Dopo la vittoria di fine anno contro la Spal auspicavo una pausa disintossicante che permettesse a squadra e ambiente di staccare la spina e scacciare le ombre cupe che si erano addensate negli ultimi due mesi. Ed invece no. Ci tocca soffrire, tanto, anche quando la palla non rotola barcamenandoci tra la UEFA che ci controlla e bacchetta manco fosse la Gestapo ed i rumors insistenti sulla partenza di colui che, poco meno di 4 mesi fa, era arrivato con gli onori che di solito si riservano ai più grandi. Ormai il Milan e i milanisti sembrano vivere in un’angosciosa bolla di paure e disincanto che avvolge qualsiasi cosa e/o persona che si avvicini ai colori rossoneri.

Per provare a venirne fuori il 2019 ci riserva, come primo incontro, un ottavo di finale di Coppa Italia contro un avversario ostico, la Samp di Giampaolo, da affrontare in partita secca fuori casa per continuare ad avere un obiettivo ulteriore oltre al campionato. Sarà, quindi, molto dura.

La curiosità più grande è, naturalmente, legata all’esordio di Paquetà, 21enne talentuoso che Leonardo ha fatto sbarcare dal Brasile facendo infuriare i nazisti del bilancio di Nyon. Gattuso lo schiera mezzala nel ruolo che era di Bonaventura, in porta Reina sostituisce Donnarumma mentre Conti non viene ancora reputato pronto per partire dall’inizio, con conseguente maglia da titolare affidata ad Abate vista la squalifica di Calabria. Suso, che invece avrebbe dovuto sicuramente giocare visto che non ci sarà per lo stesso motivo contro la Juve in Arabia, si è fatto male ieri e viene sostituito da Castillejo che, insieme a Calha, deve supportare il Pipita. Giampaolo mette tutti i migliori con lo spauracchio Quagliarella in attacco accanto a Caprari e un centrocampo tecnico e fisico formato da Praet, Ekdal, Linetty e Gaston Ramirez.

I primi minuti sono di studio ma sembriamo prevalere leggermente, avvicinandoci alla porta di Rafael grazie a Castillejo, che si mostra abbastanza propositivo. Sono suoi, infatti, i primi due tentativi della partita, una telefonata al minuto 8 ed un tiro a giro poco dopo che viene deviato in angolo da Andersen. I primi palloni toccati dal nostro nuovo brasiliano ne confermano, inoltre, il tocco gentile abbinato a una buona fisicità. Speriamo.

Si fa male Linetty che viene sostituito da Jankto. Meno tecnica ma più muscoli per i blucerchiati dovrebbero avere, come logica conseguenza, la definitiva presa di possesso del campo da parte nostra. Ed invece no, avviene l’esatto contrario: la Samp si impossessa del centrocampo e noi iniziamo a soffrire. Al 23’ Quagliarella tira dal limite, Reina respinge centralmente e Zapata è provvidenziale nell’anticipare Caprari che invoca un rigore che non esiste.

Dopo 5 minuti, però, il colombiano si fa sorprendere dal lancio lungo di Murru che mette Ramirez solo davanti a Reina che è bravissimo in uscita a disinnescare il tentativo, per la verità maldestro, di pallonetto. Non riusciamo più a costruire e a nulla vale il tentativo di Gattuso di cambiare qualcosa, spostando Paquetà a destra. Bakayoko dimostra di essere molto più a suo agio in un centrocampo a 2 e perde palloni preziosi, Kessie è confusionario, Calhanoglu ed Higuain sono semplicemente non pervenuti ed infatti quando arriviamo ai 30 metri siamo costretti a girarci e tornare indietro fino a Reina, tanta è la nostra pochezza offensiva. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci uno spettacolo simile?

Il primo tempo scorre noiosamente fino al 42’ quando, finalmente, riusciamo a compiere un miracolo: giochiamo una palla in verticale. Kessie imbuca nello spazio il Pipita che controlla e incrocia il destro che esce davvero di poco. Altro fenomeno soprannaturale 2 minuti dopo con Abate che mette in mezzo un cross al bacio. Castillejo non comprende l’importanza dell’evento e, pur staccando di testa tutto solo, non inquadra lo specchio. Il primo tempo si chiude così, naturalmente a reti inviolate. Credo che Gattuso stia diventando il Guardiola degli 0-0.

