La giornata di campionato ha avuto il sapore della Restaurazione con le grandi che hanno tutte fatto il loro compito portando a casa i 3 punti. Alle 20:30, infatti, ci ritroviamo settimi a due punti dal terzetto composto dalle romane e dall’Atalanta e a ben sette punti dall’Inter, terza. Insomma non abbiamo nessun altro risultato a disposizione diverso dalla vittoria. Se arrivasse anche la prestazione, tanto meglio.

Gattuso ormai ha i suoi 11 e li schiera tutti, senza sorprese. Il Cagliari guidato da Barella prova a risalire la china dopo un periodo nerissimo con Ionita dietro a Joao Pedro (uno di quelli che con noi segna sempre) e Pavoletti.

Paquetà delizia subito San Siro con una bella veronica. Che bello vedere piedi buoni nella zona nevralgica del campo. Al 9’ Calhanoglu si accentra e calcia secco di destro sul primo palo ma Cragno vola a deviare in angolo. Dai, Hakan stasera devi sbloccarti! Al 13’ Calha allarga bene per Suso, lo spagnolo rientra sul piede buono e tira in porta, Cragno ci arriva ancora ma la sua respinta finisce prima sul braccio di Ceppitelli e poi in gol. Oh, finalmente un po’ di culo! 1- 0 per noi, ora speriamo di gestirla bene.

Pochi minuti e Kessie strappa centralmente portandosi dietro un paio di avversari ma poi cicca malamente il tiro. Al 22’ la palla ribattuta dalla difesa sarda finisce sui piedi di Calabria che la stoppa e fa partire un gran cross che aggira l’area di rigore, sul secondo palo spunta Paquetà che di piatto sinistro fulmina Cragno. E vai Lucas! Battesimo del gol in rossonero e dedica ai ragazzi del Flamengo che hanno perso la vita nella tragedia di giovedì scorso.

Meglio di così non si poteva mettere. Dopo nemmeno due minuti Ceppitelli sbaglia il retropassaggio e manda Piatek solo davanti al portiere; il pistolero però, invece di sparare la classica pallottola letale, tenta il cucchiaio che Cragno è bravissimo a ribattere restando in piedi quel secondo in più. Peccato, avremmo potuta chiuderla ben prima della mezz’ora. Il Cagliari viene fuori dal guscio al 27’ con un gran colpo di testa di Joao Pedro su cross di Padoin, ma Gigio conferma la regola del miracolo fisso e scende a terra a smanacciare il pericolo. Che fenomeno, ragazzi.

Al netto del pericolo corso, la squadra gira bene con Paquetà ad alzare il livello tecnico in maniera esponenziale grazie alle sue giocate sempre pulite, con Calhanoglu che si sbatte come un dannato e duetta bene con il brasiliano, con la difesa sempre attenta, ben protetta dal colosso Timouè, e con Kessie e Calabria che scendono spesso e bene a destra. Insomma, finalmente qualcosa di propositivo anche nella fase offensiva.

Calha prova di nuovo a sbloccarsi ma Cragno blocca, poi è Kessie a salvare in scivolata disperata sul diagonale a botta sicura di Padoin. Due minuti prima del riposo Suso serve nello spazio Calabria che salta il centrale difensivo con un bel sombrero ma Cragno è reattivo e lo anticipa.

Tutti negli spogliatoi con la sensazione di aver visto una delle migliori prestazioni dell’anno. Certo, l’avversario non è irresistibile ma in passato, più volte, ci siamo complicati la vita anche contro squadre più deboli. Quindi, occhio.

Nel secondo tempo loro rientrano in campo più cattivi e noi, forse, un po’ troppo molli. Fatto sta che, tolto un tiro di controbalzo di Piatek al 50’, non riusciamo a creare occasioni da gol ed, anzi, perdiamo un sacco di palloni nel fraseggio di centrocampo per la timidezza dell’ultimo passaggio. Calhanoglu è sfigato quando scivola sulla bella palla acchittata da Paquetà poi, al minuto 60, Barella sventaglia per 30 metri la palla sul piede di Pellegrini che crossa in area, sulla sfera si avventa Joao Pedro che calcia di prima, Donnarumma è ancora una volta prodigioso nel respingere il pallone che, però, torna nuovamente sui piedi del brasiliano che alza troppo lo scavetto e colpisce la traversa. Per la seconda volta ringrazio la dea bendata. Ma vuoi vedere che il vento della rogna è, finalmente, girato?

La conferma che la serata è di quelle giuste arriva 2 minuti dopo: Romagnoli spazza alla viva il parroco interrompendo un potenziale contropiede, Piatek va a fare la guerra sulla palla con Ceppitelli, la palla ballonzola pericolosamente al limite dell’area e Cragno, di pugno in uscita bassa, ribatte sui piedi di Calhanoglu. Hakan ha la porta sguarnita davanti ma riesce a colpire l’estremo difensore sardo che ne rallenta il tiro, il pallone si dirige così in zona Pistolero il quale, non potendo sbagliare il secondo gol in una stessa partita, lo colpisce preciso e insacca il 3-0 tra una selva di gambe cagliaritane. Quarto “Pum Pum Pum” in tre partite da titolare. Si sente puzza di bomber vero!

Con il match sotto chiave Gattuso dà, giustamente, spazio a due che meriterebbero di essere titolari, ossia Conti e Cutrone. Kessie chiama Cragno alla parata, poi è Calhanoglu a cercare il gol della liberazione: scambia bene con Suso ma, presentatosi ai 10 metri, calcia di sinistro debolmente. Poi tocca al Baby Bomber provare a trovare la rete con una girata delle sue ma la palla finisce a lato. Al minuto 80’ il Ceppitelli Horror Show continua: il difensore sbaglia l’appoggio al limite dell’area e Suso si presenta tutto solo davanti a Cragno. Di fianco avrebbe anche l’affamato Cutrone che pagherebbe di tasca sua pur di rispondere a Piatek, ma Jesus non lo serve e cerca la gloria personale. Il Dio del calcio punisce l’egoismo dello spagnolo il cui piattone sfila incredibilmente fuori . L’ultima emozione della partita la regala ancora Ceppitelli, stavolta nell’area nostra, quando sparacchia in curva una bella sponda di Pavoletti.

3 gol, 3 punti e 3 squadre superate in un solo colpo. Meglio di così non potevamo chiedere. Ora abbiamo una settimana per preparare al meglio la partita di sabato a Bergamo che molti paragonano ad una finale. Non esageriamo, le finali noi le conosciamo e non sono queste. Indubbiamente, però, potrebbe rappresentare uno spartiacque importante nella stagione. Fidiamoci dei ragazzi e di chi li guida.

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