(di Giorgia Magni)

C’era una volta un libro meraviglioso, quelle cose che ti capitano di rado ma quando le incontri incrociano tutti i tuoi sentimenti. C’era una volta la pagina Facebook di questo libro, che continuava a portare avanti le piccole bellezze sparse qua e là. C’era una volta il Mondiale di Calcio Femminile, finito sotto gli occhi del pubblico non tanto per meriti, purtroppo, quanto per sottrazione: gli uomini hanno fallito, dobbiamo riempire i palinsesti e fare qualche ascolto in più, ci piazziamo le donne. C’era una volta una coppia di ragazze calciatrici che si scambiano un bacio prima (o dopo non ricordo ma conta poco) di una partita. Ed ecco cosa c’è ora: una massa di neuroni marci che non riescono a partorire nulla se non commenti relativi a reazioni sessuali avute vedendo quella foto; reazioni sessuali avute guardando le svedesi giocare; reazioni sessuali avute immaginando le due squadre di donne affrontarsi in altri giochi di altro tipo.

E via dicendo.

Ora, al netto che ci fa piacere che abbiamo un apparato genitale funzionante, che testimonia tutto il loro testosterone, ci chiediamo però se non sia il cervello stesso ad avere avuto una reazione del cazzo. 37 anni di vita li ha chi vi scrive, di cui almeno almeno 31 trascorsi a giocare a calcio su campi infami, perché quelli belli erano per i maschi; trascorsi a raccattare gli orari più infami per gli allenamenti, perché la fascia migliore la prendevano i maschi; trascorsi a sentirsi chiamare “maschiaccio”, a vedersi regalare bambole per allontanare la mania del pallone, a sentirsi dire che “avrai le gambe brutte e segnate”, e poi ovviamente a sentirsi dare della lesbica. Eh si, perché a quanto pare pensare che al mondo esistano persone omosessuali, e che queste siano libere di scegliere lo sport che vogliono, pare un ragionamento troppo alto. Meglio il binomio calcio femminile = lesbiche, e danza maschile = gay. Così sappiamo tutti come collocare l’eccezione e siamo più tranquilli e sicuri che ciò che è per femminucce avrà sempre il fiocco rosa, e ciò che è per i maschietti avrà sempre il fiocco azzurro. 

Ecco, per quanto riguarda il calcio femminile questa considerazione è davvero una rottura esagerata di palloni. Io sono eterosessuale, ho amiche lesbiche alcune delle quali giocano a calcio, altre hanno scelto altri sport, altre odiano anche solo sentire accelerare il battito cardiaco per uno sforzo. E poi sì, ci sono quelle ragazze omosessuali che scelgono di giocare a calcio perché pensano di trovarci terreno di conquista e caccia grossa, e fanno male al calcio femminile tanto quanto allo sport tanto quanto al movimento LGBT. Ma si sa, se ti senti emarginato ti autoghettizzi, e il pregiudizio vince. Lo stesso male lo fanno tutti quegli uomini che si sono buttati nel calcio femminile per la stessa identica ragione, per essere circondati da donne giovani e magari carine, per capire se davvero sono lesbiche tutte e mettere il loro ruolo di maschio Alfa al servizio del cambiamento, sai mai che arrivino loro e gli fanno cambiare idea.

E poi c’era una volta un dirigente della Federazione che considera le calciatrici “quattro lesbiche” che non meritano nemmeno di essere pagate. E da qui chiudiamo il cerchio tornando ai commenti sotto quella foto, che in Italia diventa la foto del giorno perché ancora è eccezione che qualcuno si ami a prescindere. E così dalle “4 lesbiche” finiamo per arrivare al “dai dillo che a vedere questa foto ti è venuto duro”. E così capiamo che io successo mediatico raramente si accompagna al successo e al mutamento culturale. Ma se siete stati lettori di questo libro meraviglioso che è “Papà, Van basten e altri supereroi”, dovete aver avuto per forza amore e tenerezza nel cuore per amare il Milan, per amare Marco, per amare il papà e il calcio… e allora non posso credere vi sia rimasto spazio per tanta ignoranza. Quindi mi piace pensare che quei commenti siano di gente che il libro magari l’ha anche preso, ma a parte l’indice e il titolo, non ha letto una parola, o nella migliore delle ipotesi, ha letto e non ha capito davvero niente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *