Ricordate il 1999? 20 anni fa il Milan di Zaccheroni fu costretto a vincere le ultime 7 partite per rimontare la Lazio e portare a casa lo scudetto. Oggi, a differenza di allora, non ci giochiamo il tricolore e siamo noi la lepre, ma la sostanza è la stessa. L’agguerritissima concorrenza per il quarto posto ci obbliga ai 3 punti dovunque e contro chiunque. La prima delle sette vittorie che ci occorrono l’abbiamo ottenuta sabato scorso, oggi, nell’orario peggiore per giocare e guardare una partita di calcio, siamo chiamati a ripeterci al Tardini, contro il Parma non ancora salvo. Non sarà affatto semplice. Per spingere i nostri ne arrivano in Emilia oltre 4.000. Che bello!

Gattuso mette Conti al posto di Calabria e Zapatone al posto di Musacchio, poi conferma gli stessi, con Borini ormai stabilmente nell’11 titolare. Dopo gli infortuni rimediati 20 giorni fa Gigio riprende il suo posto tra i pali mentre Paquetà va in panchina.  Il Parma presenta l’ex Kucka a centrocampo e Ceravolo che fa da spalla al sempre temibile Gervinho lì davanti.

Dopo 10 secondi loro hanno già un corner a disposizione. Al minuto 2 Kucka entra durissimo sulla caviglia di Bakayoko ma Valeri non fa una piega. Però, che bell’inzio. Al 5’ Suso si libera e mette in mezzo dove Borini, rientrando dal fuorigioco, colpisce male di spalla. 3 minuti dopo è Calhanoglu a sparacchiare alto dai 20 metri.

Spero siano segnali positivi ed invece, con il passare dei minuti, rallentiamo in maniera imbarazzante il gioco, quasi fosse una partita di fine luglio. Kessie sbaglia tantissimo, Suso prova e riprova il suo movimento senza mai premiare la sovrapposizione di Conti, Borini e Rodriguez dall’altra parte non arrivano mai sul fondo e Piatek è lasciato tutto solo nelle grinfie della difesa parmense. Al 13’ il Parma reclama il rigore per un’uscita bassa di Donnarumma su Ceravolo ma il replay dimostra che Gigio prende nettamente la palla. Al 18’ Kucka vuol farsi rimpiangere e si inventa una rovesciata fenomenale su un cross proveniente dalla destra ma la palla, fortunatamente, sibila vicino al palo alla destra di Donnarumma.

Un piccolo cenno di risveglio arriva al 26’ con la solita azione di Suso che centra ancora per Borini il quale, di testa, mette alto. Piatek prova a mettersi in proprio e calcia debolmente di destro dopo aver portato palla sino all’ingresso dell’area. Viviamo di (rarissime) azioni estemporanee, la velocità, il ritmo e l’aggressività non sappiamo nemmeno dove stanno di casa. Eppure dovremmo avere il sangue agli occhi. Sono sconcertato.

Negli ultimi 15 minuti del primo tempo riusciamo nella difficile impresa di peggiorare la situazione. Ogni qual volta siamo in possesso di palla sembriamo colpiti da letargia acuta, perdiamo contrasti, sbagliamo passaggi, persino l’appoggio più semplice viene fatto con una tale sufficienza che il pallone pare rotolare nell’erba alta per quanto viaggia lentamente. Il Parma prova ad approfittare di tanta anoressia di idee prima con Ceravolo che, su corner, anticipa Rodriguez con la palla che, per nostra fortuna, incoccia il gambone di Zapata e finisce fuori, poi con un tiro-cross velenosissimo che Gigio smanaccia e poi Gervinho alza sulla traversa.

Mi dirigo desolatamente verso i tortellini pronti in tavola. Non che mi aspettassi di vedere i ritmi dell’Ajax o delle altre squadre ammirate in settimana ma, maledizione, questo è uno scempio. Dovremmo mangiare l’erba, come si dice in gergo, ed invece sembriamo stare in campo solo per dovere di firma.

Finito il fugace pasto mi riaccomodo sul divano, che ormai, quando gioca il Milan, sta diventando un giaciglio di spine più che una confortevole seduta. Così come nel primo tempo bastano 10 secondi per ammirare la prima cazzata: Rodriguez, invece di avanzare nel vuoto, si blocca e cambia il campo in maniera orribile per Zapata, regalando il fallo laterale. Niente di che, sia chiaro, ma sono sempre segnali nient’affatto incoraggianti.

Al 52’ Calhanoglu telefona di sinistro a Sepe poi, lo stesso portiere emiliano, anticipa bene Piatek pronto alla deviazione di testa nel cuore dell’area. Timidamente proviamo a guadagnare campo.

Gattuso, finalmente, decide che è il momento di fare qualcosa e inserisce Cutrone al posto dell’acciaccato e diffidato Bakayoko. Si passa al 3-4-1-2.

Il cambio inizia a dare i suoi frutti e siamo molto più presenti nella loro trequarti campo. Kessie al 60’ calcia malissimo con lo stinco sinistro dal limite dell’area dopo aver raccolto la respinta della loro difesa. Ancora un pericolo da corner con Romagnoli che prolunga il cross di Suso ma Cutrone non ci arriva per poco. Dai Patrick, quanto vorrei che ti sbloccassi.

Gattuso prova a vincerla e toglie il deludente ed impreciso Conti e butta dentro Castillejo. Tempo due giri di orologio e Suso se ne va sulla destra, finta, controfinta e cross al bacio con il piede meno educato, Samu tutto solo incoccia e gira in porta il pallone del vantaggio. E andiamo! E’ bastato schiacciare leggermente l’acceleratore per bucarli. Forza ragazzi, grande Samu e un bravo pure al coraggio di Rino!

La partita sembra ora aver svoltato e li mettiamo spesso in apprensione non rischiando nulla. Al 72’ raddoppiamo con Cutrone che appoggia a porta vuota l’assist di Piatek ma la punta della scarpa del Pistolero è leggermente al di là della linea al momento del lancio e il fiscalissimo VAR annulla. Dura lex, sed lex.

Al 75’ Gattuso si gioca l’ultimo cambio e toglie Calhanoglu dal cuore del gioco sebbene stesse sensibilmente migliorando la sua prestazione in quella posizione per inserire Biglia e, soprattutto, per passare al 4-4-2 con Borini chiamato a fare il terzino destro. Non comprendo davvero.

Fatto sta che la squadra recepisce il messaggio ed arretra il baricentro. Tra il 79’ e l’81’ il Parma rischia di pareggiare prima con Siligardi che approfitta di un’indecisione di Donnarumma in uscita, lo salta e calcia sul palo, poi con Kucka che vince il contrasto con Biglia e calcia alto di pochissimo. Ci sarà da soffrire parecchio anche perchè giochiamo praticamente in 10 vista la botta presa da Cutrone che gli impedisce di correre.

Il centrocampista argentino, in particolare, è entrato davvero male in partita : si è già beccato un giallo, ha perso tutti i contrasti e sembra passeggiare in campo. All’85’, ancora lui, sbaglia l’ennesimo pallone e lancia il contropiede avversario, Sprocati, largo a sinistra, punta Borini e si accentra. Il buon Fabio invece di temporeggiare lo stende al limite dell’area. Già so come andrà a finire ed, infatti, la punizione perfetta di Bruno Alves che si insacca alla destra di Donnarumma non mi sorprende affatto. Mamma mia quanto sto incazzato.

Nei 6 minuti di recupero, oltre ad un sinistro a giro di Suso deviato in angolo, abbiamo la fortuna di apprezzare un calcio d’angolo a campanile di Borini che rende del tutto inutile l’ultimo disperato tentativo della nostra contraerea.

Pasqua amara, ancora una volta, per i nostri colori. 5 punti in 6 partite, con l’unica vittoria arrivata su rigore, sono un bottino magrissimo per chi lotta per un posto nell’Europa che conta. Mentre scrivo sono ancora in corso le partite del pomeriggio, quindi non so se a fine giornata la Dea bendata inspiegabilmente arriderà ancora alla pochezza di questo Milan. Ma, per la misera, è davvero triste avere la consapevolezza di non poter mai contare sulle nostre forze.

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