Dopo lo scialbo pareggio di Frosinone avevo invocato prese di posizione nette da parte della silente società che non significava affatto esonero dell’allenatore ma solo chiarezza sul punto, oltre che sugli atteggiamenti di certi giocatori. In settimana sono finalmente arrivate le parole dei dirigenti: cari milanisti Gattuso rimane al suo posto, niente voli pindarici sul mercato e state vicini al Milan perchè il momento è difficile. Si può condividere o meno ma almeno qualcosa è stato detto.

Stasera ci tocca chiudere il 2018 della Serie A in casa contro la Spal. La classifica che ci interessa, quella che porta al quarto posto, è cortissima quindi i 3 punti oggi sono imprescindibili. Gattuso schiera Abate terzino destro, Calhanoglu mezzala e Castillejo e Suso a supporto di Higuain. Gli spallini devono rinunciare al loro uomo migliore, Lazzari, ed in avanti presentano Petagna e Antenucci.

La partenza è finalmente di quelle giuste, quanto meno dal punto di vista della voglia di aggredirli ferocemente e tenerli schiacciati in area di rigore. Il destro di Kessie viene deviato in angolo, poco dopo Gomis è bravo a togliere dalla testa di Romagnoli il pallone delizioso di Suso. Dal calcio d’angolo successivo ne esce fuori un tiro di Bakyoko che viene deviato e arriva sul sinistro del Capitano che insacca. Troppo netto il fuorigioco di Alessio anche solo per abbozzare un briciolo di esultanza. Tuttavia, la conferma che il momento è di quelli nerissimi arriva al 12′ quando loro escono per la prima volta dall’assedio con un lancio lungo che Petagna addomestica nel corpo a corpo con Romagnoli, si gira e calcia in porta. La palla, deviata dallo stinco del difensore rossonero, prende un effetto assurdo e, quasi fosse telecomandata da una mano diabolica, si insacca nell’angolo basso di Donnarumma. Pazzesco.

Dobbiamo reagire subito e, in effetti, lo facciamo. Prima il Pipita non arriva di un niente di testa sul cross di Suso, poi Kessie lancia nello spazio lo stesso spagnolo che viene rimontato e superato da Schiattarella che spazza lateralmente, Castillejo si avventa sul pallone e, dopo aver anticipato il terzino, scaraventa un controbalzo mancino tanto preciso quanto potente che va a morire nell’incrocio dei pali. Deo gratias, è finita l’astinenza da gol e abbiamo trovato subito il pari. Ora testa bassa e andiamo a vincerla!

L’andaluso galvanizzato dal gol sembra assatanato e pressa tutto e tutti. Bakayoko prende in mano il centrocampo con il fisico e con i piedi. Peccato che al 35′, su ottimo servizio di Kessie, sbagli clamorosamente il tap-in dal dischetto dei rigore che avrebbe dato ulteriore spessore alla sua prestazione comunque ottima finora. Anche Calhanoglu, che sembra più a suo agio nel mezzo del campo, dà segni di risveglio sventagliando palloni da sinistra a destra assumendo, di fatto, il ruolo di playmaker tra i 3 centrocampisti. Al 40′ è proprio il turco a calciare a lato in caduta. In un primo tempo comunque buono, al netto del risultato, un solo vero fantasma si è aggirato per il campo, quello di Higuain che non ne ha imbroccata una che sia una, prendendosi i primi sonori fischi di San Siro. Dai Gonzalo, reagisci.

Nel secondo tempo, tuttavia, rientriamo in campo molto meno aggressivi e feroci. Per carità non rischiamo nulla ma siamo piatti e lenti, favorendo l’atteggiamento remissivo della Spal che non vede l’ora di portare a casa il punto. Al 62′ Gattuso toglie Abate e Castillejo e passa al 4-4-2 inserendo Calabria e Cutrone. Quella che, nelle scorse partite, si era rivelata una scelta tattica sbagliata oggi, tempo 60 secondi, dimostra di essere azzeccatissima. Calabria chiede e ottiene il triangolo con Suso e dal fondo mette la palla lunga sul secondo palo dove arriva il turco che appoggia in mezzo. Il Pipita, non so quanto volontariamente, lascia scorrere mettendo a sedere il difensore e poi calcia forte piegando le mani di Gomis e interrompendo il suo digiuno di oltre 800 minuti! E vai Pipita, corri, festeggia, lavati (non levati) la maglia dalle scorie negative, prenditi l’abbraccio di tutti ed ascolta il boato di San Siro!

Al 69′ Suso scende sulla destra e mette in mezzo per l’accorrente Calhanoglu che stoppa e calcia da ottima posizione ma la palla sfila di un niente a lato. Maledizione Hakan, maledizione! Le immagini al rallenty dimostreranno che, in realtà, la palla viene nettamente deviata dal braccio aperto di un difensore emiliano ma, inspiegabilmente, nè l’arbitro nè il VAR vedono nulla.

Al 71′ Bakayoko si libera centralmente di due avversari e lascia partire un sinistro velenoso su cui Gomis deve distendersi in tuffo, sulla palla arriva Zapata che viene buttato giù con una spallata ma l’arbitro lascia correre, il colombiano incredulo si alza, rincorre l’avversario e gli sradica regolarmente il pallone dai piedi. L’arbitro non solo fischia il fallo ma ammonisce anche Suso per proteste. Incredibile.

Nel secondo tempo il direttore di gara ha, infatti,  iniziato a fischiare ad minchiam e permette di tutto a loro, mentre sanziona ogni nostro minimo contatto di gioco evidenziando la distanza che lo separa dall’essere un buon arbitro: Abisso, nomen omen.

Non avendo chiuso la partita la Spal prova a gettarsi in avanti ma a centrocampo trova una diga invalicabile: Tiemouè Bakayoko. Ragazzi, mi sbilancio: sarà davvero difficile togliergli il posto da titolare se continua così. Al 77′, tuttavia, i biancazzurri si rendono pericolosi su calcio piazzato con Cionek che svetta su tutti e mette di poco fuori. Kessie spara in curva da buona posizione prima della sostituzione del Pipita che esce tra gli applausi per far posto a Borini.

All’84’ è Petagna a farci venire i brividi freddi con un destro in corsa che trova ancora la deviazione di Romangoli, provvidenziale stavolta perchè il pallone fa la barba al palo ed esce di un niente. Che paura! All’89’ Abisso fa quello che stava aspettando da trequarti d’ora, ossia cacciarne uno dei nostri. Suso è ingenuo (eufemismo per non utilizzare termini più grevi che indicano parti del corpo) ed entra duro a centrocampo, beccandosi il secondo giallo che gli impedirà di scendere in campo in Supercoppa contro quelli là. Il caso a volte è davvero singolare.

Prima del triplice fischio finale tocca a Donnarumma vestire ancora i panni del Supereroe, divisa che quest’anno è tornata a calzargli perfettamente, e compie un vero e proprio miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Fares, blindando la vittoria che tanto ci mancava. Santo Gigio.

Concludiamo così la prima parte della stagione, distanti di un punto dal nostro obiettivo e con tanta, troppa rabbia per i tanti, troppi passi falsi che ci costano, ad oggi, la posizione cui ambiamo.

Leonardo, Maldini, Gattuso e la squadra hanno chiesto vicinanza a noi tifosi. Sono sicuro che lo faremo anche nel 2019, augurandoci che l’affetto venga ricambiato con qualche punto in più con annessa qualificazione per l’Europa che conta.

Buon anno a tutti e Forza Milan!

 

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