(di Simone Orom Samorani)

Prima la gialla e poi la verde.
Un po’ tutte le mattine da qualche settimana a questa parte viaggio su queste due linee, andata e ritorno. All’andata è quasi impossibile tirare fuori il proprio smartphone ma al ritorno di solito riesco a scrollare avanti e indietro cercando di capire dove stiamo andando, che cosa succede in città e quindi a casa mia.
Poco e niente, siamo arrivati quasi sempre dopo su diversi giocatori che hanno già promesso amore ad altri e quindi, quindi li lasciamo sposare, in tutta tranquillità.
Non sono l’AD del Milan e non ho alcuna carica societaria però sentendo le interviste e le dichiarazioni di una cosa ero certo: ripartiamo da chi desidera e vuole giocare in questa squadra. Questo mi rasserena, mi tranquillizza, perché infondo a chi sono legato veramente sono proprio quei 4/5, che anche quando qualcuno “trottolava” verso metà Maggio, loro entravano e per lo meno provavano a spaccare la partita.

Tutto ti aspetti, ma davvero tutto, ma questo no.
A titolo definitivo.
Per due spicci.

Per comprare una promessa francese e un giocatore che in 40 partite di Liga ha fatto meno assist di quelli che puoi contare su una mano. In tutto? 85 milioni, o meglio, ad oggi leggo queste cifre.
È giusto cercare di fare cassa, qualcuno deve pur partire, ma se parte lui, che cosa rimane?
Rimane quello che c’è stato negli ultimi 7 anni: un viavài di giocatori mendicanti il dio denaro non volendo conoscere il dio del calcio.

Ciarlatani e osannatori di Higuain e Caldara, dove eravate il 3 agosto 2018?
Li, a credere che la risoluzione dei problemi fosse arrivata per magia.
Bisogna sudare per la maglia.
Bisogna arrivare un’ora prima tutti i giorni per una maglia.
Bisogna essere seri con la propria vita per meritare una maglia.
Patrick, lo sappiamo tutti, non era nè Sheva nè Kakà: era forse un po’ di più.

Si perché in un Milan senza gli stessi Kakà e Sheva, che potevano risolverti la partita in mezza azione, c’è bisogno di gente che trasmetta i valori di quei colori.
A Patrick, non glieli ha trasmessi nessuno nello spogliatoio: non c’era bisogno.
Quando i valori sono nel DNA, io giocherei con 11 Cutrone.
Anzi, 25.

Ah, avete già dimenticato?
“11 Cutrone in campo e si torna a vincere e convincere. “

Non so, magari ci andiamo in champions. A me il calcio estivo fa venire in mente l’Inter e Montella, quindi niente di buono.
Magari facciamo una stagione perfetta e dovrò chiedere scusa.
Ma oggi, oggi io non devo chiedere scusa a nessuno.
Oggi vorrei solo bere una birra fuori dallo stadio, entrare e sentire la curva cantare:
“Se c’è in campo Cutrone
Se c’è in campo Cutrone è goal. “

Per tanti sarai ricordato come una plusvalenza
Per me rimarrai il pungiglione Cutrone
Con la maglia numero 63
Con le lacrime in faccia
Con la rabbia di chi non entra neanche questa partita
Con la rabbia di chi esce troppo presto anche in questa partita…
…Che se entrava dal primo minuto o al novantesimo,
Dava tutto
Come nessuno da 7 anni a questa parte aveva mai fatto.
Ditemene uno,
Avanti.

Grazie Patrick!

Forza Milan, anche oggi, per sempre.

 

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