Prima delle tante partite da affrontare in emergenza assoluta, soprattutto in difesa. E visto l’avversario, la Lazio quarta in classifica che ci precede di un punto, vista la trasferta e vista la pausa delle Nazionali che non ci porta particolarmente fortuna, mai come stavolta la paura dell’imbarcata è assolutamente concreta.

Il timore diventa quasi certezza quando arrivano le formazioni ufficiali: dopo Gigio, leggo Abate-Zapata-Rodriguez. Oddio! Continuando trovo Borini largo a sinistra e mi chiedo perchè non Laxalt? Poi ripenso alle ultime prestazioni dell’uruguagio e sinceramente non riesco a dare colpe a Rino. Certo, a me la difesa a 3 proprio non piace, avrei provato altre scelte ma incrocio le dita e spero che la “quasi certezza” della sconfitta sia solo un mio preconcetto sbagliato. Loro, a parte l’infortunato Leiva sostituito da Badelj (uno che ci sarebbe servito come il pane), hanno tutti i titolari al posto giusto.

I primi 10 minuti sono davvero terribili. Non teniamo una palla, Borini fa di tutto per farmi rimpiangere Laxalt (!!) sbagliando qualsiasi cosa: stop, uscite, coperture, passaggi e persino una rimessa laterale. Pure Bakayoko sembra quello delle prime apparizioni, e loro attaccano, attaccano e attaccano. Ma non segnano e le potenziali azioni da gol si trasformano in un nulla di fatto.

Dopo un sinistro al volo di Parolo che si spegne sul fondo, tocca finalmente a noi farci vedere in area di rigore con Calhanoglu ben servito da Suso nel corridoio, ma il suo destro viene deviato in angolo. La Lazio riprende l’assedio ma noi teniamo botta, soffrendo tremendamente. Pochi minuti e già firmerei  con il sangue per uno 0-0. Alla fine oggi ci è riuscito persino il Chievo a Napoli.

Al 16′, all’improvviso, il match potrebbe prendere una piega inattesa. Suso chiede ed ottiene il triangolo con Kessie, finta di corpo ad ubriacare Lulic, e ingresso in area con cross radente, Borini non ci arriva ma alle sue spalle c’è il turco che ha il tempo di stoppare e calciare forte in porta. Strakosha in tuffo compie un miracolo e la manda sul palo, poi il destro di Kessie viene deviato in angolo. Maledizione! Quanto mi sarebbe piaciuto passare immeritatamente in vantaggio.

Il legno colpito rimane, comunque, fuoco di paglia e loro ricominciano ad attaccare. Zapata rischia di rovinare la sua finora ottima prestazione scivolando e lasciando a Immobile una prateria. Per fortuna il colombiano recupera.  Al 28′ Milinkovic Savic entra centralmente come un coltello nel burro, serve Immobile in netto fuorigioco, ed il gol del serbo, sul passaggio di ritorno del centravanti, viene giustamente annullato. Ancora Zapatone provvidenziale su una gran botta di Milinkovic-Savic. Ci difendiamo e basta. Ma lo facciamo bene. Bisogna ammettere che i 3 centrali sperimentali non stanno demeritando. Certo, Abate quando ha la palla fa sempre paura (a noi) ma nel complesso, finora, è sufficiente. Bakayoko, col passare dei minuti, torna ai suoi ottimi livelli cui ci sta piacevolmente abituando, i tre davanti, invece, li vedo troppo assenti. Due tiri sbagliati di Calhanoglu, a lato, e Suso, alto, allentano un po’ la pressione.

Al 42′ il primo vero intervento di Donnarumma che scende benissimo a deviare un tiro di Immobile su sponda di Parolo, poi Rodriguez spazza. Poichi secondi prima della fine del tempo è Parolo a farmi venire i brividi con un destro a giro che esce di poco. Tutti negli spogliatoi, finora la baracca tiene.

Dopo due minuti del secondo tempo Donnarumma blocca facilmente una girata di Luis Alberto. Poco dopo Parolo invoca il rigore per una mini trattenuta di Kessie. Banti, giustamente, fa proseguire. Al 51′ Borini spizza di testa una punizione di Suso ma il portiere biancoceleste non ha problemi. Marusic, liberato da Luis Alberto, mette in mezzo forte e teso ma Immobile non ci arriva. Brividi.

Al 61′ Borini si ricorda di essere un calciatore e che da giovane faceva l’attaccante e, spalle alla porta, si gira e calcia forte impegnando Strakosha. Dai, ragazzi, a questo punto sogno il miracolo. Ora Calhanoglu parte da più dietro, e sembra beneficiarne sia lui che la squadra. Si rivedono, infatti, sprazzi delle sue aperture di campo che tanto mi piacevano.

Al 71′, sugli sviluppi di un corner, Badelj mette in mezzo e Wallace, saltando tutto solo, incorna forte da pochi metri. Gigio è superlativo nel ribattere quasi sulla linea con una parata da top player. Quando migliorerà nelle uscite non ce ne sarà per nessuno, ve lo dico.

Loro attaccano ancora ma, finalmente, si aprono spazi in cui riusciamo ad infilarci. Abbiamo due contropiedi consecutivi potenzialmente letali ma, nel primo, Calha non riesce a superare Badelj prima di calciare, nel secondo, clamoroso, sempre il turco supera un avversario e non calcia, supera il secondo e non calcia, prova a superare il terzo ed anche il quarto e l’azione sfuma. Dai Calha, così no però!

La rabbia fortunatamente dura lo spazio di un giro d’orologio. Al 78′ Suso trova benissimo Calabria alle spalle della loro difesa, Davide entra in area, alza la testa e serve l’accorrente Kessie il cui destro viene deviato da Wallace alle spalle del portiere. Prima di esplodere la gioia viene anestetizzata dai 2 infiniti minuti che il VAR impiega per stabilire che la posizione di partenza di Calabria è regolare. Finalmente si urla: goooool! Godo sperando nel miracolo finale.

Forza ragazzi, soffriamo che questi sarebbero 6, non 3, punti tanto insperati quanto fondamentali. Loro ripartono all’arrembaggio ma noi siamo chiusi e compatti. Certo magari inserire Castillejo per Cutrone potrebbe servirci. Nemmeno il tempo di pensarlo ed ecco Patrick spazzare di testa su un loro corner. Forse ha ragione Rino.

All’89’ Immobile entra in area, stende Abate con una finta e calcia sul primo pale dove c’è sempre il provvidenziale Donnarumma. 5′ di recupero. Entro in apnea. Potremmo sfruttare un paio di ripartenze a campo aperto ma sbagliamo l’ultimo passaggio. Assedio finale della Lazio che sposta il gigante Acerbi in attacco. In panchina chi abbiamo? Ah giusto, nessuno. Ci sarebbe Simic, com’è? Non lo conosco. E’ alto? Potrebbe servire? Magari deve solo tirare calci, se prende il pallone meglio, come diceva il Paròn.

Al 94′ lancio della disperazione con Zapata che anticipa Acerbi ma respinge corto e lateralmente, Correa arriva prima di Calabria, stoppa di coscia e, di controbalzo, trova il gol con un tiro non troppo angolato che, però, Gigio non vede partire. Ma che palle! Ci avevo fatto la bocca a questa vittoria.

Finisce 1-1 dopo altri 3 interminabili minuti  in cui temo la beffa. Alle 17:59, così come alle 18:59 ci avrei messo la firma a portar via un punto dall’Olimpico in questa situazione emergenziale. Alle 19:59 resta, invece, l’amaro per quel che poteva essere e non è stato.

Gattuso, al netto della considerazione sui cambi (per correttezza va ricordato che fece un cambio a 2′ dal termine con l’Inter e in tanti imputarono a quella scelta, sbagliata, la sconfitta nel derby), è riuscito a compattare la squadra nelle difficoltà, estreme, dovute a squalifiche ed infortuni. Quindi chapeau, per quanto mi riguarda. Ora, però, l’asticella va alzata perchè da qui a fine anno, con un calendario non impossibile, la compattezza deve trasformarsi in vittorie per permetterci di ripartire, nel 2019, con l’obiettivo di inizio stagione ben visualizzato nel mirino.

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