Il quarantesimo compleanno di un amico di infanzia non è motivo sufficientemente valido per saltare la partita. A maggior ragione se il festeggiato è sì gobbo, ma malato di pallone al punto giusto e, inoltre, possiede un proiettore full-HD. Alle 20:15 stop (temporaneo) ai brindisi, tutti sul divano e guardiamo Shevchenko arringare San Siro. Ho gli occhi lucidi. Se penso a quante Coppe dei Campioni stasera sono concentrate in qualche decina di metro quadro mi viene il magone, Eh già, perchè oltre all’ucraino che va a prendere posto in tribuna accanto a Maldini, sulla panchina partenopea siede Carletto nostro, colui che ne alzò ben 4 di quelle Coppe solo con i nostri colori, il quale viene degnamente ed ampiamente celebrato dalla Sud e dall’intero San Siro, in una serata che inizia all’insegna del malinconico orgoglio Casciavit.

Gattuso fa accomodare Piatek in panchina preferendogli Cutrone là davanti. Per il resto formazione standard, con Calabria titolare nonstante Conti scalpiti, Musacchio che approfitta dell’infortunio di Zapatone per riprendersi la maglia da titolare e Paquetà ancora a centrocampo a far reparto con i due giganti d’ebano. Loro schierano il miglior difensore del campionato (Koulibaly), una mediana fortissima in cui, per nostra fortuna, oggi manca il pezzo da 90 (Allan), vittima anche lui dei rumors del mercato, ed un attacco formidabile composto da due folletti ed un bestione dotato di ottima tecnica che sta segnando con regolarità impressionante. Insomma, sulla carta non ci sarebbe partita.

Al minuto numero 5 Insigne rientra sul piede buono e trova il solito “sarriano” inserimento di Callejon sul secondo palo. Il tiro al volo dello spagnolo impegna seriamente Donnarumma. Bravo Gigio. Il nostro primo tiro in porta è di Suso che si accentra e calcia debolmente. Ben più pericoloso, 60 secondi dopo, l’inserimento del Baby Bomber su imbeccata di Chalanoglu ma il sinistro di prima di Cutrone si spegne sull’esterno della rete.

Insigne telefona a Donnarumma al 13′ poi, un minuto dopo, viene lasciato calciare dalla mattonella da cui può far male ma, fortunatamente, il destro a giro è troppo aperto e finisce largo. Attenzione ragazzi che questi sanno far male.

La partita scorre lenta, a centrocampo Bakyoko è meno prepotente del solito e Paquetà non riesce a incidere, ben controllato dal centrocampo partenopeo. Ne scatursicono una serie di tiri da lontano di Suso, Chalanoglu e Zielnski che, tuttavia o finiscono fuori o sono ben controllati dai portieri avversari. Al 37′ il nostro nuovo brasiliano perde una palla sanguinosa al limite dell’area ma Callejon non ne approfitta e tira largo. Lucas, occhio perchè in Italia non puoi pensare di uscire con la ruleta, qua ti mordono le caviglie. Molto meglio, Paquetà, negli inserimenti offensivi ed, infatti, al 40′, il 39 si fa trovare nello spazio da Suso ma calcia debolmente a lato nell’ultima occasione del primo tempo.

Tutti negli spogliatoi con la sensazione che ci voglia un episodio, una scintilla per infiammare la partita che, altrimenti, filerà via sui binari che portano allo 0-0.

I primi minuti del secondo tempo sono tutti di marca rossonera. Al 46′ Suso e Cutrone dialogano sul lato sinistro, Patrick mette in mezzo un pallone forte e rasoterra che, dopo la respinta corta di Albiol, arriva sui piedi di Kessie che però è legnosissimo nel calciare di sinistro da poco più di 5 metri e si fa respingere in angolo il tiro dall’ottimo Malcuit. Maledizione ai piedi Frank! Ancora Paquetà calcia debolmente in bocca ad Ospina. Il Napoli si risveglia dal torpore e il cross sbagliato di Callejon per poco non beffa Donnarumma, adagiandosi sulla parte superiore della traversa.

