In questi anni poveri di soddisfazioni la nuova formula della Coppa Italia ci è spesso venuta incontro nel regalarci quel brivido tipico del dentro/fuori che, anni addietro, assaporavamo in Europa. A dirla tutta i risultati non sono stati nemmeno disastrosi visto che siamo arrivati in finale in 2 delle ultime 3 edizioni. Quindi mi piacerebbe andare ancora avanti per provare finalmente ad alzare il trofeo, non certo per inserire le finali perse nel nostro palmarés, come fanno altri.

I quarti di finale ci ripropongono il Napoli di Carletto a distanza di soli 3 giorni dal match di campionato. Gattuso, a mio avviso saggiamente visto l’imminente incontro con la Roma, cambia molto con quel poco che ha: sostituisce gli esterni difensivi, inserendo Laxalt a sinistra e Abate a destra (ma Conti??), e quelli offensivi, mandando in campo Castillejo e Borini ai lati del nuovo centravanti polacco; a centrocampo, invece, giocano sempre gli stessi nonostante sia il reparto che, secondo me, necessiterebbe di tirare maggiormente il fiato prima di domenica. Ancelotti, che non ha più nulla da chiedere al campionato, inserisce il titolarissimo Allan accanto a Diawara a centrocampo, con Insigne a fare da spalla a Milik.

Il primo segnale dell’esistenza di Krzysztof (anche se dicono si pronunci Scistof, o qualcosa di simile) arriva al 6’ con il polacco bravo a coordinarsi in una frazione di secondo sulla sponda volante di Kessie ma il suo destro finisce a lato. Al 10’ il polacco si presenta come si deve al nuovo pubblico: Laxalt lancia lungo, Maksimovic sbaglia il tempo dell’intervento facendosi scavalcare dalla palla e dando campo a Piatek che si presenta a tu per tu con Meret e lo fredda con un destro chirurgico. Ma vieni! Primo tiro nello specchio con la maglia rossonera, primo gol e prima raffica di revolver: Pum Pum Pum!

Il Napoli reagisce con rabbia e ci chiude in area. Al 12’ Malcuit sfonda a destra e serve Insigne che da ottima posizione calcia forte ma centrale. Gigio blocca. Spingono ancora gli azzurri ma iniziano a sbattere contro quel muro d’ebano che risponde al nome di Bakayoko. Tiemouè blocca tutto e tutti, intercetta e strappa in avanti. Che giocatore sontuoso. Se poi accanto gli si mettono i piedi e le idee di Paquetà ecco che l’azione è facilmente ribaltabile, con nostra somma gioia. Ed infatti, al minuto 27, è proprio il brasiliano, servito lateralmente, ad imbucare benissimo il pallone tra i due centrali partenopei, Piatek stoppa di petto e si allarga chiamando Koulibaly (ripeto, Koulibaly mica un Bonucci qualsiasi) in copertura, lo punta, si accentra e scarica un destro a giro micidiale che Meret può solo ammirare. Ma che gol ha fatto??! Ma da dove viene, questo??! Già ti amo Scistof!

Ora siamo in fiducia totale e non abbiamo problemi a contrastare i loro attacchi. Piatek ha fame di grande calcio e li fa ammonire tutti, Bakayoko bullizza i loro centrocampisti, Romagnoli e Musacchio annullano Milik e persino Laxalt offre finalmente una prestazione decente sulla fascia. Ed infatti prima dell’intervallo loro riescono a calciare solo una volta in maniera potenzialmente pericolosa con Insigne, il cui destro strozzato finisce sul fondo.

I primi 45 minuti sono stati talmente perfetti per noi milanisti che temo tantissimo il secondo tempo. Carletto inserisce Ounas per Allan per provare a scardinare quella che finora è apparso un blocco compatto e imperforabile.

Dopo due minuti mischione in area rossonera con il Capitano che respinge sulla linea il tiro di Milik, poi Insigne spara alto. Reagiamo subito con Bakayoko che, dopo aver superato in scioltezza un paio di avversari, calcia di destro dai 20 metri ma Meret blocca senza problemi.

Ancora calcio d’angolo per loro e ancora pericolo per le mie coronarie: Ghoulam calcia a rientrare chiamando Gigio alla respinta sulla linea, in anticipo sulla spizzata di Milik. Ora ci siamo abbassati tantissimo ma sembra più una scelta tattica che una imposizione dovuta all’arrembaggio azzurro. Borini e Castillejo danno una mano alla Diga (D maiuscola assolutamente voluta) con il numero 14, Paquetà pulisce tantissimi palloni e Kessie torna finalmente ai livelli prenatalizi, quantomeno nei contrasti e nel recuperare palloni. Fatto sta che Donnarumma non corre rischi fino al 65’ allorquando Ounas si accentra e calcia di sinistro ad effetto, trovando il nostro portierone attento a deviare.

Al 77’, sugli sviluppi di una punizione che non c’era, Milik si trova sul destro un pallone invitantissimo ma lo svirgola e la palla finisce di poco a lato. Che paura. Poco dopo standing ovation per Piatek che lascia il posto a Cutrone. Quanto mi piacerebbe la risposta immediata del Baby Bomber all’attacco del polacco. Purtroppo per Patrick non abbiamo alcuna voglia di giocare in avanti e continuiamo ad aspettarli ai 30 metri.

Al minuto 81 ancora Ounas al volo non impensierisce Donnarumma. Negli ultimi minuti loro buttano dentro decine di palloni, ora da destra ora da sinistra, trovando sempre Romagnoli e Musacchio a giganteggiare in area. Stasera non si passa, riprovate la prossima volta. Al 94’ l’ultima occasione capita sui piedi di Zielinski che sfiora il palo con un bel destro. Insomma, nel secondo tempo la combo pulmann + Bakayoko si è rivelata insormontabile per il temibile attacco partenopeo.

Il fischio finale sancisce il passaggio del turno, certifica la nostra solidità difensiva, tanto agognata ad inizio anno, e battezza in maglia rossonera l’attaccante che aspettavamo da tempo. Già perché la copertina stasera se la prende tutta Scistof. Gattuso in settimana lo ha paragonato a Tomasson ma se dovessi basarmi solo sulla prestazione di oggi, direi che mi ricorda più quell’altro attaccante biondino. Se son rose…spareranno.

 

 

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