Sono tornato ieri da Barcellona. Il viaggio mi è costato la visione di Milan-Torino ma mi ha permesso di “gufare” i cugini direttamente dal Camp Nou, stadio magnifico che tanti anni fa fu tutto rossonero (mi è scesa la lacrimuccia) e che mi ha, comunque, regalato l’emozione di esultare insieme agli spagnoli ed agli inglesi per il passaggio del turno. La due giorni di Champions ha, infatti, lasciato strascichi pesanti per le squadre italiane capaci di ottenere un misero pareggio nelle quattro partite disputate, con tanto di eliminazione per Inter e Napoli. Nell’inutile match delle 19:00 di Europa League pure la Lazio le ha prese in casa. Insomma, la partita di coppa di stasera non è che arrivi con ottimi presagi, se la si guarda da un punto di vista della cabala patriottica. Ho paura ma voglio credere nella legge dei grandi numeri: una partita la dovrà pur vincere un club italiano. Dobbiamo confermare che in Europa siamo diversi dagli altri, oggi c’è in ballo la qualificazione.

I tifosi greci mettono subito in chiaro le cose con la loro coreografia che, ispirandosi alla serie TV “La casa di carta”, ritrae una banda di furfanti pronti a rubare l’Europa League. Rino per impedirglielo mette in campo la formazione migliore, con il solo Castillejo al posto dell’acciaccato Suso.

Dieci secondi dieci e Guerrero si trova tutto solo davanti a Reina, approfittando di un rilancio lungo dalla difesa che trova Zapata troppo avanti. Fortunatamente il portiere di coppa intercetta con i piedi. Il nostro primo tiro arriva al 5’ con Calhanoglu che calcia centralmente dai 20 metri. Loro attaccano ma gli unici momenti di panico li viviamo sui calci d’angolo sui quali Reina, per ben due volte, finta l’uscita e poi rimane tra i pali. Lo vedo molto arrugginito rispetto agli anni passati, il vecchio Pepe. Spero di sbagliarmi. Calhanoglu si porta dietro l’indolenza degli ultimi mesi e si fa ammonire subito. Cutrone al 17’ trova un bel corridoio per il Pipita che ci arriva con la punta e calcia addosso a Sa.

Subito dopo ottima occasione su corner ma Zapata schiaccia troppo centralmente. Ancora Cutrone calcia da buona posizione ma strozza il tiro. La sensazione è che potremmo fargli male come e quando vogliamo ma, come al solito, pecchiamo di cattiveria sotto porta. Emblematica in tal senso l’azione che porta Cutrone a saltare sul pallone per favorire il tiro di Calhanoglu che, però, da posizione invitantissima, non calcia e, anzi, sembra girarsi per lo spavento. Da non credere. Dove sei finito, Hakan?

Ancora un’uscita sbagliata di Reina ma per fortuna Kessie riesce a ribattere il tiro di Guilherme e poi spazzare. Che paura, ragazzi. I minuti scorrono senza particolari emozioni e sembriamo controllare facilmente i loro attacchi, soprattutto grazie alla dedizione della diga di centrocampo e all’attenzione dei due centrali difensivi, con Abate che si sta confermando ottimo in quella posizione. A 10 minuti dall’intervallo ripartiamo in contropiede 4 contro 3 ma il Pipita, arrivato al limite dell’area, invece di servire Calhanoglu che si inseriva solo soletto alle sue spalle decide di allargare per Cutrone che a sua volta serve Castillejo e l’azione svanisce. Gonzalo, pure tu, dimmi dove cazzo sei finito?

Prima di andare negli spogliatoi Bakayoko viene ammonito per una spinta veniale da cui nasce una punizione velenosa di Fortounis che Reina, distendendosi, devia in corner. 0-0 dopo i primi 45′ ma partita in pieno controllo. Tuttavia gradirei segnare, non vorrei trovarmi a dover soffrire anche stasera.

Così come accaduto ad inizio partita, il secondo tempo riparte col brivido: Feftatzidis a giro per poco non trova l’angolino basso. Rispondiamo subito con Kessie che calcia benissimo di controbalzo ma la palla finisce al lato di un niente. Possiamo nuovamente far male in contropiede con Clahnoglu che si presenta in area a tu per tu con il difensore ma si fa stoppare come il peggior Cerci e poi si ferma ad imprecare invece d inseguire l’avversario che riparte.  Maledizione, Rino, cambialo che questo non sta in piedi. Anzi cambia entrambi gli esterni perché pure Castillejo, dall’altra parte, non è che stia brillando, anzi. Al 56’ i due riescono a sprecare un calcio d’angolo in modo grottesco: lo spagnolo è sulla palla e la tocca con la suola, arriva il turco che, invece di giocarla, si abbassa e la prende con le mani. Dio mio che cosa ridicola, nemmeno all’oratorio.