Il match è incanalato su binari predefiniti e i protagonisti in campo non fanno nulla per provare ad uscirne. Sembrano tanti soldatini attenti a svolgere perfettamente il loro compito tattico, tanto da annullarsi vicendevolmente. Chalanoglu sbaglia tantissimo e si prende i mugugni di San Siro, anche Kessie lo imita spesso mentre è ottima la prova dei centrali di difesa che stanno annullando Milik. Il polacco al 63′ viene fuori dalla loro morsa e, sul cross di Zielinski, calcia forte ma centrale dal dischetto del rigore un pallone che Gigio fagocita senza problemi. Adesso loro spingono. Fabian Ruiz calcia largo poi è Zielinski a provare il tiro al volo da fuori area ma Donnarumma è sempre attento.

Iniziano i cambi. Rino toglie prima Paquetà per far entrare Borini, che sembrerebbe aver scavalcato Castillejo nelle gerarchie. Poi, al minuto 70′, fa esordire il nostro nuovo centravanti richiamando Cutrone. Il pistolero entra molto bene in partita, cattivo e determinato. Al 75′ Ricardo Rodriguez lo serve con un filtrante teso, Piatek stoppa a seguire e strappa forte verso Ospina ma il suo scavetto sul portiere in uscita viene bloccato dalla determinante scivolata di Koulibaly che oggi sta fortunatamente prendendo solo applausi qui a San Siro.

Dal calcio d’angolo che ne sussegue è ancora Piatek a duellare in area con i difensori azzurri, la palla carambola e rimane sospesa per aria a due passi da Ospina, Musacchio ci si avventa e tenta una semi girata di sinistro ma colpisce talmente male, con un misto tra stinco e ginocchio, da permettere al portiere avversario, zoppicante per lo scontro avvenuto in precedenza con Kolibaly, di volare sulla sua destra e respingere sulla linea. Che peccato, questa era davvero invitante.

Zielinski ingaggia un duello personale con Donnarumma e va al tiro per ben tre volte nello spazio di 5 minuti ma ora è impreciso di poco (83′), ora calcia centralmente dopo un contropiede in superiorità numerica nato dal nostro ennesimo errore in fase di impostazione (86′), ora il tiro è da distanza talmente siderale da non impensierire il nostro portiere (88′),

L’ultima emozione del match la regala l’arbitro Doveri che, al minuto 92, espelle ingiustamente Fabian Ruiz reo, a suo dire, di aver toccato il pallone volontariamente con le mani. Il replay mostra chiaramente che non è così ma il centrocampista viene comunque fatto uscire dal campo, ennesima dimostrazione che il Protocollo VAR attualmente in vigore va urgentemente rivisto. Ancelotti perde la pazienza e manda affanculo l’arbitro, guadagnando gli spogliatoi qualche minuto prima del fischio finale.

Finisce così come era iniziata una partita che non verrà certo ricordata per le innumerevoli emozioni.

E’ evidente che Gattuso stia finalmente riuscendo a trovare la quadra nella fase difensiva (siamo al quinto cleen-sheet nelle ultime otto partite), dimostrando di essere estremamente bravo nell’imbrigliare tatticamente gli avversari. Ma per non trasformarsi nel “Guardiola dello 0-0”, come l’ho affettuosamente chiamato un paio di settimane fa, ossia il più bravo a raggiungere il risultato più noioso, deve lavorare, e molto, nella fase offensiva perchè, ed è Rino stesso il primo ad averlo ammesso, arrivati ai 30 metri la squadra offre spettacoli davvero brutti.

E sarebbe veramente un peccato non sfruttare la voracità d’area di rigore di quei due che si giocheranno la futura numero 9 del Milan.

 

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