Odio la partita delle 12:30. Mina alla base gli equilibri domenicali (dove mangiare) e mette in dubbio certezze ormai acquisite (vedere la partita in diretta). Fino da ieri ero determinato a spegnere cellulare e ogni altro apparecchio tecnologico che mi mettesse in comunicazione con il mondo esterno per pranzare con i miei suoceri ed i miei cognati, salvo poi godermi il match in differita all’ora del caffè.  A 5 minuti dall’inizio mia moglie mi sorprende: “potremmo spostare il tavolo vicino alla tv, così tu vedi la partita…”. Trasecolo, sposto immediatamente il tavolo pensando a che donna fantastica che ho sposato. Appena sistemato il tutto, aggiunge: “…così oggi pomeriggio puoi aiutarmi a svuotare il ripostiglio e poi a sistemare la cantina”. Ecco, appunto, mi ha fregato di nuovo.

Vabbè, fa niente. Mi siedo a tavola proprio mentre le squadre stanno entrando in campo. Le formazioni sono quelle annunciate: si torna al 4-3-3 di inizio stagione, con Abate e Zapata centrali, Josè Mauri a centrocampo chiamato a confermare gli ottimi minuti disputati con il Dudelange e davanti Suso, Calha e Cutrone. Loro si presentano con difesa e centrocampo rocciosi pronti a lanciare le frecce Biabiany e, soprattutto, Gervinho a supporto di Inglese. Dobbiamo vincere, nonostante stanchezza e assenze. Lo pretende, in primis, San Siro gremito.

Tempo 60 secondi e il velenoso Patrick già calcia verso Sepe che blocca a terra. Suso cerca Josè Mauri nello spazio in un movimento che Bonaventura faceva a memoria, per poco il 4 non ci arriva. Al 7’ buon colpo di testa di Zapata che sfila al lato. Siamo partiti bene ma, come spesso accade, non abbiamo concretizzato. Al 9’ quasi prendiamo gol: fortuna vuole che Barillà sbagli lo stop tutto solo davanti a Gigio dopo la buona percussione di Biabiany.

Riprendiamo a macinare gioco portando al tiro prima il turco, alto, poi Kessiè, al lato. Al minuto 17 Calabria sfonda a destra e mette in mezzo un rasoterra teso sul quale Patrick non arriva veramente di un nulla. Maledizione. Li teniamo lì, rintanati nella loro area ma non li buchiamo. Bakayoko recupera una quantità industriale di palloni e mi sta piacendo anche Josè Mauri che gioca semplice e veloce. Bene così, il ragazzo, se recuperato, potrebbe davvero servire alla causa.

Al minuto 28 la migliore occasione per noi con Suso che entra in area, finta il sinistro e rientra sul destro per poi calciare sul primo palo dove Sepe si allunga e devia in angolo. Dopo 10 minuti rischiamo grosso su un loro calcio di punizione dal vertice sinistro dell’area con Gagliolo che approfitta di un blocco di Gervinho su Zapata per saltare tutto solo a pochi metri dalla porta, ma la sua incornata esce di un pelo.

Negli ultimi  minuti del primo tempo, complice forse la paura per la loro occasionissima, allentiamo i ritmi, pur mantenendo il pallino del gioco. Andiamo al riposo sullo 0-0 frutto di una buona prestazione fino alla trequarti, cui difetta la solita concretezza visto che non abbiamo creato occasioni clamorose. Da sottolineare anche l’ottima prova di Abate centrale. Vuoi vedere che abbiamo scoperto dove farlo giocare proprio a fine carriera?

A fine primo tempo nuovo imprevisto. A breve, a sorpresa, arrivano gli zii di mia moglie. “Olè, come sono contento” (sarcasmo a buttare). Spostiamo di nuovo il tavolo e già penso a come (non) mi gusterò il resto della partita.

Si riparte con gli stessi uomini ma al 49’ loro passano. Calcio d’angolo tagliatissimo di Scozzarella, Inglese lascia sul posto Kessie e poi va ad anticipare Bakayoko girando di testa in rete. Ennesima domenica con gol sul groppone con annessa sofferenza. Quest’anno va così.

Ci buttiamo subito in attacco con Cutrone che sembra davvero un assatanato. Prima si tuffa di testa mandando alto, poi rincorre il loro difensore che esce dall’area palla al piede, gliela toglie e serve Suso, il cui cross viene deviato e si impenna in aria. Il Veleno si avventa sul pallone e calcia benissimo al volo in diagonale. Palo e poi gol! Ma quanto sei forte, Baby Bomber! Bene, bene, bene, l’abbiamo ripresa.

Servono 3 minuti al VAR per convalidare la rete causa posizione sospetta di Calha sul tiro del centravanti che, per fortuna, viene ritenuta ininfluente. Sono assolutamente favorevole alla tecnologia in campo ma devo ammettere è necessario qualche accorgimento perché queste esultanze da coitus interruptus non fanno certo bene alla salute.

Nel frattempo siamo passati al 4-4-2 perché, poco prima del pareggio, Rino ha inserito Borini come seconda punta al posto di Josè Mauri. Ci sta ma l’italo-argentino non ha affatto demeritato. Da tenere in considerazione, please. Da loro esce Gervinho. Meno male, temevo molto la sua velocità anche se oggi ha fatto davvero poco.

La partita vive un periodo di stanca fin quando, al ridosso del 70’, Calvarese, con in mano un cartellino giallo per Borini, fa il segno del VAR. Cos’è successo? Temo l’espulsione per qualcuno dei nostri. La TV svela l’arcano: sul cross di Calhanoglu, Bastoni si era esibito in un bagher da pallavolo in area proprio alle spalle di Cutrone. Non me ne ero accorto io, non se ne erano accorti i 22 in campo, probabilmente nemmeno gli oltre 50.000 di San Siro ma Valeri, al VAR, per fortuna sì. Rigore. Sul dischetto si presenta Kessie che spiazza Sepe. 2-1 per noi e partita finalmente sui binari giusti.

Arrivano gli zii di mia moglie. Convenevoli di rito ma poi, tempo 30 secondi: “scusate, sapete com’è, sono tifoso…e torno in trincea.

Adesso si aprono praterie per in nostri contropiedi. Kessie al minuto 80 sparacchia alto invece di servire Borini e Calhanoglu tutti soli alla sua sinistra. Ancora ripartenza 3 contro 2 ma stavolta è Cutrone a sbagliare il passaggio finale. Dai, questi dobbiamo farli! Nemmeno il tempo di imprecare per gli errori ed ecco che la più vecchia e scontata legge del calcio è lì pronta a concretizzarsi: Grassi si ritrova a tirare davanti a Donnarumma, dopo buona imbucata di Gagliolo. Per fortuna la puntata del gialloblu finisce di poco fuori. Che brivido!

Manca poco, ormai, ma continuiamo a divorarci potenziali palle gol prima con Cutrone che calcia alto dopo una bella giocata e, infine, con Kessie che, dopo l’ennesima corsa del pomeriggio, arriva stremato sul pallone e spreca tutto.

Al 96’ il triplice fischio liberatorio. Portiamo a casa 3 punti importantissimi che ci proiettano al quarto posto solitario in attesa della partita della Lazio. Come al solito la sofferenza è stata estrema ma, vista la rosa ridotta all’osso e l’avversario molto ostico che, tra l’altro, quest’anno aveva già sbancato San Siro incontrando quelli là, possiamo archiviare positivamente la domenica. Cuore e grinta fino a fine anno, questo abbiamo e questo dobbiamo mettere in campo. Per i fuochi pirotecnici se ne parlerà, si spera, dopo Capodanno.

 

 

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