Come tutti i milioni di tifosi rossoneri del mondo speravo, agognavo, immaginavo un esordio diverso. Il risultato mi interessa, ci mancherebbe, ma brucia di più il nulla cui ho assistito nei 95 minuti del Friuli. Speravo, agognavo, immaginavo soprattutto che il gioco ruminante e lento dell’ultimo lustro fosse finalmente diventato un brutto ricordo, grazie alle idee di Giampaolo, uno che, negli anni scorsi, tanto bene aveva fatto giocare la Samp.

Mi illudevo, è evidente.

Dire che c’è tanto da lavorare è una banalità che, a inizio campionato, appartiene a tutte le squadre che presentano nuovi allenatori. Ecco, se proprio vogliamo utilizzare la classica metafora del cantiere, diciamo che a Milanello devono ancora buttare giù la casa che hanno deciso di ricostruire. La mentalità mostrata stasera, infatti,  è la stessa di quella degli anni passati, con l’aggiunta di una condizione fisica che appare alquanto imbarazzante. Il risultato: una prestazione degna delle peggiori partite del Milan gattusiano, montelliano, brocchiano, inzaghiano e chi più ne ha più ne metta.

Dopo un primo tempo sconcertante abbiamo avuto l’onore di assistere ad un secondo tempo persino peggiore perchè nella prima parte, quanto meno, avevamo evitato che l’Udinese portasse pericoli alla porta di Donnarumma. Al 45′, infatti, il tabellino recitava zero tiri nello specchio per entrambe le squadre, sebbene i bianconeri avessero già dato una parvenza di pericolosità quando provavano a verticalizzare. Ed infatti, nel secondo tempo, i ragazzi di Tudor, consci della pochezza del Milan, hanno cominciato a colpire più duro, calciando da fuori, pressando più alti e guadagnando campo e calci d’angolo. La logica conseguenza è stato il solito gol preso su palla inattiva (ulteriore arredo della vecchia casa che Giampaolo deve affrettarsi a buttare giù) grazie alla capocciata di tale Rodrigo Becao, carneade brasiliano al primo gol in carriera! Non ci facciamo mancare niente noi.

Il 4-3-1-2 del Milan, invece, è statico e molle per tutti i 90 minuti. Castillejo seconda punta è davvero un fantasma (una sola giocata degna di nota), il fu Pistolero anche (con l’aggravante per lui di essersi fatto bruciare dal recupero di Troost Ekong nell’unica occasione potenziale che ha avuto in partita), male in costruzione sia Paquetà che Calhanoglu. Borini quando riceve palla mostra tutti i suoi limiti tecnici e di idee. Male male anche i terzini, soprattutto Calabria. Le uniche piccole note positive sono le buone sensazioni date dal dinamismo di Leao e dalla personalità di Bennacer che sembra non aver paura di farsi affidare il pallone sui piedi.

Capitolo Suso. Sono della scuola di Fabio Capello: per me non può giocare da fantasista. Non ha progressione nè velocità di pensiero per giocare in quella zona di campo. L’ho sempre pensato, lo confermo anche oggi, alla prima giornata. L’amara sensazione che ho avuto per l’intera partita è stata quella che per aumentare la nostra pericolosità lo spagnolo avrebbe dovuto allargarsi nella sua solita zona di campo. Giampaolo è chiamato a decidere in fretta. Se prevarrà la sua idea di giocare con il trequartista, in assenza di novità di mercato in questi ultimi 7 giorni, ha l’obbligo, a mio avviso, di provare altre soluzioni in quel ruolo, che vadano da Paquetà a Calhanoglu, passando per Bonaventura. Viceversa, se in lui prevarrà la pragmaticità di adattarsi agli uomini che ha a disposizione, rimetta Jesus nell’unica zona del rettangolo di gioco in cui, a sprazzi, rende.

Personalmente propendo per la prima soluzione perché mi piacerebbe puntare su un’idea più che su un giocatore. E inoltre, a dirla tutta, un altro anno con il piede invertito non so se lo reggerei.

Infine, ritengo inutile farsi illusioni particolari su quest’ultima settimana di mercato. Gli uomini verosimilmente saranno più o meno questi. La speranza è che Giampaolo faccia in fretta a radere al suolo la mentalità sparagnina cui sono abituati, iniettando al più presto idee e fiducia nella loro testa. Sui loro piedi, invece, potrà ben poco. Facciamocene una ragione.

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