Nella stagione della beatificazione nazional-popolare di Cristiano Ronaldo, idolatrato ed eretto dal blob mediatico a simbolo di forza, bellezza e felicità, c’è un altro calciatore bianconero che può vantarsi di essere riuscito a diventare un pilastro insostituibile della corazzata guidata da Max Allegri, sebbene madre natura gli abbia donato un viso da pugile suonato, tecnica poco sopraffina e piedi maleducati.

Figlio di un noto medico ortopedico, Giorgio Chiellini, nato a Pisa ma cresciuto a Livorno, rappresenta oggi il vero perno su cui si regge l’odiata macchina da guerra bianconera che sta sbaragliando la concorrenza in campionato. Alla gentilezza ed all’amore per la cultura che, pare, lo contraddistinguano nella vita privata (ha recentemente conseguito la laurea con lode in Business Administration) fanno da contraltare la  rudezza in campo e “l’ignoranza” dei suoi piedi. Costanza e dedizione, tuttavia, gli hanno permesso di trasformarsi dallo sgraziato terzino sinistro degli esordi al coriaceo e quasi insuperabile difensore centrale dei giorni nostri.

Dopo aver esordito come professionista con la squadra della sua città, ha militato per 8 stagioni nella Fiorentina prima di passare alla Juventus, club con cui è entrato in immediata simbiosi, identificandone tenacia, professionalità, arroganza e, spesso, impunità. Sono infatti celebri le sue tragicomiche simulazioni e le sue entrate killer su cui gli arbitri non di rado sorvolano, indispettendo avversari e tifosi rivali.

E’ stato artefice dei primi trionfi della nuova epopea bianconera, formando con Bonucci e Barzagli la famosa BBC posta, da Conte prima ed Allegri poi, a difesa della porta di Buffon. Con i bianconeri, ad oggi, ha vinto 7 scudetti, 3 supercoppe italiane, 4 coppe Italia e 1 campionato di Serie B. Nel novembre scorso ha festeggiato le 100 presenze in Nazionale, ove indossa orgogliosamente sia la fascia di Capitano sia la maglia n. 3 che fu di Facchetti, Cabrini e del suo idolo di infanzia Maldini senza, tuttavia, averne mai ereditato nè la classe nè le vittorie.

Ha recentemente dichiarato di essere stato tifoso del Milan in adolescenza e con i nostri colori nel 2000 ha persino disputato un torneo “Arco di Trento”, riservato alla categoria Allievi.

Chiellini si è scontrato 25 volte contro i rossoneri, portando a casa 13 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, segnando 3 gol ed un mezzo autogol.

Il 12 dicembre 2004 a San Siro, Giorgio, schierato laterale sinistro da Sergio Buso, allenatore della Fiorentina, contribuì alla disfatta viola buttando nella propria porta lo scavetto con cui Crespo aveva superato Lupatelli nel secondo dei 6 gol con cui il Milan si sbarazzò degli avversari.

E’, invece, datato 14 dicembre 2008 il primo gol segnato da Chiellini nella porta rossonera. All’Olimpico di Torino, infatti, dopo il solito rigore a favore della Juve, cui seguì il pareggio di Pato, siglò il nuovo sorpasso bianconero su calcio d’angolo nel corso di una partita combattutissima che la Vecchia Signora portò a casa sconfiggendo per 4-2 il Milan dei brasiliani.

Il 10 maggio 2009, invece, è ricordato non tanto per la partita terminata 1-1 quanto per aver dato i natali a quell’immagine che noi tifosi milanisti, spesso, utilizziamo sui social sia per ribadire la differenza che è sempre intercorsa tra noi e quelli là sia come talismano utile ad esorcizzare i fantasmi di questi terribili ultimi anni, con la recondita speranza di tornare, prima o poi, a primeggiare su di loro. Mi riferisco, naturalmente, al famoso “duello” che Chiellini ebbe con il nostro Capitano verso la fine di quell’incontro, quando il 3 juventino andò, come sempre, a saltare con gomiti larghissimi contro Kakà e venne, quindi, rincorso e preso letteralmente per il bavero dal solitamente placido Maldini che lo fulminò con lo sguardo del più forte, facendogli capire che, con lui in campo, certe cose andavano evitate.

Un altro episodio poco edificante accadde al termine della semifinale di andata di Coppa Italia l’8 febbraio 2012, quando, nonostante la vittoria per 2-1 con doppietta di Caceres, Chiellini si presentò nella sala stampa di San Siro chiedendo a gran voce la prova TV ai danni di Ibrahimovic colpevole, a suo dire, di aver dato uno schiaffetto a Storari e provocando la reazione stizzita di Galliani e Ambrosini che lo accusarono di non avere affatto stile e di voler solo evitare di incontrare lo svedese nella partita di ritorno. La Juve, di contro, ribadì di non accettare simili lezioni dal Milan ed, infatti, a distanza di 15 giorni, mostrò all’Italia intera il significato di sportività nella celeberrima partita del gol negato a Muntari, con Buffon che ammise candidamente in TV che mai e poi mai avrebbe confessato all’arbitro che la palla era entrata. Quando si dice il famoso stile Juve.

Nella stagione successiva l’odiato Giorgio, nella vittoria casalinga della Juventus per 3-2, si tolse la soddisfazione di segnare il terzo gol bianconero ribadendo in rete una splendida punizione dell’ex Pirlo che si era stampata sulla traversa.

Ancora polemiche furibonde con protagonista Chiellini il 7 febbraio 2015. Dopo il classico gol siglato da Tevez in sospetto fuorigioco e con il punteggio ormai comodamente fissato sul 3-1 in favore dei bianconeri, il difensore toscano pensò bene di rifilare una gomitata in faccia a Pazzini in piena area di rigore. L’arbitro Damato, naturalmente, non vide nulla ma il ponziopilatesco Giudice Sportivo decise, all’indomani, che non ci fossero gli estremi per applicare la prova TV, risparmiando a “Chiello” la più che meritata squalifica.

L’ultimo gol segnato dal neo Capitano della Juventus contro il Milan è datato 23 dicembre 2016, a Doha, nella finale di Supercoppa Italiana. Al minuto 18 Giorgio svettò su calcio d’angolo trafiggendo Donnarumma e portando in vantaggio i campioni d’Italia. Ricordiamo tutti come finì quell’incontro, con Bonaventura e Gigio protagonisti e la Coppa, l’ultima ahinoi, alzata al cielo dai ragazzi in maglia rossonera. Tra qualche giorno quella partita vivrà un nuovo capitolo e Chiellini sarà naturalmente in campo a guidare i suoi compagni. Che sia la volta buona per tornare a prenderli per il bavero?

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