Se non ci fosse stata la telenovela Icardi in casa dei Natidopo&Natimale a ravvivare la nostra settimana avremmo trascorso giorni di estrema tranquillità. Fin troppa vista la partita che ci aspetta, in casa della lanciatissima Atalanta, quinta ad un misero punto di distanza da noi. Insomma, ho bisogno di adrenalina e, due ore prima del match, comincio a riguardarmi tutti gli highlights dei vecchi incontri in terra orobica, partendo dalle vittorie ai tempi di van Basten, Weah e Massaro e passando per incredibili sconfitte targate Pinilla, Denis e Brienza. Il campo di Bergamo è da sempre ostico per noi, a maggior ragione lo sarà stasera visto che loro, in casa, hanno già castigato Juve (seppur in Coppa Italia) Inter e Lazio.

Per provare il primo allungo deciso della stagione Rino si affida ai soliti 11. Gasperini ha la stessa idea e schiera i suoi uomini migliori, con il tridente Ilicic-Papu Gomez -Zapata a sfidare la nostra ritrovata difesa.

I primi dieci minuti sono di apnea assoluta, come prevedibile. Loro ci aggrediscono sin dentro l’area di rigore e guadagnano campo, palloni e angoli. Al 3′ Djimsiti mette alto di poco proprio su corner. Dobbiamo stare attentissimi perchè il gol di testa, da queste parti, è la specialità della casa. Appena riusciamo a mettere il naso fuori dalla nostra metà campo costruiamo due occasioni, la seconda mostruosa, con Kessie che, prima di destro e poi di testa, tutto solo, mette fuori due ottimi assist di Suso. Frank e la precisione sotto porta sembrano due rette parallele che mai si incontreranno. Mannaggia.

Dopo una decina di minuti in cui sembravamo aver preso un po’ di fiducia, l’Atalanta torna a rendersi pericolosa, sempre con Djimsiti e sempre su calcio d’angolo. Ci pressano, ci pressano e ci pressano ancora. A centrocampo Bakayoko regge l’urto non senza difficoltà, Paquetà sembra spaesato e Kessie sbaglia le solite decine di appoggi. Suso si fa ammonire intorno alla mezz’ora e salterà il match con l’Empoli. Meglio così, a questo punto.

Al 33′, dopo un’azione infinita dell’Atalanta, la palla arriva a Ilicic che penetra in area, arrivato sul fondo mette a sedere Rodriguez e poi appoggia intelligentemente all’indietro per l’accorrente Freuler il cui piattone viene smorzato da Donnarumma prima di finire sul palo e varcare la linea di porta. 1-0 per loro. Ora è durissima davvero.

Non arrivano segnali concreti di reazione ed, anzi, è il Papu Gomez a sfiorare il raddoppio con un gran destro dai 25 metri. Sbuffo e impreco sull’ennesimo tiraccio di Calhanoglu. Piatek è isolato e non riceve una palla giocabile che sia una. Se solo avessimo gli esterni giusti.

Allo scadere Pasqua concede 1 minuto di recupero. Proprio mentre mi auguro che Gattuso faccia qualcosa per cambiare l’inerzia della partita, Rodriguez supera, probabilmente per la prima volta, il centrocampo e, palla al piede, arriva alla trequarti avversaria senza che nessuno lo contrasti. Il piede dello svizzero, si sa, è delicato e sforna uno spiovente mancino in area nerazzurra su cui si avventa Piatek che, sempre di sinistro, gira un pallone incedibile alle spalle di Berisha anticipando il suo marcatore. Gooooooool! Gooooooooooool! L’esultanza è di quelle che meritano i grandissimi gesti tecnici: questo è semplicemente un gol spaventoso di un attaccante implacabile.

Fumo nervosamente mentre penso a quanto siano spesso decisivi i gol ad un amen dal riposo perchè ti fanno rientrare negli spogliatoi con la rabbia giusta e ti permettono di ripartire con una consapevolezza diversa. Noi ci abbiamo rimesso una Coppa dei Campioni, nel lontano 1993, per un gol preso così. Speriamo che la regola, all’epoca infausta, venga confermata anche stasera.

Al rientro loro tengono il pallino ma sbattono costantemente contro i nostri difensori. Romagnoli è sempre posizionato benissimo e, insieme agli altri compagni, riesce a controllare sia la potenza fisica di Zapata sia le giocate di Ilicic. Insomma, si può fare se solo ci credessimo.

Al minuto 55 Calhanoglu allarga su Rodriguez che crossa stranamente di destro; lo spiovente, o presunto tale, è infatti una ciofeca rasoterra che la loro difesa ribatte, tuttavia, in malo modo; la palla torna sul piede di Hakan che, finalmente, esplode il suo tanto decantato destro che si va a infilare nell’angolino basso della porta nerazzurra. Ma quanto godo!! Grande Calha, corri a prenderti l’abbraccio di Gattuso che ti ha sempre difeso, dei tuoi compagni e, metaforicamente, anche il mio che invece in questi mesi ti ho spesso attaccato. Perdonami, Calha! Ora festeggiamo!!

Il gol manda in estasi il turco che trova giocate di gran classe prima mettendo in porta Paquetà, il cui tiro viene ribattuto in extremis, poi con un corner calciato in maniera magistrale su cui piomba la testa del Pistolero che anticipa marcatore e portiere e ci porta sul 3-1. Ma andiamo, “Pum Pum Pum!“, forza spariamo tutti che questa serata è troppo bella! E questo qua è davvero un mostro!

Al 68′ Gattuso fa entrare Cutrone al posto del cecchino polacco. Giusto così, non possiamo lasciare in naftalina il baby bomber ed il suo veleno. Poco dopo Ilicic calcia a lato ma Donnarumma ci sarebbe arrivato tranquillamente. Con il passare dei minuti la prestazione rossonera sale di livello in maniera esponenziale: Paquetà fa 3-4 tunnel e una serie di giocate in un quarto d’ora mandando in bambola qualsiasi avversario e in brodo di giuggiole noi tifosi, Bakayoko li ferma tutti e poi riparte, Kessie lotta e morde le caviglie avversarie, in difesa non passa uno spillo, fatta eccezione per un paio di tiri di Gosens e Castagne che Gigio blocca senza problemi.

La disperazione porta Gasperini a sostituire Zapata, il centravanti infermabile fino a poche ore fa ma che stasera non l’ha mai vista. I minuti finali vedono l’Atalanta scoprirsi alla vana ricerca di un gol per riaprire la partita, con Ilicic che è l’ultimo ad arrendersi sebbene venga spesso fermato dal nostro muro difensivo, con spazi invitanti per i nostri contropiede che, tuttavia, non riusciamo a sfruttare.

Dopo 4 minuti di recupero Pasqua manda tutti sotto la doccia. Abbiamo preso un colpo, abbiamo reagito e abbiamo vinto meritatamente su un campo che, a detta di tutti, avrebbe rappresentato il cimitero delle nostre ambizioni.

Ed invece la partita spartiacque la portiamo a casa noi, augurandoci che sia solo il primo passo per lasciare finalmente indietro le putride acque della mediocrità nelle quali stagniamo da anni per tornare, finalmente, a nuotare in quelle lucenti in cui sguazzano i grandi club. Forza ragazzi, ora non mollate!

 

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