 10 minuti ed altra occasionissima per gli andalusi, sempre da quel lato del campo, con Sanabria che tocca il cross di Junior ma mette di poco al lato.

Non esistiamo. Ci fanno correre da destra a sinistra e da sinistra a destra. I nostri due esterni in fase offensiva sono timidi come un bimbo al primo giorno di scuola e, in fase difensiva, non azzeccano un tempo di chiusura che sia uno. Intorno alla mezz’ora Bakayoko si procura una bella punizione dal limite dell’area. Dai, speriamo almeno di essere pericolosi da fermo. Niente da fare, Suso calcia sulla barriera frustrando qualsiasi barlume di risveglio.

Calhanoglu giochicchia e l’8 dimostra di non avere alcuna voglia di fare la seconda punta, lasciando Cutrone isolato nella sua tristezza, il quale, oltretutto, non riesce a tenere un pallone. Fortunatamente loro non ne approfittano e, al di là del gran possesso palla, non fanno più correre rischi a Reina fino alla fine del primo tempo.

All’intervallo penso a cosa potrebbe fare Gattuso per rimettere in piedi questo disastro, poi rileggo la nostra panchina e mi accascio sul divano piangendo. Rino, devi provare a risolverla tatticamente perché quelli che hai lasciato fuori credo possano fare davvero poco.

Il mister, per fortuna, un’idea buona ce l’ha: riportare Suso nella sua zona e passare al 3-4-3 con Calhanoglu largo a destra.

Gli effetti sono immediati. Squadra più quadrata e presente in campo, con Kessie e Bakayoko che fanno la diga ed il gioco che riesce finalmente a trovare uno sbocco laterale, soprattutto dalla parte di Suso. Lo spagnolo al 58’ prova il suo tiro a giro ma Lopez vola e devia in angolo. Minuto 61 e punizione da posizione decentrata per noi. Suso calcia a effetto nell’area affollata, Bakayoko, tutto solo, potrebbe incornare facilmente ma abbassa la testa, non si sa se volontariamente o meno. Fatto sta che il pallone si infila nell’angolo della porta spagnola. E vai Susino, questi di solito sono i tuoi mesi magici, e anche stavolta lo stai confermando. 1-1, ora mi piacerebbe vincerla.

Loro soffrono perchè li andiamo a prendere alti. Tuttavia non riusciamo mai a crossare dal fondo, dove continua la partita fantasma di Laxalt e quella volitiva ma tecnicamente imbarazzante di Borini. Cutrone, infatti, non riesce mai a tirare in porta.

Esce l’uruguayano, ancora deludente, ed entra Abate che si piazza a destra. Tremo.

Ignazio non è affatto concentrato e comincia a perdere palloni sanguinosi. Al 76’ la solita, incomprensibile azione che parte dal basso e che per poco non ci costa il gol. Reina invece di rinviare, gioca corto su Rodriguez che gliela ridà, Pepe di prima prova a trovare Abate che è in ritardo, si inserisce Guardado che scavalca il portiere con un tiro cross che, meno male, si spegne sul fondo. Mannaggia alla miseria, ma quando ce lo toglieremo sto viziaccio??? Propongo pene corporali a Milanello alla prossima ripartenza forzata dal portiere.

All’82’ la Nuvola nera ci fa visita nuovamente. Stavolta sotto forma di autoeliminazione, una novità. Musacchio e Kessie si avventano sullo stesso pallone e si scontrano tra loro. Una botta clamorosa per entrambi con il difensore costretto a uscire dal campo immobilizzato in barella. Grazie Nuvola, anche di questo non ne sentivamo proprio la necessità.

Ultimi minuti in apnea. Siamo pochi, alcuni davvero scarsi e tutti stanchi. Resistere, resistere, resistere. Minuto 84, filtrante per Junior il cui pallonetto a scavalcare Reina finisce fuori. Minuto 86, Abate si addormenta e si fa rubare palla sulla fascia, cambio di campo immediato e imbucata di Lo Celso per Tello, con Borini che sbaglia l’ennesimo tempo di intervento. L’attaccante biancoverde calcia a botta sicura ma Reina salva miracolosamente, poi lo stesso Borini è bravo a salvare in scivolata sulla ribattuta di Canales.

Dlin, Dlon, sono la Nuvola nera. E l’87’ e Calhanoglu si accascia da solo a terra. Cambio obbligato con il turco che esce senza poggiare il piede a terra ma tenendosi  al massaggiatore. E adesso chi entra? Dal cilindro della mediocrità Gattuso estrae Bertolacci. Ma quanto deve essere scarso Halilovic se non entra nemmeno in queste occasioni? Mentre rifletto su questa vicenda, Abate regala un calcio d’angolo agli avversari con un disimpegno che nemmeno in terza categoria. Mi servirebbe Ornella Vanoni: “Tristezza, per favore vai via.

A pochi secondi dal termine dei 6 minuti di recupero, Kessie stramazza al suolo. E dai, adesso basta però! Non abbiamo più cambi, ma in generale intendo, non solo in questa partita. Frank però non molla mai e rientra giusto in tempo per sentire il fischio finale.

Pareggio giusto e indubbiamente utile, visto che, nonostante tutto, siamo secondi alla pari con l’Olympiacos e alla prossima affrontiamo i lussemburghesi in casa. Quasi sicuramente (oddio sicuramente, diciamo sempre se ne resteranno 11 da mettere in campo) potremo allungare su una delle altre due pretendenti, giocandoci la qualificazione all’ultima giornata ad Atene e potendo contare, probabilmente, su due risultati su tre.

Nei prossimi giorni, da tifosi, dovremmo parlare di calcio, di tattiche e di moduli sognando di vincere una delle partite più sentite ed importanti della stagione. Ed invece saremo costretti a far la conta dei superstiti, sperando di metterne in campo almeno 11 buoni. E vabbè, ce ne faremo una ragione. Per adesso, nonostante le incazzature, le imprecazioni e le maledizioni durante i 90’, mi sento solo di fare un applauso a questi ragazzi che, al netto degli evidenti limiti tecnici e tattici, stanno comunque tenendo a galla la barca mentre affronta la tempesta che ci ha scatenato addosso la Nuvola nera del Ragionier Ugo.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *