Juve-Milan è sempre una partita particolare, anche se il distacco di valori e di punti è siderale. Mi avvicino alla partita con….no ragazzi, mi dispiace, stasera non ce la faccio. Perdonatemi.

Non sono un giornalista, sono un tifoso e in questo momento non riesco a focalizzare null’altro nella mia mente se non delusione e disincanto. Non mi sono mai sottratto al piacevole impegno che ho assunto con i ragazzi di “Papavanbasten” nel commentare le partite del nostro Milan, indipendentemente dal risultato, indipendentemente dalla prestazione. Chi ha letto almeno una volta i miei articoli sa bene che l’argomento arbitrale ha sempre un’importanza marginale e solo sfiorato nella narrazione, non essendo mai stato il sottoscritto un amante della polemica o del complottismo. Ho sempre preferito guardare al lato sportivo dell’evento.

Stasera non ci riesco, ve lo ripeto. Per me la partita è finita quando il Sig. Fabbri, in mondovisione, ha certificato che le regole non sono uguali per tutti. La mancata concessione del rigore per il mani solare di Alex Sandro, nonostante i 3 minuti di VAR, segna il punto di non ritorno. Quella decisione disgustosa ed inspiegabile mi ha tolto ogni emozione. Non ho esultato dopo il vantaggio di Piatek, non ho imprecato dopo la concessione del rigore con cui hanno pareggiato, non mi sono disperato per l’erroraccio di Calabria che ha permesso il gol di Kean, non ho bestemmiato per l’imbarazzante ammonizione di Calhanoglu, non ho gridato allo scandalo dopo il calcio che Mandzukic ha rifilato a Romagnoli in piena area di rigore. Ero, e sono tuttora mentre scrivo, in uno stato catatonico, inerme ed indifeso davanti a chi, con tanta arroganza, rovina la mia passione di una vita.

Mi direte che sono esagerato, che un episodio non può cambiare le sorti di un incontro, che anche l’Inter, ad esempio, ha subito un clamoroso torto dal VAR poche settimane fa. E vi do ragione in toto. Anche gli altri hanno subito qualcosa di simile, la partita dura 90’ e si può sempre cambiarne le sorti, ecc. ecc. Tutto verissimo. Se quello che è successo oggi fosse accaduto contro una qualsiasi altra squadra del pianeta non mi sarei sottratto al commento, avrei probabilmente urlato “Vergogna!” 10, 100, 1000 volte ma avrei anche avuto la consapevolezza che si trattava di un episodio sfortunato e che, magari, la domenica successiva tutto ciò sarebbe potuto accadere in loro sfavore. Perché è questa la differenza con il resto del mondo. A me non interessa avere il rigore dubbio domenica prossima. A me interessa capire perché a loro, a quelli con la maglia bianconera, nelle partite importanti o in quelle che sono in bilico, queste cose non capitano mai.

Scusatemi se in queste poche righe non ho parlato di calcio e non ho inserito immagini ma, visto che la rubrica si chiama “Io l’ho vista così”, ho solo provato a rendervi partecipi della mio senso di vuoto e di smarrimento.

A sabato. Ci sarà da soffrire, come sempre, ma almeno parleremo di calcio.

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