Per la prima volta dal dopoguerra, avremmo voluto una sosta per le nazionali più lunga. Ma purtroppo il campionato torna e arriva il momento di andare a Roma, con quello che resta della rosa per affrontare una Lazio agguerrita.

Le formazioni

Gattuso sceglie un 3421 con Donnarumma tra i pali, un trio difensivo che aveva la stessa affinità di 2 adolescenti che vengono spinti a baciarsi durante il gioco della bottiglia, ovvero Rodriguez, Abate e Zapata.

A centrocampo troviamo Calabria, per non lasciare tutte le eventuali colpe di un gol ad Abate, i Blues brothers Kessie e Bakayoko e il mitico Lord Borini sulla fascia sinistra.

A supporto dell’unica punta Cutrone, troviamo Suso e Calhanoglu che dati i continui infortuni al piede, scenderà in campo con le scarpe anti infortunistica.

La cronaca

La partenza non è delle migliori, Borini inizialmente si dimentica il nome che porta sulle spalle e prova a fare il fenomeno perdendo più palloni di quelli che tocca. La Lazio avanza, attacca ma sbatte contro “The Wall” Cristian Zapata che oggi sembra più concentrato di un concorrente di “Chi vuol essere milionario” durante i ragionamenti delle domande finali. Per giunta “l’aiuto da casa” di Rodriguez è ottimo, mentre il 50/50 di Abate, sembra propendere per il buon esito.

Nonostante il gioco sia in mano agli avversari, la palla gol più grande, capita a Calhanoglu che colpisce il palo a seguito di una grande parata di Strakosha. Si chiude sullo 0 a 0 il primo tempo.

La seconda frazione ha come tema la sofferenza, Milan alle corde, che pensa solo a difendere sperando che il 90′ arrivi velocemente. Al minuto 78′ incredibilmente però arriva il gol di Kessie su una deviazione di Wallace che spiazza Strakosha. Milan che si trova avanti in modo più casuale di come Galliani faceva le sue ultime campagne acquisti.

Sembra tutto pronto per festeggiare i 3 punti, ma Gattuso, convinto evidentemente che i cambi fossero stati aboliti a causa della rosa ridotta dei suoi, visto i troppi infortuni, decide di proseguire con gli stessi 11 dall’inizio alla fine, pagando proprio l’assedio nei minuti finali con un gol di Correa.

Finisce dunque 1 a 1 con un punto che vista la situazione, resta comunque d’oro.

TOP E FLOP

TOP

Correa : il suo cognome sembra un verbo preso da una poesia. Poetico in realtà è il gol che fa. Torsione da playstation. #corrEASPORTS

Donnarumma: in nazionale gli hanno sostituito le mani bucate con 2 nuove. I risultati si vedono. #eraunpeccatobuttarlo

Zapata : dopo che ha visto Varane andare nei top 3 del pallone d’oro ha deciso di candidarsi per il prossimo anno con una prestazione top #cosentratto

Bakayoko : ruba un infinita di palloni, quando lo vedi arrivare verso di te puoi solo fare il segno della croce. Da Tiemouè a Timore #boogeyman

FLOP

Borini: nei primi 20 minuti era più disorientato di una marmotta alle Maldive #quasicomeCR7

Cutrone: oggi era talmente solo che sembrava Tom Hanks in cast away. Totalmente abbandonato. #lisoladeifamosi

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Milinkovic : con WhatsApp che avanza, 120 mln per un sms forse erano troppi. Aspettiamo l’aggiornamento #summercard

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