Dopo 5 minuti della ripresa Rodriguez fa una cazzata che potrebbe costargli il secondo giallo ma per fortuna Pasqua lo grazia. Anche lo svizzero sta giocando male, oggi. Il tempo scorre ed i nostri ritmi sono sempre compassati, al limite della nausea, nonostante Paquetà sia stato spostato più avanti in una sorta di 4-2-3-1. Higuain sbuffa contro chiunque e fa il solletico ad Andersen&Co. quindi ci rendiamo “pericolosi”, usando un eufemismo, solo con un destro ciabattato di Calhanoglu.

Il turco al 68’ ha un’occasione madornale sbucando alle spalle di Paquetà, che non tocca di un nulla un bel cross di Castillejo, ma cicca il sinistro a due passi dalla porta. Il neo arrivato, poi, si fa vedere con un bel sinistro che sfila di poco al lato. Sarebbe stato davvero bello bagnare l’esordio con il gol. Al 74’ il Pipita si sblocca e segna un bel gol ma in netta posizione di fuorigioco. Tranquillo Gonzalo, non è successo niente, torna pure ad incazzarti con il mondo.

Al 77’ Quagliarella viene pescato ottimamente da Caprari ma spara di poco fuori.  Poi la premiata ditta Quaglia-Saponara, che tanto ci ha fatto penare in campionato, rischia di colpirci nuovamente ma il destro del nostro ex esce di mezzo centimetro, con buona pace di Cerqueti che alla TV aveva già esultato per il gol. Reina, al minuto 83, vola a deviare in angolo il destro di Ekdal. Bravo Pepe. A 5 dalla fine Gattuso toglie Paquetà (complessivamente buona, direi, la sua prova) e fa entrare Borini. Il triplice fischio finale è anticipato da un bel destro di Kessie che si alza di poco sulla traversa. Supplementari, proprio quello che dovevamo evitare in vista della finale di mercoledì contro quelli là. La bolla di paura e disincanto continua ad ingrossarsi.

L’extra-time si apre con Cutrone al posto di Castillejo, con conseguente passaggio al 4-4-2. I primi 7 minuti sono un incubo con la Samp che va vicinissima al gol del vantaggio per tre volte: prima Ekdal non approfitta di un rimpallo di una mischia da corner e spara alto da posizione favorevolissima, poi Reina si conferma in versione saracinesca su Saponara presentatosi tutto solo davanti a lui ed infine ancora Pepe devia d’istinto il colpo di testa di Ekdal e poi blocca sulla linea il tap-in del subentrato Kownacki. Dopo l’apnea da spavento entra Conti al posto di Abate e, così come successe con l’ingresso di Calabria contro la Spal, alla prima palla toccata Andrea sforna un cross delizioso che aggira la difesa doriana, alle cui spalle si avventa rapace il Baby Bomber che insacca di sinistro alle spalle di Rafael. Ma vieni!!! Quanto ti voglio bene, Patrick mio! Esultanza con tanto di bacio alla maglia, giusto per far capire che un centravanti innamorato dei nostri colori ce lo abbiamo comunque.

Finisce il primo tempo supplementare, prevedo ancora 15 minuti di sofferenza totale. Ed invece, dopo 3 minuti, Calhanoglu ribalta il fronte con un gran pallone diretto a Cutrone che, vedendo Rafael fuori dai pali, non ci pensa due volte e calcia di piatto di prima intenzione scavalcando l’estremo difensore blucerchiato e siglando un golazo da urlo. Sei tu il nostro fuoriclasse, Veleno!!!

Esce il Pipita per Laxalt, Calhanoglu spara sulla barriera una punizione a due in area di rigore, poi Reina si conferma il migliore in campo andando a deviare un bel diagonale di Kownacki. Oggi con Pepe non si passa!

Pasqua fischia la fine e ci manda ai quarti di finale dove incontreremo probabilmente il Napoli alla fine di questo mese di gennaio che si prospetta particolarmente complicato.

Dalle parole post-partita di Gattuso sembrerebbe che Higuain voglia abbandonarci. Mi dispiace, ma porte d’uscita aperte per chi non ama questi colori: per un Pipita che forse lascia, c’è una Pepita, d’oro massiccio, che brilla sempre di più. Il suo nome è Patrick Cutrone ed ha il cuore rossonero.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *