Da buon palermitano sono molto sensibile al fascino del mercato.

Se vi capiterà un giorno di venire in visita nella pittoresca e bellissima (sono di parte, ma non troppo) Palermo non lasciatevi sfuggire l’occasione di perdervi dentro ai mercati del suo vivissimo centro storico.

Due su tutti: la Vucciria, splendidamente rappresentata su tela da Renato Guttuso (non Gattuso, eh) e Ballarò, dal quale Giovanni Floris prese ispirazioni per dare nome al suo talk show che ha accompagnato l’ultimo decadente decennio della politica italiana.

Questa premessa porta al fatto che non solo un palermitano ma anche un milanista è particolarmente affezionato al mercato, dove un tempo neanche tanto lontano compravamo solo roba di primissimo livello.

Oggi invece dopo aver consumato resti avariati proveniente dalla “cascina gobba” e rispediti al mittente ci accontenteremmo di avere almeno del cibo commestibile, o magari di prodotti a lunga conservazione.

Vediamo un po’ cosa è arrivato a Milanello.

RAFAEL LEAO: Ginjinha

Nel reparto alcolici ecco un liquore portoghese ottenuto a partire dalla macerazione del frutto della ginja, simile alla ciliegia. In Portogallo ne vanno matti.

Ed in effetti le prime movenze di Rafael fra le amichevoli e le ricerche su youtube sono sembrate proprio dolci come un mon cheri.

Il prezzo della bottiglia è stato alto e forse spaventa visto che il ragazzo di anni ne ha appena venti.

Or dunque con tutte le attenuanti sull’età cosa possiamo chiedere al buon Rafal Leao?

Amico caro la tua missione non è impossibile: per prima cosa devi cacciare a calci nel ciuffo il fantasma dell’ultimo portoghese che ha addirittura giocato titolare contro il Brescia.

Sì devi farci dimenticare Mr. Instagram da Silva, vate dell’inconcludenza, e poi magari potresti anche fare innamorare San Siro. Perché di qualcuno che faccia delle serpentine selvagge alla Weah ne abbiamo terribilmente bisogno. Il tempo è dalla tua, ma non prendertene troppo Rafael.

BENNACER: Couscous

Visto che l’asado Biglia è ormai cotto e stracotto (c’è chi vocifera scaduto) è sembrata cosa buona e giusta servire come piatto principale al centro del tavolo la leggerezza e raffinatezza di Ismael Bennacer che arriva a Milanello sugli scudi dopo una Coppa d’Africa vinta e giocata da gran protagonista.

Ora da quanto visto lo scorso anno nella nostra nuova cucina di campioni (sigh!) in Toscana, ma soprattutto da quanto emerso nella pochezza rossonera di queste due prime giornate Bennacer sembra essere l’essere umano più in confidenza col gioco del calcio a centrocampo.

Vero è che la sfida non è stata proprio di alto livello fra la pochezza tecnica di Borini e Castillejo, e il fisico da nonna dell’altro regista argentino però un po’ di animo amici.

Possiamo sperare sottovoce che Bennacer aggiunga a centrocampo quella parolaccia chiamata qualità. Ovvero quel sostantivo che a San Siro, in quel reparto, non usiamo a centrocampo dai tempi di Seedorf, Pirlo e altri giocatori che avevano la spericolatezza di giocare la palla di prima. Non so voi ma io mi sono stancato di celebrare i portatori d’acqua alla Kessie o l’infinità generosità di Borini.

Voglio bene ai due ragazzi però santo cielo siamo il Milan è bene che non ce lo dimentichiamo! Forza Bennacer!

KRUNIC: Spinaci

Benvenuto Kucka2.0!

Fra le seimila lamentele che si sono lette/sentite negli ultimi due anni “ehi ma manca un vice-Kessie!”.

Ed in effetti Kucka poteva essere una modesta alternativa quando c’era da far riposare Frankie Energie Kessie. Tuttavia il fantastico mondo di Fassone&Mirabelli non aveva uno slot per il buon Kuco che è stato venduto per quattro spicci al mercato turco.

