Ora che è passato il Natale possiamo smontare tutto quanto? Ma no dai aspettiamo la Spal…ormai ci confondiamo per l’ultimo 0-0 di fine anno?

E quindi con Gattuso che si fa? Lo mettiamo nel tritacarne insieme alla collezione di gloriosi calciatori macellati sopra la banchina o panchina rossonera? Il ciuffo imbiancato di Inzaghi è durato una stagione, l’eleganza di Seedorf appena una primavera ed il soldatino aziendale Brocchi il tempo di bersi uno spritz.

Al momento Gattuso è ancora al centro del presepe e chissà se lo rivedremo all’anno nuovo. E già che si parla di presepe proviamo a capire cosa sta succedendo alle statuine di Milanello nella grotta del Fondo Elliot.

Personaggi principali: Bambinello, Giuseppe e Maria.

Ecco Gennaro Gattuso è senza dubbio Giuseppe. Barba scusa, falegname di mestiere e che incarna la classica figura del pater familias. Difende tutto e tutti, gli rubano il bastone e lo prendono per l’appunto a bastonate, ma lui ha la schiena dritta. Se non altro rispetto ad altri predecessori ci mette sempre la faccia. Anche se questo non sempre basta.

Dall’altra parte della culla di paglia ecco la Maddalena, Riccardo Montolivo. Immacolata e dunque senza peccato alcuno in questa prima parte di stagione. I due sposi quest’anno non dialogano molto a quanto pare ma tant’è che stanno lì ad accudire il prezioso bambinello.

Chi è il bambinello? Lucas Biglia.
Ma come Biglia uno dei personaggi principali? Proprio lui? (cit. Sandro Piccinini)
Sì, proprio lui. Perché questi ultimi due mesi hanno fatto realisticamente capire a tutti noi pseudo allenatori, o psycho allenatori, che senza dubbio Biglia è:

1) Che schifo Biglia
2) Lentissimo
3) gli manca il tiro
4) quanto fa schifo Biglia
5) è inutile
6) è biondo e sembra Nino D’Angelo
7) Biglia fa schifo
8) è costato 20 milioni (sai che affare invece Bertolacci a 18!)

Però di fatto, ad oggi, è l’unico giocatore della rosa che si è rivelato veramente insostituibile.
Ed oggi santo cielo se ci manca il regista argentino. Ok direte voi “ma non è mica un top player!” però quanto era utile la sua regia invisibile lo stiamo lentamente, anche noi come lui, apprezzando. O subendo. Fate voi.
Finito Biglia è finito il 4-3-3 e tutti i complimenti al bel gioco (senza U) del Milan di Gattuso. È finito Higuain, sono finiti i gol, insomma la stagione è diventata un’agonia.

 

Mondo animale: l’asinello ed il bue.
Ora noi non sappiamo se Hakan Chalanouglu, ovvero il bue, abbia realmente le corna, se le abbia subite o le abbia fatte. O se più sadicamente convive con la sua ex e l’amante sotto lo stesso tetto. Sta di fatto che il vero tradimento dell’anno per noi tifosi maledettamente innamorati ha un nome ed un cognome: Hakan Calhanouglu. Il numero 10 turco non è più tornato dalla scorsa stagione ed il sospetto è sia stato un innamoramento troppo precoce, di quelli che consumi troppo velocemente e che poi alla fine manco ti rimane una foto. Insistere e aspettare che arrivi San Valentino? Bah.

L’asinello invece parla argentino e viene da Torino. Inizia come un cavallo di razza, giocate, personalità, tanti gol e persino assist illuminanti. Poi però succede che il cavallo “rompe” o forse più semplicemente si rompe di giocare circondato da quegli asini dei suoi compagni. Nel frattempo però asino lo diventa anche lui che a differenza dei suoi compagni guadagna 9,5 milioni di zuccherini netti. Peccato perché la qualità del fieno Higuain l’avrebbe dovuta conoscere già da agosto e oggi colui che dovrebbe trascinare la squadra e tirarla fuori dai guai invece si sta mestamente defilando fuori dal presepe.

I Re Magi
Melchiorre Suso ha dispensato incenso per larga parte della stagione e quando manca l’aria è terribilmente ferma e secca, Gaspare Capitan Romagnoli è sempre più portatore d’oro sia in difesa, quando chiude saggiamente e rilancia l’azione con piedi educatissimi, ma anche e soprattutto in attacco, vedasi pepite contro Genoa ed Udinese. Baldassarre Kessie, il re che veniva dall’Africa, ha portato come dono tanti strappi, qualche gol ma soprattutto la sua fisicità: è l’unico che non si rompe, piccolo dettaglio vero?

I Pastori
Facile individuare in questa classe operaia personaggi quali Patrick Cutrone, il sorprendente Bakayoko, lo sfortunatissimo Bonaventura (che fino a quando lo abbiamo avuto all’opera era un candidato Re) o il tanto bistrattato Zapatone.


Artigiani
Come non riconoscere nel presepe rossonero il fabbro Abate che ha finalmente capito che non era suo mestiere arare la fascia? Riconoscerete anche gli allevatori Donnarumma, due che hanno appena finito di mungere il Milan Pechinese. Uno dei due, quello che lavora, ogni tanto porta ancora del latte fresco alla causa, altre volte fa dei ruttoni da indigestione (vedasi derby).
Meritano una citazione anche i muratori Calabria e Musacchio, che purtroppo non diventeranno mai architetti e passeranno la loro vita nel cantiere rossonero.

Mondo animale – bis
E qui c’è veramente da sbizzarrirsi. Speriamo non si offenda il mulo Rodriguez, che per carità offre sempre la stessa solita e solida prestazione ma che non alza lo sguardo dal terreno di gioco da quando faceva il fenomeno (oh così ce l’hanno venduto!) dal Wolfsburg che in effetti era in zona retrocessione, insomma come se Alex Sandro giocasse nel Bologna per intenderci. Ahahahahah.
La dove un tempo c’era un Cigno, un cerbiatto di Kiev ed una pantera nera eccoci alle divertenti e colorite galline Castillejo e Borini. Svolazzano nell’orto di Milanello, contente della loro chioma dorata e argentata non curanti delle loro zampe e della parola gol. Tanto mica sono attaccanti loro eh. O forse sì?
Fa simpatia la pecorella Jose Mauri, che pascola anonimamente in mezzo al campo ed in mezzo al torello di settimana e forse meriterebbe un giro in mezzo al campo, mentre fa terribilmente incazzare invece la scimmia Laxalt uno che doveva addirittura essere utile ed invece fa solo casini e distrugge spesso nei finali di partita.

Suonatori
Per festeggiare suonano zampogne e zufoli e sono simbolo di generosità e felicità. Non vedete anche voi Maldini sorridente e muto accanto ad un Leonardo elegantissimo nei suoi completi che ci suona la cantilena “Stiamo facendo il possibile. Stiamo lavorando per riportare il Milan più in alto possibile, il prima possibile, con tutte le risorse possibile. Guardiamo avanti tutti nella stessa direzione possibile”
Noi ci chiediamo, semplicemente, soltanto se un giorno sarà possibile, non tanto quella bella cosa chiamata scudetto, ma un misero 4° posto. Roba che negli anni 90 saremmo morti tutti d’infarto al sol pensiero.

 

Lucine
Halilovic, Caldara e Conti. Illuminano ad intermittenza però manco ci fai caso se ci sono o no.

Muschio
Bertolacci, perché manca davvero poco che diventi muffa.

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