C’era una volta il calciomercato dei Supereroi. Un mercato che portava solo grandi regali.

Il precursore di queata cultura fu Berlusconi, che, pazzo del Milan, lo riempiva di regali come fosse una bellissima donna.
Dal suo avvento in pochi anni i rossoneri avevano tutto ciò di meglio che la piazza proponesse. Dai migliori italiani, ai migliori stranieri.

Eravamo talmente viziati che nonostante ci fosse la regola che limitava il numero di stranieri in campo, noi ne compravamo anche a costo di mandarli in tribuna, acquistavamo palloni d’oro in carica che qua a Milano apparivano quasi come giocatori normali in mezzo a tanto talento, vedi Papin per esempio.

Poi un giorno la magia finì, con l’avanzare degli anni al Cavaliere calò il desiderio verso il Milan, troppe spese e troppe donne da mantenere, fatto sta che la politica cambiò.

È così che si passo dai Supereroi ai SuperErrori!!!

I successi non saranno stati più quelli di un tempo, non ci saranno più stati Van Basten, Kakà o Shevchenko. Ma volete mettere la gioia che da la speranza di aver comprato finalmente qualcuno di buono una volta letti una serie di nomi che di altisonante avevano ben poco?

Tutto inizia molto lentamente, ma il vero primo stacco si nota dopo lo scudetto 2011. Tutti siamo pronti per il Mr. X dall’occhio ceruleo, Fabregas, Hamsik o De Rossi. Invece qualcosa va storto e arriva un Aquilani in prestito gratuito con diritto di riscatto. Un po’ come quando compri un vestito su Wish, in foto è l’abito dei tuoi desideri, in realtà è un pezzo di carta pesta ad alto rischio infiammabilità.

La Rosa comunque è buona e ci vede protagonisti, ma a Gennaio, Galliani si vede costretto a diventare la Maria De Filippi della situazione, bloccando la cessione di Pato (e di conseguenza l’acquisto di Tevez) per non spezzare il cuore a Barbarella.

Questo di fatto è il colpo del KO vero. Il Papero non si rilancia, la Juve tra qualche furto e i gol di Matri e Quagliarella si porta a casa lo scudetto e Berlusconi che già assapora il – 1 alla seconda stella sembra voler mollare.

A giugno via Ibra e Thiago Silva oltre agli addii dei senatori a fine contratto e dentro grandi campioni del calibro di Acerbi, Bojan, Niang, Traore, Pazzini, Zapata, De Jong e Montolivo. Cosa chiedere di più? Mancava solo chiamarsi All Stars per rendere l’idea di grandezza.

Tutto prende una brutta piega, il Milan chiaramente arranca, si campa sull’esplosione di El Shaarawy che però da sola non basta, allora Galliani, con un colpo di coda, a Gennaio si assicura SuperMario Balotelli che grazie ai suoi gol riesce a portare ancora una volta il Milan in Champions.

I giorni però erano chiaramente contati, la nostra squadra era solida quanto Redondo una volta approdato il rossonero. Siamo nel 2013 e il sogno di mezza estate si chiama Honda. No, non volevamo farci un giro in moto, parliamo di Keisuke, l’uomo che indossava gli occhiali da sole anche di sera. Ricordo ancora le preghiere al fine di vederlo in rossonero già ad Agosto, ma purtroppo (o per fortuna) non avevamo 2 mln da dare al CSKA Mosca e ci toccò aspettare gennaio.

La stagione parte ancora peggio di quella precedente, Allegri viene esonerato e ora anche gli allenatori saranno un SuperErrore dopo l’altro.

Si inizia con Seedorf, che recupera un minimo la situazione, ma finisce comumque ottavo.

Si prosegue la stagione dopo con Inzaghi, che si dice entusiasta di trasmettere il Milanismo e finisce per creare un catenaccio imbarazzante basato sul solo Menez che anziché studiare gli schemi in settimana, si dice studiasse le discese di Alberto Tomba per replicare le serpentine la domenica. Il tutto si conclude con un bellissimo 10 posto.