Cissè, già ammonito, stende Bakayoko che stava entrando in area ma l’arbitro decide incomprensibilmente di non mostrargli il secondo giallo. Poco dopo Elabdellaoui sorprende alle spalle Rodriguez e calcia di piatto su Reina.  Al 60’ arriva la frittata: corner per loro, il centrocampista greco non si capisce se tocchi due volte la palla con le mani prima di servire in area il compagno, con Castillejo impegnato a parlare con l’arbitro invece di coprire il passaggio, Bakayoko tarda la chiusura, Reina protesta lontano dai pali e sul cross Cissè (quello che doveva essere espulso) di testa, prima trova il petto di Higuain e poi la rete. Perfetto, al netto dell’eventuale errore arbitrale, abbiamo preso un gol che in terza categoria si fatica a vedere.

Saranno 30 minuti di fuoco. Lo stadio è una bolgia, ogni nostro attacco è accompagnato da un suono fastidiosissimo, loro sono assatanati e l’arbitro non sembra proprio clemente con i nostri. Insomma tutto quello che c’era da evitare ora è diventato realtà. In tutto questo bailamme riusciamo a sfiorare subito il pareggio con Cutrone ben servito da Higuain che stoppa e calcia di destro un pallone che fa la barba al palo. Calhanoglu, un minuto dopo, trova la deviazione del difensore su un tiro destinato all’angolino basso. Dai su, basta poco. Questi non sono veramente niente in difesa.

Purtroppo anche noi soffriamo da matti appena loro accelerano. Al 63’ dobbiamo ringraziare prima Reina che compie un miracolo su Fourtunis che si era appena bevuto Abate in area di rigore e poi la coscia provvidenziale di Zapata che impedisce a Guerrero di insaccare il tap-in. Ora si gioca a campo aperto e Bakayoko fa spesso un figurone. Al 64’ Higuain parte in azione solitaria e ne salta tre prima di tirare fuori di poco. Quando ti sbloccherai Pipita, quando??

Al 69’ la fortuna ci volta le spalle: su un tiro sbilenco di Guilherme, Zapata mette il piedone molle e la palla si alza beffarda scavalcando Reina che, anche stavolta, sembra comunque poco reattivo. 2-0, siamo fuori dall’Europa League in questo momento. Nemmeno il tempo di bestemmiare che subito il colombiano rimedia all’errore. Su un calcio d’angolo di Calhanoglu svetta di testa anticipando il difensore, la palla finisce tra le gambe del portiere ed attraversa completamente la linea di porta prima che lo stesso Sa’ la ricacci fuori. L’arbitro, così come fece Orsato nel derby di due anni fa, indica l’orologio e poi il centrocampo e Zapatone nostro si ritrova nuovamente a festeggiare un gol grazie alla tecnologia moderna. Bene così, ora vediamo di fare anche il secondo e metterci al riparo da brutte sorprese.

Al 77’ la palla buona arriva sul destro di Higuain che però calcia altissimo l’ottimo invito di Calabria, dimostrando di avere davvero le polveri bagnatissime. Gattuso toglie Cutrone per mettere Laxalt. Non capisco, sinceramente.

Al minuto 80 il capolavoro del Sig. Bastien, arbitro dell’incontro. Su un calcio d’angolo biancorosso vede, solo lui in tutto il globo terraqueo, una presunta spinta/trattenuta di Abate su Torosidis nel cuore dell’area di rigore e decide di decretare la massima punizione a favore dell’Olympiacos. Ora, va bene tutto, non vogliamo pensar male ma così è palesemente un furto! Fortounis spiazza Reina e porta di nuovo i greci avanti nel discorso qualificazione.

A noi non resta che tentare, inutilmente, la mossa della disperazione con Halilovic al posto di Rodriguez. Gli ultimi minuti sono una vergogna per lo sport: i raccattapalle buttano continuamente i palloni in campo durante le azioni di gioco, loro si rotolano a terra per crampi, il rumore stridulo che accompagna le nostre azioni diventa assordante. Credo di aver visto più sportività nei derby polverosi dell’ultimo girone dell’ultima infima categoria calcistica piuttosto che in questa partita di Europa League. Al 95’ l’arbitro dice che il Milan è fuori dalla Coppa.

L’eliminazione è senz’altro meritata. In un girone simile non dovevamo arrivare a giocarci il passaggio del turno all’ultima giornata, su questo campo ed in queste condizioni, siamo andati sotto in tutte le partite, ad eccezione di quella contro i dilettanti del Dudelange in Lussemburgo, abbiamo giocato male e segnato poco, visto che ci ha condannati la differenza reti. Dal punto di vista calcistico, quindi, le scuse stanno a zero, come si suol dire.

Però oggi fa male anche l’altro punto di vista, quello che ci vede nuovamente fuori dall’Europa dopo errori arbitrali marchiani e conduzioni di gara non proprio imparziali. E non parlo solo di oggi o del rigore inventato contro l’Arsenal della passata stagione, ma ricordo soprattutto il clamoroso penalty su Castillejo che  non ci è stato dato nei concitati minuti finali della partita di  andata contro il Betis…sai com’è, con un punto in più ci saremmo qualificati già 15 giorni fa.

Insomma, riprendendo una frase che ho letto proprio stasera nella bolgia post partita che si scatena sui social – il cui autore mi scuserà se non ne ricordo il nome – se è vero che il Milan non merita la UEFA, è altrettanto vero che questa UEFA merita al massimo l’Olympiacos.

 

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