Ma un messaggio di incoraggiamento al nostro centrocampista marchigiano no?

Sinceramente come redazione papàvanbasten siamo dispiaciuti che l’infortunio, con seguente operazione, di Jack Bonaventura sia passato quasi inosservato.

Della serie o ti rompi il crociato, o cazzi tuoi.

E che peccato che nessuno gli abbia dedicato un pensiero nelle interviste post Lazio o subito dopo la rete di Kessie.

Eppure…purtroppo per noi e soprattutto purtroppo per mister Gattuso la stagione di Bonaventura è sicuramente finita. Un tassello difficilmente sostituibile nello scacchiere rossonero.

Qualche riga sul sito del Milan, anche abbastanza fredda, ci comunica che l’intervento di riparazione della cartilagine è perfettamente riuscito e che il ritorno all’attività agonistica è previsto fra 8/9 mesi.

Calendario alla mano Giacomo Bonaventura saluta la stagione sportiva 2018-2019 e comincerà in ritardo la prossima stagione, con tutti i disagi e le scorie che un intervento del genere porta non solo nelle gambe ma anche nella testa di un calciatore. Bonaventura che per carità non è catalogabile alla voce “vecchio” ma neanche più un centrocampista di primo pelo visto che compirà 30 anni proprio il prossimo agosto.

Servirà tanta pazienza e forza di volontà, qualità che il nostro Jack ha.

La mia, personalissima, sensazione è che in pochi abbiano dato il giusto peso a questa brutta notizia.

Un po’ perché Bonaventura è stato sempre clamorosamente sottovalutato da tutto il calcio italiano, vedasi Conte che lo ha tenuto fuori nell’Europeo 2016 ed altri CT che hanno preferito insistere su altri centrocampisti che la porta la vedevano col cannocchiale.

Un ragazzo d’oro che ha a suo modo trascinato questo malandato Milan in questi ultimi anni.

La sua colpa? Forse l’assenza di polemiche ed urlacci social o forse quel cognome fin troppo italiano.

Tempi duri per chi non si colora i capelli o non mostra asce e serpenti nelle braccia.

Forse anche noi in questi anni abbiamo dato per scontata la sua presenza in campo, nel tabellino o alla voce assist e così oggi ci ritroviamo spogli della sua qualità a centrocampo. Reparto nel quale per le prossime giocate, dribbling o reti da calcio piazzato riponiamo le nostre speranze in Paquetà prossimo all’arrivo.

In fondo, e duole dirlo, forse anche fra noi tifosi rossoneri Jack non è forse stato mai apprezzato per quello che vale realmente.

Bonaventura è stata la “normalissima qualità” di queste ultime cinque sventurate stagioni rossonere.

Normalissima perché venivamo da un decennio dove eravamo stati viziati e quindi abituati alle geometrie e alle punizioni di Pirlo nel Milan di Ancelotti, l’eleganza e la classe di Seedorf, i blitz aerei di Ambrosini e l’irruenza e lo strapotere fisico di Boateng.

Ma la normalissima qualità di Giacomo lo è stata solo ed esclusivamente se comparata a quelli che sono stati, ad eccezione di Boateng, dei mostri sacri nella storia del centrocampo rossonero.

Perché in realtà Jack di cuori (cit. Pellegatti) è stato il cuore delle cose più belle rossonere insieme a Suso e al neo-capitano Romagnoli.

Suo il gol del pareggio nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juve nel dicembre 2016 e suo anche uno dei rigori realizzati nella serie vincente che tanto fece arrabbiare Massimiliano Allegri nei momenti immediatamente precedenti la premiazione (quella nostra).

E poi quel rapporto speciale con Mister Gattuso: la stagione scorsa iniziata in modo balbettante per via di un dualismo con Calahnouglu mal gestito da Montella è diventata splendida anche grazie all’apporto dell’allenatore calabrese che non ha mai perso occasione per elogiarlo pubblicamente e che ha saputo prendere il meglio sia da Jack che dal turco.

A fine campionato saranno 8 le marcature di Bonaventura, una media che ha sempre rispettato anche nelle precedenti stagione in rossonero rete più, rete meno.

Questa stagione era cominciata con una spettacolare acrobazia al San Paolo e con due reti a San Siro, dal quale si è congedato in un derby che il Milan ed anche Bonaventura avevano giocato troppo male.

Perché nella sua normalissima qualità il nostro numero 5 ci aveva fatto capire che se lui non girava il Milan faceva fatica ad accendersi. E noi non vediamo l’ora che la prossima stagione Giacomo torni con la sua maglia numero 5 ad infilarsi nelle difese avversarie.

Magari in un bel martedì sera. Anche perché ad aspettare che il Milan giochi di giovedì sera ci si annoia..

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