Forse l’arrivo di Giampaolo e la nuova, forse già oggi vecchia, idea del rombo suggeriva un interprete con piedi più dolci ed un maggior feeling con sensati blitz nell’area avversaria rispetto al carrarmato Kessie che spesso e volentieri finisce fuori strada o con palloni fuori dal campo. Fra l’altro l’ultimo campionato nell’Empoli sembra giustificare l’acquisto a prezzo peraltro contenuto.

Non scordiamoci però che la parola campione è un’altra cosa, ad oggi non alla portata di Rade Krunic. In conclusione non aspettiamoci fuochi d’artificio quanto piuttosto un contorno forse povero ma magari onesto quanto un piatto di spinaci.

THEO HERNANDEZ: Gin Tonic

Tornate dalle vacanze estive, aprite la porta di casa e avete una gran sete. È una cosa normale che credo sia successa a tutti voi.

Cercate subito dell’acqua, ma il frigo è vuoto perché le bottiglie, quelle due o tre bottiglie che ricordavate fossero rimaste in frigo, sono invece sul tavolo della cucina e sono calde, caldissime.

A quel punto riaprite il frigo di casa e notate quella bottiglietta di schweppes che avevate aperto ad aprile coricata e consumata a metà.

Quell’acqua tonica non solo non vi disseta, ma è veramente imbevibile anche perché totalmente sventata. Insomma fa schifo.

A quel punto incazzati neri correte al pub sotto casa e ordinate un delizioso gin tonic con decine di cubetti di ghiaccio, il limone e qualche chicco di pepe.

Ecco quell’acqua tonica è Ricardo Rodriguez mentre preghiamo tutti i santi della fascia sinistra che il nostro Gin Tonic possa essere Theo Hernandez.

Perché altrimenti l’unica via per dimenticare RRR (Retropassaggio Ricardo Rodriguez) è davvero l’alcolismo.

DUARTE – Guanciale

In effetti è da qualche anno che non riusciamo a cominciare una stagione con una coppia difensiva stabile che ci faccia dormire tranquilli.

Il continuo alternarsi di figure scarse, indecenti, infortunate ed insipide ad inizio stagione a Romagnoli rischia di mandare in esaurimento nervoso il nostro bel centrale di origini romane.

In pochi ricorderanno il tragico debutto di Rodrigo Ely a Firenze, in tanti quell’indecente spocchioso che doveva spostare gli equilibri, nessuno ha visto l’infortunato e sfortunato Caldara e così per manifesta resistenza ci siamo dovuti affidare allo scordinatissimo Musacchio, ennesimo giocatore senza infamia e senza lode del nostro sempre più modesto Milan degli ultimi anni.

Questa estate strana ha partorito dunque Leonardo Duarte da Silva e qui già a leggere Silva nel solito variegato cognome brasiliano viene da toccarsi i maroni. Più seriamente Duarte dovrà conquistarsi il posto a scapito di Musacchio che c’è da giurare venderà cara la pelle.

Noi speriamo si possa creare quell’ottimo connubio tra lui e Romagnoli come quello tra il guanciale ed il pecorino. Senza scordarci che c’è un trancio chiamato Caldara nel freezer da più di un anno.

REBIC – Pesce spada

Eccolo! Amici rossoneri il colpo di coda e di spada del mercato rossonero ha un nome ed un cognome: Ante Rebic.

Dopo aver passato due mesi ad inseguire, senza alcun entusiasmo fra l’altro, le palle sul pesce palla (Correa) alzi la mano chi pensa che Giampaolo al primo giorno di Milan sia andato da Boban e Maldini dicendo “oh, dai me lo prendete Rebic per favore..dai..dai..!!”.

Nessuna mano alzata.

Però questo passa il convento e questo ci prendiamo, il ragazzo non è malvagio ed anche se non è pesce pregiato potrà dire la sua e magari far risvegliare la razza di attaccante che era Piatek qualche mese fa.

L’arrivo di Rebic fra l’altro porta anche grande beneficio sui due amigos spagnoli: Suso potrà a quanto pare tornare a navigare sulle sue dolci acque del settore destro del campo, con la preghiera caro Jesus che la navigazione non sia la solita con annessa pausa di quattro mesi in spiaggia deserta.

Castillejo potrà continuare il suo processo di maturazione da attaccante esterno a falso nueve e da falso nueve a falso giocatore. Un ritorno alle origini insomma.

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