Esordio casalingo per il Milan già retrocesso dopo la sconfitta di Udine, che gioca per l’onore contro il Brescia.

Le formazioni

Squadra che perde malamente va cambiata. Confermato il blocco difensivo, rivoluzionato il centrocampo con Bennacer a dirigere il suo primo film a tinte rossonere, Kessie che può tornare ad arare il campo di San Siro con il suo trattore e Calhanoglu che grazie ad una duttilità “Boriniana” trova sempre posto.

Suso e Castillejo supportano il tronista più bello d’Italia su concessione di Maria De Filippi, mettendo così in panchina Piatek che può così continuare a giocare a Red Dead Redemption dalla panchina.

 

Il Primo tempo

Parte subito bene il Milan che va ad occupare la metacampo avversaria con decisione, il Brescia, probabilmente avendo visto i disastri di Udine, tiene il gioco con coraggio e la partita sembra quasi un match di serie A.

Al minuto 11, Suso, fingendo di dover parlare col guardalinee, prende occasione per andare nel suo orticello in angolo a destra, da dove confeziona un cioccolatino che il miglior Kebabbaro di Milano deve solo infilare di testa.

1 a 0, Calhanoglu, e tutto sembra mettersi bene. André Silva grazie al suo ciuffo alla Johnny bravo, riesce a tenere a distanza gli avversari e a favorire gli inserimenti dei compagni che lasciano intravedere giocate piacevoli. Calabria cerca sempre di favorire gli avversari, Rodriguez si ingobbisce come non ci fosse un domani, ma per il resto i nostri sembrano avere tutto sotto controllo.

Il secondo tempo

Primi 10′ di equilibrio, spezzati dai cambi di Giampaolo che decide di togliere un funzionalissimo André Silva, per un Piatek disorientato. Con questo cambio verrebbe da pensare a grandi miglioramenti, invece il polacco sembra più solo di Robin Williams in Jumanji, non ne tiene mezza e il Brescia prende campo.

In questi momenti tornano buone le lezioni di Catenaccio di Gattuso che fanno sì, che il Milan possa tener botta senza particolari affanni.

Nel finale, il ritorno al 433 e soprattutto il pallone d’oro del precampionato Borini, fanno sì che il Milan torni a creare occasioni legittimando la vittoria e confermando che la maglia numero 9 porti sfiga, visti i gol clamorosi mancati da Piatek nelle ultime battute di gioco

TOP E FLOP

TOP

Bennacer: Finalmente un po’ di tecnica e geometria a centrocampo. Avrà studiato infinite leggi matematiche per calcolare traiettorie di passaggio che solo lui vede #DecisamenteBENnacer

Calhanoglu: arrivato per il suo modo pregevole di calciare, ultimamente segna solo di testa. Probabilmente l’avrà invertita con i piedi. L’importante comunque, è che trovi il gol #KebUP

Tonali: l’esordio in uno stadio gremito, contro campioni del calibro di Calabria e Borini, non lo spaventa. Gioca con personalità e intraprendenza. #GoldenBoy

FLOP

Spalek: colleziona più fuorigioco che palloni toccati. All’ennesimo offside, quasi ci rimette le penne il suo compagno in panchina per la rabbia di Corini. #ConLeSpalekAlMuro

Castillejo: solitamente uno stuzzicadenti prima viene usato e poi spezzato e buttato. Oggi a lui succede la stessa cosa: sovrastato fisicamente da tutti ed alla fine esce per infortunio. #Samurai.

Calabria: a settembre gli scolari fanno l’abbonamento al bus, lui sembra aver fatto l’abbonamento per finire nei flop. Ogni partita sempre peggio. #Debito

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