Ogni volta che c’è un sorteggio, sia che riguardi il Milan sia che riguardi la Nazionale, spero sempre nell’urna benevola che ci permetta di affrontare squadre di livello nettamente inferiore. Che siano di Malta, Lussemburgo, Cipro o San Marino non importa purchè ci siano almeno un paio di partite da poter vedere tranquillamente sul divano con il pallottoliere in mano. Chi vive di calcio sa che ogni tanto bisogna permettere alla tensione di andare in vacanza. Quindi, cari ragazzi, dopo lo striminzito 1-0 dell’andata, oggi voglio la goleada. E magari delle buone risposte da chi, come Halilovic, Simic o Josè Mauri, non ha mai messo piede in campo finora. Ne va della loro autostima e della nostra tranquillità.

Gattuso fa il turnover che la drammatica situazione dell’infermeria gli permette: dentro Simic accanto a Zapata, Laxalt terzino, Bertolacci al posto di Kessie e Halilovic al posto di Suso. Davanti, dopo quasi 20 giorni di assenza, torna il Pipita accanto a Cutrone. Di loro non conosco nessuno, leggo i loro nomi e penso ai calciatori di PES con cui si iniziava la Master League, mancano solo Castolo e Miranda! Devo dire, però, che il nome del portiere mi dice qualcosa. Scoprirò, infatti, nel corso della telecronaca che il tremendo Bonnefoi fu addirittura di proprietà della Juve anni addietro.

Partiamo, naturalmente, con il piede sull’acceleratore. Al 5′ Higuain calcia fuori di poco, 60 secondi e Calhanoglu impegna il loro estremo difensore con un buon destro ed infine è ancora il Pipita a chiamarlo alla respinta con i pugni. Confortante anche l’avvio del giovane croato che tutti volevamo vedere. Il gol è nell’aria. E ci mancherebbe altro, aggiungerei.

Al 21′ scende bene Calabria che crossa basso in area di rigore, Gonzalo fa la sponda di tacco per Cutrone che si gira e insacca, con la complicità del goffo Bonnefoi. Chi poteva sbloccarla se non lui? Bravo Patrick. Mi aspetto che sia il prologo di una cavalcata trionfale. Ora Higuain risponderà al compagno di reparto. Vedrete come è affamato.

E invece nulla di tutto ciò. Tolta una percussione di Calhanoglu ribattuta con le mani dal loro difensore, senza che l’arbitro veda nulla, tiriamo i remi in barca e rallentiamo il ritmo. Cominciamo a sbagliare passaggi semplici e stop elementari. Bertolacci e Laxalt si giocano la palma dei peggiori con lo stadio che, giustamente, inizia a rumoreggiare. Avevo detto che volevo la goleada, ragazzi.

Al 39′ accade l’incredibile. Simic anticipa il loro attaccante e spazza probabilmente in fallo laterale. L’arbitro invece concede l’angolo con il quale il Dudelange trova il pari: cross in area spizzato di testa, la palla arriva al loro numero 10, tale Stolz, completamente dimenticato dai nostri, che dal limite si coordina e buca Reina. Non posso crederci, siamo riusciti nell’impresa di far segnare il primo storico gol del calcio lussemburghese in competizioni europee a San Siro. E in più ci siamo fatti raggiungere. Lo shock è tremendo per tutti e la squadra non ha la minima reazione fino al termine del primo tempo.

Credo che, vista la differenza tra le squadre, nello spogliatoio non dovrebbe essere necessaria nessuna strigliata perchè i nostri, da professionisti, dovrebbero mostrare quanto meno un minimo di vergogna per quello che è successo e, di conseguenza, reagire. Sarebbe preoccupante il contrario, ossia che giocatori pagati fior di milioni necessitino di indicibili lavate di testa per battere avversari da dopolavoro ferroviario. Che angoscia.

L’inizio del secondo tempo è al tempo stesso inquietante e drammatico: nessuna, ripeto nessuna, reazione. Halilovic sparisce, Bertolacci decide di stravincere la gara del peggiore in campo con Laxalt e sbaglia la qualsiasi, Higuain è irritante nel suo corricchiare e il Dudelange trova addirittura il vantaggio con Turpel (chi?) che approfitta di una ribattuta in area di rigore per calciare in diagonale e raddoppiare. Quindi, ricapitolando: alle ore 20:05 stiamo perdendo in casa con una squadra di Lussemburgo (roba che il Beer Sheva e il Lugano, in confronto, sono Real e Barcellona) e stiamo seriamente compromettendo la qualificazione in Europa League. Lo sconforto mi sta distruggendo.

Dopo 2 minuti ancora Turpel rischia di fare tris con un tiro che sfiora il secondo palo. Prima che sia davvero troppo tardi Gattuso toglie Halilovic per far entrare Suso e provare a raddrizzare la baracca. Non ottenendo subito risultati fa una cosa saggia, anche se tardiva: cambia Bertolacci e inserisce Josè Mauri. Il n. 4 tempo pochi minuti e cade in area come fosse stato colpito a morte. Il replay non chiarisce. Ad ogni modo la squadra sembra beneficiare del sufficiente dinamismo del neo entrato che, unito ad un minimo di personalità, qualità entrambe sconosciute a quello che c’era prima in campo, ci permette di tornare a comandare il gioco a centrocampo.

Sempre Josè Mauri al 65′ impegna Bonnefoi. Un minuto dopo troviamo il pari: cross tagliato da destra di Calhanoglu, il maldestro Stelvio (chi?) schiaccia di testa nella propria porta nel tentativo di anticipare Cutrone. Meno male. Abbiamo avuto bisogno del loro aiuto ma almeno l’abbiamo pareggiata. Ora voglio mezz’ora a mille, senza scuse.

Dopo il 2-2 finalmente attacchiamo in maniera decisa. Cutrone tira forte ma centrale. Due minuti ed il grande assente di giornata, al secolo Gonzalo Higuain, si accentra alla ricerca del tiro, viene fermato e la palla arriva a Calhanoglu che calcia rasoterra di mezzo esterno. Tiro non certo irresistibile ma non per Bonnefoi che si accascia in terra come un sacco di patate e permette al turco di sbloccarsi. Deo gratias, siamo di nuovo in vantaggio.

Ormai loro non esistono più ma  decidono comunque di segnare l’ennesimo gol a San Siro, il quarto in totale della storia del calcio lussemburghese: al 77′, sugli sviluppi di una punizione di Calhanoglu, Schnell (chi?), con uno stupendo tuffo di testa, trafigge ancora il proprio portiere mettendo una pietra tombale sulla partita.

Mancano 10 minuti, voglio un gol di Higuain, per il morale. Entra Borini per Cutrone che fa una smorfia che non mi convince uscendo dal campo. Spero di sbagliarmi e che sia solo un’impressione frutto dell’ipocondria da infortunio che ormai mi attanaglia.

Nemmeno 40 secondi e ancora Calhanoglu colpisce la traversa su imbucata di Suso, Fabio il biondo raccoglie la palla e segna il 5-2. Troppa grazia.

Ok, ora possiamo andare a dormire incazzati per la prestazione ma almeno contenti per il risultato. E invece, all’ultima azione, Bakayoko, uno dei pochissimi centrocampisti presentabili che ci restano in rosa, crolla a terra dopo aver poggiato male il piede a terra ed esce sorretto dai massaggiatori. Non è possibile, poi dice che uno diventa ipocondriaco!

C’è poco da fare, il destino di questa stagione sembra essere quello di una continua ed inarrestabile sofferenza, vuoi per le prestazioni, vuoi per i risultati, vuoi per gli infortuni. Non ci resta che stringere i denti in attesa di tempi migliori.

 

 

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