Buongiorno 2019! 

Che ad inizio anno le temperature a Milanello e dintorni siano piuttosto basse è cosa nota. Che però durante la presentazione di Paquetà, la nuova speranza alla quale ci appendiamo in arrivo dal Brasile, Leonardo cominciasse a tirare palle di neve sul pupazzo Higuain, francamente no non ce lo aspettavamo.

Per vari motivi.

Intanto per questioni di immagine. Chi mastica Milan da anni, decenni o quarti di secolo sa benissimo che lo stile e l’eleganza sono una cosa molto importante, ed anche motivo d’orgoglio per i colori rossoneri.

Perché fare questa sparata isterica proprio ad inizio anno ed in un momento/evento che doveva essere anzi un punto di ripartenza, forti di questo acquisto che è stato condiviso e celebrato da più parti?

No caro Leo, spiace ma non è roba da Milan.

I panni sporchi si lavano dentro gli spogliatoi ed un ex-calciatore giramondo come Leonardo lo sa benissimo. Non in una conferenza stampa, con quei toni. È stata una scenata che ha regalato sicuramente bei titoloni a giornali. Ma ne Leonardo, ne Higuain avevano bisogno di questa luce.

Seguono alcune domande:

Perché chiedere al giocatore più forte che hai in squadra è ora che pedali? Higuain ha comunque segnato 6 gol in 15 partite. Non benissimo, ma vogliamo tornare a Torres, Luis Adriano, Matri e Destro, Kalinic e Andrè Silva?

È uno sprono dai toni sbagliati oppure forse una via breve per arrivare allo scontro? Higuain non è un ventenne che non deve montarsi la testa o un cavallo pazzo alla Nainggolan per intenderci.

Il timore che Leo cominci a fare più i conti con la calcolatrice che con il valore reale del giocatore c’è ed è molto forte.

Ancora peggio se pensiamo che questo pensiero possa essere esteso anche all’intera rosa, infatti i più attenti noteranno che non c’è occasione nella quale la società Milan urli che il FFP è un guinzaglio molto stretto e che è ingiusto. Per carità giusto volare basso.

Ma forse meglio è capire ora se faremo la fine della Roma che ogni anno si deve liberare di ottimi giocatori, alcuni futuribili top player, per poter sopravvivere.

Una ripassata nella sponda del Tevere? Al tifoso giallorosso hanno tolto negli ultimi anni: Salah, Alisson, Pjanic, Nainggolan, Rudiger, Paredes, Strootman, Lamela, Benatia e mettiamoci anche per fortuna Romagnoli.

Facciamo un esercizio di masochismo e pensiamo ogni anno di toglierne due: da Suso a Donnarumma, poi Kessie e Calahnouglu, Romagnoli e Higuain e via dicendo.

Se Leo vuole liberarsi dello stipendio dell’argentino e di quel gravoso riscatto sul suo cartellino, che ce lo dicano ora, forte e chiaro. Leonardo ha fiducia in Higuain? Leonardo vuole davvero Higuain in sella all’attacco del Milan?

Perché tecnicamente discutere Gonzalo Higuain è pura follia. Non è chiaro oggi 9 gennaio quale potrebbe essere la, valida, alternativa al centravanti argentino.

Affidare di nuovo a metà anno, come già accaduto l’anno passato, le chiavi a Cutrone? No, perché non è giusto prima di tutto nei confronti di Patrick. Che per questa maglia da tutto, ma ancora oggi non è tecnicamente e tatticamente pronto per questo ruolo.

E poi? Morata? Piatek?

La maglia numero 9 del Milan non è pesante, è pesantissima. L’hanno indossata palloni d’oro, da Van Basten a Weah, e gente con le palle d’oro, da Massaro ad Inzaghi. Serve gente che dia del tu al pallone e soprattutto alla rete avversaria.

Morata non è assolutamente questo profilo, Piatek sembra avere i crismi del bomber ma non è ancora troppo presto?

Se può giovare un esempio: Giovanni Simeone, sempre al Genoa, fece uno straordinario girone di andata cui non fece seguito un bel girone di ritorno. La scorsa estate la Fiorentina ha provato il colpaccio strappandolo al Genoa di Preziosi. Il risultato è che oggi Giovanni Simeone è un buon centravanti che sgomita ed ogni tanto la butta dentro, nulla più.

Andiamo ora ad Higuain e alla sua pedalata.

Ci si aspettava di più? Assolutamente sì. Il centravanti argentino si è fatto letteralmente fagocitare da quel calcio di rigore sbagliato contro la sua ex squadra. Alcuni dicono il vero errore è stato voler battere per forza quel maledetto rigore. Gonzalo non ha pensato nemmeno un attimo: “E se sbaglio il rigore? Che succede?”

Però signori non è questo che si chiede ad un centravanti o ad un leader? Prendersi delle responsabilità. E Higuain lo ha fatto.

Ed io sto con Gonzalo Higuain. Chi non tira i rigori non li sbaglia. Gonzalo ha preso il pallone, ha tirato, il portiere della Juventus ha con la punta delle dita sfiorato il pallone che è finito sul palo. Amen.

“Ehhhhh….ahhhhh….. ma lo doveva tirare Kessie!!!!!!!!”

Certo, ma anche Kessie ha fallito un rigore la scorsa stagione contro il Chievo a San Siro, e lo stesso è capitato a Rodriguez con Viviano in Milan-Sampdoria.

Da lì blackout totale e quindi ecco le vere colpe del numero 9. Se l’espulsione è stata una crisi di nervi ingiustificabile, le scialbe e svogliate prestazioni contro Bologna, Fiorentina e Frosinone forse sono state ancora più difficili da digerire per il tifo rossonero. Ma non possiamo fermarci agli ultimi due mesi, comunque accompagnati dal mal di schiena, perché non sarebbe giusto.

Perché la memoria non può essere così corta. E allora ripassiamo il Gonzalo rossonero:

La giocata da serpente d’area contro il Cagliari che è valsa il pari?

Il gol al volo che ha fatto spellare le mani a San Siro contro l’Atalanta?

E l’assist a Cutrone contro la Roma?

La doppietta al Chievo con quella semplicità di chi fa rete quasi ad occhi chiusi?

Ora parliamoci chiaro Higuain non ha fatto nulla di clamoroso per i suoi standard. Ha fatto semplicemente quello che sa fare meglio e quello per cui è stato comprato.

Higuain torni a pedalare, ma Leonardo gli rimetta il sellino nella bicicletta.

 

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