Primo dei tanti sabato di campionato (ben 5 dei prossimi 7) da dedicare al Milan fino a Pasqua, con buona pace della serenità familiare e del mio matrimonio. Per ora evito di informare mia moglie e penso solo ai 3 punti. Siamo a marzo inoltrato, siamo terzi e siamo padroni del nostro destino. Non accadeva da 6 o 7 anni, non ricordo esattamente. Un’eternità, calcisticamente parlando, passata a ingoiare bocconi amari. E’ arrivato il momento di tornare dove la Storia vuole, vale a dire tra le grandi del mondo. La strada è ancora lunga ma l’opportunità di percorrerla oggi è concreta. Tuttavia, per non incappare in battute d’arresto inopportune, non bisogna sbagliare le partite come quella di stasera. Ci aspetta il Chievo, malinconicamente ultimo in classifica ma sempre combattivo, nonostante abbia più di un piede nella serie cadetta.

Gattuso ne cambia 4 rispetto ai soliti 11. Condivido visto che negli ultimi mesi della stagione avremo bisogno di tutti, quindi è necessario portare la maggior parte della rosa allo stesso livello. Oltre a Conti e Laxalt, il mister rimette Biglia al centro del gioco facendo riposare Tiemouè mentre avanti Castillejo sostituisce il neo papà Calhanoglu. Il Chievo non proverà solo a tenere inviolata la porta del veterano Sorrentino ma se la vorrà giocare a viso aperto visto che schiera due attaccanti, Stepinski e Meggiorini, supportati da Giaccherini.

Nei primi minuti loro ci pressano alti, con Giaccherini incollato a Biglia per evitare di farci ripartire. Castillejo sembra ispirato mentre Paquetà sbaglia spesso stop e passaggi. La prima occasione capita a Kessie che, dopo aver ricevuto palla in area, supera in velocità il suo marcatore per poi abbassare la testa e calciare malamente sul fondo, invece di servire Piatek al centro. Alzala la testa, Frank, alzala. Al 18’ da una punizione dalla trequarti di Suso, Romagnoli incorna centralmente. Dopo pochi minuti Bani perde un pallone incredibile ai 40 metri, Castillejo e Piatek partono in 2 contro 1 verso la porta clivense, il polacco si allarga per portarsi via il difensore ma Samu, invece di sprintare dritto verso Sorrentino, è titubante e vuole assistere il 19 e il suo passaggio viene intercettato. Ma dai, oh! Queste occasioni vanno sfruttate.

Ora abbiamo il pallino del gioco ma non riusciamo a mettere mai palle adeguate per il nostro attaccante. Alla mezz’ora fraseggiamo bene a centrocampo con Suso che trova Paquetà al limite dell’area, Lucas si coordina per calciare ma viene toccato da dietro. Punizione da posizione ghiottissima tirata magistralmente da Biglia, con il pallone che si infila dolcissimo nel sette. Ma che bello! E come sono contento per Lucas!

Pochi minuti dopo il vantaggio Paquetà prende un altro pestone sul quale Pairetto non interviene, sugli sviluppi dell’azione Gattuso battibecca con Meggiorini e viene cacciato. No, dai! Un derby senza Rino in panchina non lo voglio vedere! Fatto sta che la squadra sembra accusare il colpo dell’espulsione di Rino ed arretra il baricentro. Il primo pericolo portato a Donnarumma arriva, infatti, al 39’ con Leris che strozza il destro. Dopo un minuto lo stesso Leris va al cross dalla destra, Conti è troppo molle in marcatura e si fa spostare da Hetemaj che incorna a fil di palo e pareggia. Non ci voglio credere.

Finisce un primo tempo in cui, pur senza fare nulla di particolare, avremmo meritato il vantaggio ed invece il Chievo, alla fine, ci ha dimostrato che senza la giusta attenzione non c’è mai nulla di scontato .

Al 49’ rischiamo grosso. Il solito Hetemaj, sugli sviluppi di un angolo, si sposta la palla sul destro e lascia partire un tiro-cross velenosissimo che Gigio smanaccia sui piedi di Meggiorini, il cui destro a botta sicura viene murato da Laxalt. Fiuuuuuuu, che rischio! Ragazzi svegliamoci che qua rischiamo di prenderle.

Conti, in evidente affanno, si becca il giallo. Paquetà, anche lui tra i peggiori oggi, lascia il posto a Calhanoglu. Condivido ancora. Hakan, tuttavia, non si mette mezzala ma largo a destra, con il propositivo Castillejo dietro Piatek e Suso a sinistra in un 4-2-3-1 disegnato per portare a casa i tre punti.

Cominciano finalmente ad arrivare palloni per Piatek che viene fermato prima da Depaoli e poi da Sorrentino. Al 57’ Calha recupera un bel pallone nella nostra trequarti e serve Kessie che si fa metà campo palla al piede prima di allargare su Suso. Jesus rientra sul mancino e scodella in mezzo un pallone che forse Castillejo tocca e allunga per Piatek che, di ginocchio, chiama Sorrentino al miracolo; la palla si impenna e il polacco tenta una rovesciata ma viene anticipato di testa. I gialloblu chiedono il fallo in gioco pericoloso ma Pairetto fa proseguire, Hakan rimette in mezzo per Castillejo che fa la sponda di testa e il Pistolero, in spaccata, impallina Sorrentino e ci riporta in vantaggio. Le proteste furiose dei clivensi mi suggeriscono di attendere. Il fallo potrebbe starci, in effetti, ma non averlo fischiato non è uno scandalo. Dopo 3 minuti di controllo VAR il gol viene convalidato e io posso finalmente sparare e partire con il coro: “Alè, Piatek alè, pum pum pum pum!”. Che goduria sto giocatore!

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Pochi minuti dopo Riccio, o Gattuso, fa un altro cambio azzeccato: fuori Conti dentro Calabria. Prendiamo in mano la partita soprattutto grazie a Biglia, che domina nel cuore del centrocampo, al frizzante Castillejo, che non molla mai e trova anche belle giocate, ed ai piedi gentili di Hakan, che pulisce decine di palloni e cambia campo con gran facilità. Al 73’ Kessie centopolmoni sventaglia verso Calha che si accentra e serve Suso che la acchitta ancora per l’accorrente Frank il quale, però, arriva poco lucido e cicca il destro. Se i piedi lo accompagnassero sarebbe il più forte centrocampista del mondo per distacco.

Di Carlo butta in campo tutti gli attaccanti che ha a disposizione ma non corriamo pericoli particolari ed, anzi, siamo noi a fallire un paio di ripartenze potenzialmente pericolose. Negli ultimi minuti tiriamo i remi in barca tornando al classico 4-5-1 con Borini al posto di Suso. L’ultima emozione la regala Romagnoli (anche oggi ottimo così come Musacchio) che per poco non trova un gol da urlo andando a deviare di tacco la punizione tagliata di Calhanoglu con la palla che fa la barba al palo.

A chi storce il naso anche oggi dico di aver fede visto che arriviamo al derby forti della quinta vittoria consecutiva, con il terzo posto consolidato e, finalmente, con un po’ di cambi a disposizione. Per tutto il resto c’è Piatek.

Comments

  1. Grande Anto, adesso diventa difficile togliere dall’undici iniziale Biglia e Castilleco, ma meglio averceli questi problemi. FORZA MILAN mettiamo la SESTA……!

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