Dopo aver stimolato i vostri stomaci e avervi generato incubi notturni con il ritratto di Nikolino, oggi non possiamo che parlarvi del compare di funzionalità del Supereroe croato, si, perché loro due sono come il gatto e la volpe, due inseparabili pippe, pronte a deliziarvi a colpi di calcio funzionale.


Signori e signore, oggi vi racconteremo la storia del Lord italiano, Sir Fabio Borini.

Ci troviamo nella provincia di Bologna, più precisamente a Bentivoglio, dove il 5 Gennaio 1988 venne al mondo il piccolo Fabio, ignaro di essere il prescelto per la conquista del territorio inglese.

L’infanzia di Fabio fu serena e tranquilla, tutti gli volevano bene e cercavano di non fargli mancare nulla, il prescelto doveva crescere sano e forte prima di espatriare alla conquista oltremanica.

Il passatempo preferito oltre al calcio era la caccia insieme al nonno, la domenica mattina salivano sulla panda e andavano a cacciare le anatre. Fabio si divertiva un mondo con il nonno, ma imparò anche moltissime cose, che tutt’ora porta con sé. Se vi state chiedendo perché i suoi tiri vadano sempre ad almeno 30 metri dalla traversa, la risposta è semplice, lui è un cacciatore dentro, e ogni piccione che passa sopra gli stadi è un piccione morto.

Nel 2007 però, quando il ragazzo fu pronto dopo anni di giovanili nel Bologna , arrivò la vocazione inglese. A chiamarlo fu il Chelsea che lo presentò come uno dei maggiori prospetti dell’epoca, dotato di notevoli proprietà balistiche ed abile nella lettura delle azioni.

Il primo anno da Blues il nostro Fabio lo passò nella squadra delle riserve, dove in 11 partite segnò 10 goal, alimentando le false speranze che si erano create su di lui.

Nel 2009 Carlo Ancelotti lo portò in prima squadra, ma da li in poi non riuscì più ad essere incisivo. Conscio dei suoi limiti il nostro “enfant prodige”, dopo mesi di notti insonni a capire come poter trasformarsi, si ricordò di un cartone animato che guardava prima di andare a caccia con il nonno, Bob l’aggiusatutto.

Da lì, da questa intuizione, la vita del Boro cambiò, decise che per sopperire ai suoi piedi da fabbro, doveva rendersi un camaleonte del Football, qualsiasi ruolo gli venisse chiesto, lui lo avrebbe fatto con mediocrità.

Nel 2011 venne ceduto in prestito per 6 mesi allo Swansea, club gallese che militava nella seconda serie inglese. Lì il nostro eroe riuscì a contribuire alla promozione del club in Premier League ricoprendo ogni ruolo dell’attacco.

Speranzoso di avere una seconda chance con i Blues ritornò a Londra, ma l’accoglienza di Abramovich fu la stessa di quando vai in discoteca ed il buttafuori non ti vuole fare entrare perché sei in tuta ed infradito.

Sconsolato, sua scarsità tornò in Italia per riavvicinarsi alle sue origini, a Parma però, disputò una sola gara ufficiale il 21 Agosto 2011, tanto bastò alla Roma per fiondarsi su di lui ed aggiudicarselo in prestito con diritto il 31 Agosto.

Nella capitale ebbe qualche di lampo di genio come la doppietta rifilata in un 4-0 all’Inter, ma per il resto restò fedele al mantra della mediocrità.

Al termine del prestito, Parma e Roma non riuscirono a trovare un accordo, per non farsi scappare a gratis il gioiellino di Bentivoglio, decisero di risolvere la cosa definitivamente con le buste.
Fabio e i rappresentanti delle dirigenze delle due squadre si ritrovarono negli studi di Canale 5, Maria De Filippi venne designata come arbitro imparziale della contesa che si svolse a “C’è posta per te”.
Fabio aprì la busta e trovò la Roma ad aspettarlo a braccia aperte.

Neanche il tempo di gioire che i telefoni squillarono, era Brendan Rogers, suo ex allenatore ai tempi dello Swansea, che lo voleva a Liverpool. Fabio ebbe paura di tornare in Inghilterra, ma alla fine accettò, il lord era di nuovo a casa, pronto a diventare il quinto Beatles.

Ad Anfield occupò un posto in uno dei tridenti d’attacco più forti di sempre, dopo il Gre-No-Li ci fu il Ba-La-Bo:
Balotelli-Lambert-Borini
Roba da orgasmo calcistico.

Nel 2013 venne ceduto in prestito al Sunderland, qui decise di trasformarsi in super sayan per provare a sfruttare l’occasione, fa anche discretamente bene, ma non venne riscattato e ritornò con un DHL a Liverpool.

Il 30 Giugno 2017, in segno della sua mediocrità, divenne anche lui un “cosa formale” dell’accoppiata Stanlio e Ol…Fassone e Mirabelli.

Da quel giorno entrò a far parte della famiglia rossonera, occupando il posto del cugino che nessuno calcola, quello che alle cene di famiglia dove lo metti sta, ed è stato proprio così, attaccante, ala, mezzala ed addirittura terzino sotto la guida di Gattuso. Ma la cosa più bella di tutte è che a differenza di Kalinic, le prodezze di Medioman Borini ce le godremo ancora per molto, mooooooolto tempo.

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