Rimane un lumicino piccolissimo per la Champions League. Per tenerlo acceso serve una vittoria contro la Fiorentina, altre opzioni non son prese nemmeno in considerazione.

Le formazioni

Gattuso ha poco da scervellarsi, la formazione ideale è praticamente obbligata, la logica impone gli 11 che poi manda in campo.

Confermato Abate che con la sua esperienza può dare un apporto importante, meno con i cross e schierato dal primo minuto il fenomeno Borini che dopo il gol al Bologna è lanciato verso la conquista del pallone d’oro, anche al netto delle eliminazioni di Messi e Ronaldo in Champions.

 

La Fiorentina lascia in panchina il Cholito, affidandosi al Ronaldo dei poveri Muriel e all’aiuto divino che può dare Chiesa.

La cronaca

Pronti via e la curva della Fiorentina abbandona lo stadio, Montella sorride ovviamente e inizia ad incitare i suoi che partono bene.
Il fenomeno colombiano Muriel punta l’area e si rende subito pericoloso. La viola sembra in palla.

Dopo 3′ minuti, finisce l’effetto della positività infusa dal sorriso del mister e il Milan prende il controllo. Tanto possesso ma anche tanti errori e poca precisione in area, specialmente con Suso che pur di calciare di destro, finisce per centrare Lafont in pieno buttando così una buona occasione.
Pochi minuti dopo però i nostri concretizzano il dominio, cross di Suso e spizzata di Calhanoglu che insacca nell’angolo basso. Dal Franchi sono certi di aver visto un buco nero aprirsi a seguito del clamoroso evento.


1 a 0 e palla al centro. La viola sembra in vacanza, ma al Milan giocare da solo non piace. Quindi baricentro basso e possibilità di attaccare agli avversari che per nostra fortuna hanno la convinzione di uno studente già bocciato in un interrogazione all’ultimo giorno di scuola.
Finisce il primo tempo con l’idea che la Fiorentina possa reagire.

Si riparte in sofferenza, le preghiere di Montella iniziano a fare effetto, Chiesa carbura e con Mirallas crea un paio di occasioni neutralizzate da Donnarumma e Romagnoli in versione Batman e Robin alla difesa della porta.

Il Milan prova ad affidarsi a Piatek, ma il bomber in questo periodo sembra senza forze, c’è carenza di salnitro e la polvere da sparo manca. Arrivano pochi palloni ma li sbaglia tutti. Oseremmo dire che sembra quasi Kalinic.

A 15 dalla fine, anche Gattuso rivede il croato in lui è lo sostituisce con Cutrone prima che decida di segnare nella porta sbagliata. L’ingresso di Cutrone è accompagnato dall’incitamento al pubblico che non può mai mancare questo come sempre gli vale mezzo voto bonus.

Si entra nella fase finale, i viola cercano l’assalto finale senza mai essere pericolosi, anche perché un grande lord Borini nel momento più delicato, riesce a tenere e recuperare palloni importantissimi.

L’arbitro da 5′ di recupero che saranno lunghissimi, ma non bastano per togliere al Milan 3 punti d’oro.

Da segnalare Borini che esce ancora sanguinante, all’ultima giornata di questo passo verrà ricoverato.

Restiamo in corsa per la Champions ma abbiamo bisogno di un aiutino esterno….. Un colpo gobbo

TOP & FLOP

Top:

Borini: dopo la scorsa partita aveva dichiarato “ogni partita deve finire col sangue per vincere”. Gli avversari lo prendono troppo alla lettera e gli aprono la testa. Tuttavia disputa una buona partita di quantità e corsa. #LucaAbete

Calhanoglu: a fine campionato, dopo 92 tiri in porta, capisce che è il momento di lasciare perdere i piedi e segna un gran gol di testa. #MeglioTardiCheMai

Abate: barba e capelli da vichingo e si va a lottare contro gli attaccanti della Fiorentina. #Asterix

Mirallas: ex Olympiakos decide di farci rivivere l’incubo dell’esclusione dell’Europa anche oggi, per fortuna non ci riesce. #Neutralizzato

Flop:

Kessie: la sua dote più grande non è la forza fisica, ma la capacità di riuscire a rovinare nel giro di 1 secondo tutto ciò che aveva fatto di buono un attimo prima.#Disaster

Laurini: prova a spingere e a difendere ma fa ridere in entrambi i casi oggi si direbbe abbia cambiato nome in Luca Laurentini.#AvantiUnAltro

Edimilson Fernandes: velocitá, tecnica e dribbling…questo sarebbe ciò che avrebbe espresso in campo se fosse stato bravo quanto suo cugino Gelson Fernandes, invece fornisce una prestazione disastrosa.#CuginoDiCampagna

Piatek : il campo di Firenze gli ricorda un grande attaccante che è passato da quelle parti e decide di emularlo come meglio non potrebbe. #Kalinic

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