Gli inizi di novembre sono stati a tutti gli effetti all’insegna di Milan-Juve. Se la sfida di domenica sera ci ha visto uscire sconfitti dal campo di San Siro, ben diverso è stato il risultato ottenuto dalle ragazze di Carolina Morace, che il 4 novembre, prima della pausa per le nazionali, hanno superato le bianconere con un esaltante 3-0. Battere la Vecchia Signora fa sempre tanto piacere – sarebbe davvero ipocrita fingere oggi che non sia così -, ed è ancor più bello quando con i tre punti si porta a casa anche il primato solitario in classifica. Ad oggi, infatti, il Milan è primo con 16 punti: seguono proprio la Juventus, con 13, e la Fiorentina, ferma a 12 ma con una partita da recuperare.

Non è stata una partita semplice, come il risultato netto farebbe presupporre; d’altronde c’era da aspettarselo, con la Juventus campione in carica che resta tra le favorite per la vittoria del titolo. Prima frazione di gioco molto equilibrata, l’unica grande occasione è per le bianconere – un cross di Glionna che colpisce la traversa. La ripresa si apre con un’altra palla goal per la Juve, ma stavolta è il palo a dire no. In quello che sembra il momento di maggiore difficoltà, bastano 14 minuti alle ragazze di coach Morace per svoltare e portare a casa i tre punti. Thaisa Moreno al 49’ sblocca il risultato con un gran destro dalla distanza; evidentemente se vieni dal Brasile e indossi la maglia rossonera numero 22, è destino che tu faccia solo bei goal. Dopo dieci minuti, arriva il raddoppio rossonero, con una gran giocata di Giugliano che serve Giacinti per la sua ottava rete in campionato. Ma non finisce qui: al 64’ Sabatino segna la rete del definitivo 3-0.

L’attacco si conferma il punto di forza del Milan – la Giacinti è stata premiata come migliore calciatrice di serie A del mese di ottobre -, ma anche gli altri reparti si sono rivelati all’altezza di una sfida così importante. Per quanto Carolina Morace predichi giustamente prudenza, questa vittoria invia un segnale importante a Juventus e Fiorentina: per la lotta scudetto, c’è anche il Milan.

Non si è scelto di raccontare oggi di questa partita come mero tentativo di consolazione per il ko di domenica sera; sarebbe una mancanza di rispetto per le calciatrici, i calciatori e i tifosi. Si vuole al contrario sottolineare come, che si tratti della neonata squadra femminile o di quella storica maschile, che si vinca o si perda contro la Juve, c’è un solo modo di essere il Milan: sempre a testa alta.

I successi delle ragazze di Carolina Morace hanno ben poco di improvvisato: nascono dal duro lavoro prima di tutto di una società che ha scelto di investire seriamente in questo progetto. L’anno scorso si ripeteva spesso che non può esserci successo sul campo senza una solida società alle spalle; oggi questa società c’è, e quando ci sono bisogna riconoscerle i meriti, senza fermarsi a una contrapposizione Milan femminile/Milan maschile che non giova a nessuno.

Gli ottimi risultati del Milan femminile sono una buona notizia non solo per la società rossonera, ma per tutto il movimento italiano, che deve ancora crescere molto per colmare il dislivello con le altre realtà europee. (Basti pensare al netto 6-0 casalingo subito dalla Fiorentina nel ritorno di Champions League contro il Chelsea.) Il calcio femminile italiano ha bisogno di grandi sfide, e Milan-Juve lo è a tutti gli effetti. In previsione del grande afflusso di tifosi, la partita non si è disputata al Vismara ma al Franco Ossola di Varese e l’ingresso, solitamente gratuito, si pagava dai 5 ai 10 euro. Piccoli ma decisivi passi in direzione del consolidarsi di una tradizione calcistica femminile che vuole vedere il Milan tra i suoi protagonisti.

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