La derelitta Roma, seppellita dalla Fiorentina nel mercoledì di Coppa Italia sotto la bellezza di 7 reti, stasera mi fa più paura del Barcellona. Sarà che non mi fido mai delle squadre che vengono date in crisi, sarà che noi, ogniqualvolta veniamo chiamati ad alzare la famosa asticella, falliamo miseramente, sarà la bolgia dell’Olimpico che potrebbe trasformare i giallorossi in novelli gladiatori, sarà l’insieme di tutte queste cose ma sono inquieto, molto inquieto. Quindi niente cena, chiedo silenzio tombale a moglie e figlie e mi sistemo sul divano. La posta in palio è altissima perché vincere significherebbe allungare in maniera importante sul quinto posto e, contemporaneamente, accorciare il distacco dalla seconda squadra di Milano, quelli del gioco spumeggiante che, nonostante Ranocchia centravanti e una mezz’ora abbondante di “palla pensaci tu”, si è fatta infinocchiare a San Siro dal Bologna.

Gattuso schiera i suoi 11 preferendo ancora Calabria a Conti e Piatek a Cutrone. Il traballante Di Francesco deve fare a meno degli squalificati Nzonzi e Cristante e li sostituisce con De Rossi e Pellegrini, completando il centrocampo con il talentuosissimo Zaniolo, mentre in attacco mette Schick e Florenzi ai lati di Dzeko.

Pronti via e Zaniolo conferma subito di essere di un’altra categoria con una giocata su Suso e Calabria. Al 3’ minuto Bakayoko spizza una palla velenosa anticipando Donnarumma ma, fortunatamente, la palla si alza sulla traversa. Ancora brividi al 6’ quando è bravo Rodriguez a respingere il tiro al volo di Pelllegrini. Come prevedibile loro sono partiti fortissimi e noi soffriamo tanto, non riuscendo mai ad eludere il loro pressing. Dzeko impegna Donnarumma al 16’. Dai, forza ragazzi, usciamo dal guscio. Non appena la loro furia si attenua li puniamo. Pellegrini sbaglia nel gestire la palla sul lato destro della loro area di rigore, Paquetà gliela ruba, la protegge con la suola brasileira e lo aggira prima di metterla in mezzo, là nel regno del pistolero. Piatek ha uno scatto felino nel bruciare Fazio e insaccare di esterno. “Pum Pum Pum”, grido scivolando all’impazzata sul pavimento pistole in mano e chiamando le mie figlie cui avevo anticipato prima della partita l’esistenza di questo giocatore così simpatico. “Pum Pum Pum” mi imitano le due piccole, infiammando il mio orgoglio di padre.

La Roma è ferita nell’orgoglio, onestamente non meritava di stare sotto. I giallorossi ricominciano a macinare gioco, De Rossi e Pellegrini spesso e volentieri riescono a bloccare i nostri centrocampisti. Persino Tiemouè oggi non è il solito treno e perde palloni sanguinosi, Suso è impalpabile come troppo spesso gli accade nella seconda parte della stagione e Musacchio, là dietro, balla tantissimo. Al 36’ ancora Zaniolo chiama Donnarumma al miracolo con un diagonale di sinistro su cui Gigio scende in un nanosecondo e smanaccia a mano aperta.

Un minuto prima del riposo Florenzi mette in mezzo un pallone su cui Schik si avvita, anticipando Rodriguez di testa. 99 volte su 100 quella palla, dopo aver battuto terra, si infilerebbe nell’angolino. Ma il 99 decisivo ce l’abbiamo noi e Gigio è prodigioso nel distendersi inarcandosi per toglierla dalla porta. La palla arriva a Dzeko per il tap-in ma è ancora Gigio ad uscire a valanga per ribattere anche il tiro del bosniaco. Mio Dio, che portiere abbiamo, ragazzi. Altro che 6 milioni all’anno, in questo momento gliene darei 60!

La prima frazione si chiude con la consapevolezza di essere immeritatamente in vantaggio ma se abbiamo un fenomeno in porta ed un cecchino in area vogliamo farcene una colpa? Ora, però, attenzione alla loro prevedibile reazione e cerchiamo di sfruttare meglio gli spazi.

Al rientro in campo, invece, ci facciamo sorprendere subito. Tempo 30 secondi e Fazio trova bene Karsdorp sulla fascia, sul cross del terzino Schick la tocca di tacco e Musacchio, ancora impacciato, tenta l’autogol ma Gigio è nuovamente prodigioso e riesce a salvarla, sulla palla però si avventa Zaniolo che da un metro non ha difficoltà a pareggiare.

Incassato il primo gol del 2019 in campionato proviamo a ripartire. Al 53’ Paquetà lancia Kessie a campo aperto, Frank la stoppa, male, di testa e la palla arriva a Suso in area di rigore, lo spagnolo rientra sul sinistro e viene scaraventato a terra da Kolarov. Il replay dimostra che è più rigore che no, ma Maresca non è dello stesso avviso e il VAR decide di non intervenire. Paquetà ora gioca più avanti, in una sorta di 4-2-3-1 ed infatti ne beneficia. Tempo pochi minuti e Lucas fa ammonire Pelllegrini che lo abbatte mentre si lancia nello spazio. Dai che si può fare.

La Roma, comunque, è sempre arrembante. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo regalato da una sua uscita sbagliata, Donnarumma si riscatta con l’ennesimo intervento straordinario della partita e ribatte il colpo di testa di Dzeko. Soffriamo, soffriamo tanto. Bakayoko continua a perdere palloni centralmente, Suso non offre alcun aiuto a Calabria che spesso si trova ad affrontare il tambureggiante Kolarov, Dzeko e Schick si battono come leoni ma, fortunatamente, Romagnoli non sbaglia un colpo e, in area di rigore, ribatte tutto. Gattuso prova a cambiare qualcosa inserendo Castillejo per Paquetà, con conseguente spostamento di Calhanoglu nella mezzala.

Al minuto 81 sull’ennesimo cross di Kolarov Pellegrini anticipa tutti di testa e spedisce la palla sul palo. Che culo! Nell’azione successiva Suso salta lo stesso Pellegrini e si invola, costringendo il centrocampista della Roma ad aggrapparsi alla sua maglia. Il secondo giallo sarebbe lampante ma non per Maresca che si limita a fischiare il fallo senza espellere il numero 7 giallorosso. Incredibile.

Le squadre ora sono lunghissime e si aprono spazi invitanti. Gattuso corre ai ripari richiamando il deludente Suso ed il bomber polacco, per far spazio a Laxalt e Cutrone. Al 90’ abbiamo l’occasione per vincerla: Castillejo cambia campo per Laxalt, l’uruguayano prende Santon alle spalle e, dopo essersi acchittato la palla di testa, calcia di destro ma Olsen ci arriva e devia. Sarebbe stato troppo bello.

Vista la prestazione, il pareggio ci va benissimo perché ci consente di mantenere il quarto posto e, soprattutto, ci avvantaggia definitivamente sulla Roma in caso di arrivo a pari punti. Non è poco, vista la bagarre che si sta scatenando per i posti in Champions.

Stasera, oltre a coccolarci le fenomenali gesta di Gigio Donnarumma, abbiamo avuto la conferma di avere in attacco un giocatore che spara a colpo sicuro. E’ evidente, tuttavia, che la fase offensiva andrà migliorata perché non possiamo fornirgli solo una cartuccia a partita e sperare che faccia sempre one shot one kill. Immaginate cosa succederebbe se solo Gattuso riuscisse a fargli avere un caricatore più pieno.

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