Alzi la mano chi si ritrova ad ogni partita, allo stadio o sul divano, a fare lo scemo con le mani ad imitare quei colpi di pistola che abbattono portieri e difese avversarie.

Siamo in tanti, vero?

Ci stropicciamo gli occhi dinanzi a tanta bellezza. Pum pum pum Piatek! Piatek che segna, Piatek che esulta, Piatek che spara.

Quanto entusiasmo attorno al nostro nuovo cannoniere, eppure…eppure nessuno in casa Milan ha fatto mistero di come si stia fragilmente complicando il momento di Patrick Cutrone.

I media ovviamente ci sguazzano e sperano si apra il teatrino, anzi il “Caso Cutrone”, ma il problema non è la stampa o i giornalisti ed ovviamente non può essere il problema un attaccante che sta segnando praticamente ad ogni partita.

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Anche perché parliamoci chiaro: Piatek per ora non può e non deve uscire dal campo.

Di fatto quando esce il risultato è ampiamente acquisito, lasciando di conseguenza scampoli di gara poco eccitanti al giovane comasco.

Gattuso lo sa e con la sua solita franchezza non ha nascosto alla stampa che il ragazzo sta soffrendo lo scarso minutaggio. A suo modo Rino ha voluto accarezzare il suo pupillo, traduzione: “guarda che so quanto stai soffrendo per ora, stai tranquillo perché io non ti mollo”.

Meno tempestivo, decisamente goffo, forse potenzialmente dannoso invece è stato il doppio intervento del procuratore di Cutrone, Donato Orgnoni, il quale interrogato sul futuro del suo assistito ha prima sparato un minaccioso “vedremo..” salvo poi correggere la mira “Patrick vuole giocare”, capendo che la sua dichiarazione iniziale poteva solo creare inutili malumori al ragazzo e allo spogliatoio.

No, di un Wando Naro non ne abbiamo bisogno grazie.

Ora che Patrick voglia giocare lo sanno pure i muri a Milanello. Così come vorrebbe giocare l’esemplare Pepe Reina, come vorrebbe avere maggior minutaggio Biglia tornato dall’infortunio e sogna una maglia da titolare il frizzante Conti che è appena tornato da un calvario infinito. Persino il ciondolante Castillejo meriterebbe domani una maglia dall’inizio visto il letargo di Suso.

Però in campo si va in undici e di questo Patrick per ora deve farsene una ragione.

Probabilmente il giovane attaccante paga il fatto di aver fatto una scalata rapida ed emozionante. L’anno scorso dalla Primavera ha scalzato i due acquisti Kalinic e Andre Silva e a suon di prestazioni e gol ha conquistato il cuore di tutti i tifosi rossoneri, incluso il suo mister. Quest’anno nonostante l’arrivo di un mostro come Higuain è riuscito persino a far cambiare modulo all’allenatore calabrese e nel 4-4-2 invernale Patrick ha dato il suo buon contributo.

Adesso però che si è tornati al 4-3-3, modulo col quale obiettivamente il Milan gioca meglio e copre meglio il campo, per Cutrone si fa dura visti i ritmi infernali che Piatek sta dando alle sue statistiche.

Cosa fare dunque?

Domani ci sarà un incrocio curioso per Patrick, ovvero la visita da ex del suo amico Manuel Locatelli che ha scelto la strada del minutaggio sicuro, scegliendo il Sassuolo per dare continuità alla sua carriera e sta concludendo la sua prima stagione neroverde in modo più che dignitoso.

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Senza nulla togliere alla scelta di Locatelli, che comunque ha portato anche una importante plusvalenza alle casse rossonere, Patrick Cutrone vuole questo? Minutaggio in una squadra che lotta a metà classifica? Proprio ora che il Milan sembra aver le carte giuste per competere per il quarto posto e tornare finalmente in Champions League?

La panchina è senz’altro scomoda specialmente per un ragazzo giovane ed ambizioso, tuttavia la storia del Milan è piena di attaccanti di scorta che hanno contribuito in modo decisivo alle vittorie di campionati e coppe.

Uno su tutti: il migliore, Daniele Massaro. Soprannome? Provvidenza.

Tanti i gol di Daniele subentrando dalla panchina, ma soprattutto tantissime le occasioni in cui Fabio Capello si rifugiava nel suo bomber di scorta quando l’attacco rossonero aveva lamentava dolorosi e lunghi infortuni. Ed era un Milan nel quale c’erano Van Basten, Gullit, Papin e Savicevic per un totale di 5 palloni d’oro e qualche pallone d’argento.

Se Cutrone ha qualche perplessità faccia le sue giustissime riflessioni. Il consiglio è di farle davanti le foto di Atene ’94 che nelle stanze di Milanello da qualche parte troverà.

Una volta trovate quelle foto, ne siamo certi, ci sarà il volto ed il sorriso di Daniele Massaro.

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Ps: A Massaro, fra l’altro grande idolo di mio papà, solo una domanda: dopo aver siglato la doppietta decisiva nella finale di Atene, come ti è venuto in mente di scambiare la maglia a fine partita ed alzare la coppa con la maglia blaugrana?!?

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