Il popolo rossonero è stanco, ed ecco allora che si passa all’era del closing. Si inizia con Mr. Bee Touchmyball o qualcosa del genere, comunque il cognome suonava così ed è un po’ quello che facevamo noi quando tutti ci garantivano un grande Milan. Le promesse sembrano venir mantenute, 70 mln per il mercato ed è subito magia. Martinez e Kondogbia per sognare, peccato che in 2 giorni da praticamente ufficiali, diventano sfumati. Da grande volpe Galliani si butta su Bacca, Luiz Adriano e Bertolacci. La cosa bella è che su 5 giocatori, in ogni caso nessuno si è rivelato all’altezza. Senza contare poi il mitico Mauri a costo zero. La guida stavolta va a Mihajolovic, che pur dando dei valori ai ragazzi non entusiasma, tanto che la stagione la finisce Brocchi, pupillo di Berlusconi che almeno si brucia in 8 partite senza bisogno di provarlo per una stagione intera come nel caso di Inzaghi . Rimaniamo fuori dalle coppe un altra volta, però stavolta siamo giustificati, perché il Sassuolo è quasi forte come il Barcellona e ci può stare.

Nel frattempo Mr. Bee fa perdere le tracce, Berlusconi si tiene il Milan e rilancia la carestia. Il nuovo motto è “Abbiamo una rete di oltre 100 giovani“, peccato che non ne arriva mai nessuno e quelli che arrivano non giocherebbero nemmeno al giovedì sera con noi a calcetto.

Per ovviare alla tristezza dei tifosi, viene scelto l’allenatore più positivo e sorridente di sempre, Mr Montella. Ci si riprova, con il bel gioco e con le idee. La squadra latita, è davvero scarsa, ma raggiunge comumque un sesto posto e quindi l’accesso all’EL oltre che la Supercoppa italiana contro la Juventus. Inizia a vedersi un lume di speranza. Durante la stagione prosegue la cessione del Milan che a giugno lo consegna tra le mani di Mr. Lee, che specifichiamo, non è quello dei famosi Jeans.

La vecchia dirigenza esce di scena lasciando spazio a Mirabelli e Fassone. I 2 si presentano dicendo che hanno circa 200 mln di budget, il Milan ne ufficializza uno alla settimana, arrivano insieme Borini e Kalinic e capite che non si può far altro che sognare. 10 acquisti e Cutrone in rampa di lancio, la tavola è pronta. I milanisti sono gasati a mille, impossibile non arrivare quarti…. E invece…..

Invece a Montella scoppia il cervello, all’improvviso decide di dar da mangiare solo verdure ai suoi, neanche fossero ruminanti, con il conseguente calo della forma fisica. Al tutto va aggiunto un tiki taka in area di rigore, tattica che anziché disorientare gli avversari, disorienta i calciatori del Milan stessi. Detto fatto, tutti a tavola, ma il cameriere Montella serve un disastro totale. A Novembre l’esonero in favore di Gattuso.

Si torna a chiedere aiuto ai Supereroi, agli amici di un tempo. Rino dopo qualche impaccio iniziale sistema le cose, torna a dare la carne da sbranare e non i frullati di verdura. La squadra corre e ha fame, i risultati migliorano, si salva il salvabile, anche se il finale non è dei migliori. Se non altro torna la fiducia. Ancora, nuovamente, perché noi milanisti alla fine qualcosa di positivo a cui aggrapparci lo troviamo sempre.

A fine campionato però, i cinesi di mr.Lee salutano. Dopo aver pagato fior di quattrini, lasciano il Milan a Elliott per 2 noccioline e 2 pacchetti di Vigorsol.
Nuovo cambio dirigenziale, nuovi vecchi amici in arrivo, Leo e Paolo e altre preghiere.

Si parte con Higuain, l’attaccante che mancava, Kalinic era scarso e Silva e Cutrone acerbi. Il gioco è fatto, il quarto posto è già cosa certa (per l’ennesima volta).

È una stagione di alti e bassi, il Milan non convince mai, ma a Marzo la cavalcata sembra trionfale, Higuain fallisce ma arriva Piatek, Jack si rompe ma arriva sua maestà Paquetà. Poi per una serie di congiunzioni astrali, il Milan smette di funzionare, Gattuso di ragionare e stavolta è l’Atalanta a farci fuori. Anche i SuperEroi tornati ad aiutarci prendono le sembianze di SuperErrori, Leo e Rino salutano, a Maldini viene data una seconda chance.

Finalmente arriviamo ad oggi, ancora una volta con una speranza, che forse racchiude le speranze di tutti questi anni, l’allenatore dal bel gioco, la dirigenza solida, i giovani promettenti e la buona base.

Nonostante il nostro debole per i SuperErrori, preghiamo di poter finalmente tornare ad appendere qualche poster di nuovi Supereroi che da troppo tempo mancano nelle nostre camerette.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *