Grande confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente” (cit. MTT)

Diciamo che non siamo proprio allineati a quanto sosteneva l’amico cinese. Qui di confusione ne abbiamo a tonnellate, ma va tutto a rotoli. Di eccellente abbiamo solo il portiere.

Se gli ultimi derby li avevamo giocati male questo non lo abbiamo giocato proprio, rischiando di prendere in faccia quel boomerang che arrivava dal lontano “2001 odissea nello spazio nerazzurro” e vederci restituito il derby di Gianni Comandini. Se non è andata così è proprio grazie al nostro portiere cui dobbiamo baciare le dita, come fossero un pacco di Fonzies. Senza scordarci di dedicare un pensiero ai pali e traverse delle porte di San Siro.

Ma la cosa più fastidiosa non è stata tanto vedere Donnarumma bombardato manco fosse Pearl Harbor quanto vedere Handanovic sereno e rilassato come un pittore con dinanzi la Torre Eiffel.

Il portiere dell’Inter inoperoso e senza voto in un derby. Un insulto al popolo Milanista e alla curva rossonera che ha fatto la solita coreografia mozzafiato, stravincendo al solito il derby sugli spalti.

Che vergogna e che pochezza.

Proprio quegli spalti dove pochi attimi prima del calcio d’inizio vengono inquadrati felici e sorridenti i tanti dirigenti sportivi, svariati allenatori ed ex glorie, e poi ovviamente la nostra pluridecorata ma confusa dirigenza.

E fin qui Boban, Maldini e Massara fanno il loro. Nel senso che sono seduti, complici e sembrano anche, pensa un pò, preoccupati di quello che stiamo vedendo da un mese a questa parte.

Ma dietro di loro? Dove sono Il Presidente, l’Amministratore Delegato e quella entità astratta che si chiama Fondo Elliot?

Insomma dove si trova fisicamente la proprietà di quello che fino a pochi anni fa era il club più titolato al mondo?

Grazie mille per i bonifici, ma ora è il caso di mettere la faccia, rilasciare qualche dichiarazione e chiamare sull’attenti quei 25 brocchi che stanno indossando la gloriosa divisa dell’Ac Milan. E che cazzo.

Personalmente caro Gazidis della app non so che cosa farmene. Come tifoso ho sempre avuto altri riferimenti nella mia trentennale carriera dal febbraio 1984. Mi fido e mi fidavo di Tassotti e Baresi, di Seba Rossi e Massaro, di Albertini e Desailly, di Sacchi e Capello.

Sinceramente di uno smartphone e della “app” così come di avere gli sconti per comprare la il calendario o la tazza ufficiale non me ne può fregare di meno.

Insomma caro Ivan Gazidis esci dalla tua tana multimediale e batti un colpo o una notifica se preferisci. Ma si alla fine anche un like, un cuoricino o un what’s up ci andrebbe bene per capire cosa pensi dell’allenatore e della squadra della quale sei stato nominato AD e per la quale anche tu ricevi corposi bonifici dal generosissimo Elliot.

Da pelato a pelato, lasciatemelo dire amici e fratelli rossoneri ma a sto punto mi tenevo Galliani che esultava e sbraitava come uno di noi per un palo, per un fuorigioco o per un contropiede sprecato.

23 settembre 2019, cazzarola sembrano passati secoli dal closing ed io mi sento invecchiato da milanista di almeno quindici anni. Ripenso al closing e forse è il caso di fare un passo indietro. Chiedere magari scusa proprio ad Adriano Galliani, perché c’è chi lo ha insultato a più non posso nei suoi ultimi anni da dirigente con la colpa di operare nel mercato con un portafoglio vuoto, collezionando ferri vecchi a parametro zero.

Bene teniamoci adesso la nuova app e l’inseguimento di un mese e mezzo a tale Angel Correa (woww!) conclusosi con l’acquisto last second di Rebic, immagine chiara che la dirigenza milanista sia diventata più incline alla improvvisazione che alla programmazione. Come un turista spicciolato che prima di imbarcarsi acquista un gratta e vinci sperando di prolungare di qualche giorno la vacanza. Che poi Giampaolo aveva mai chiesto di Rebic?

Che poi povero Rebic mica è colpa tua. Anzi sembri persino un buon giocatore che ha almeno ha le palle ed ha tutta la mia stima per aver almeno dato almeno una stecca a fine partita. Roba che i nostri difensori poverini poi si sporcano i calzettoni.

Insomma se non siamo in un momento simil-Terim poco ci manca. Anzi a proposito del turco mi viene in mente proprio quel Torino-Milan (che partita c’è alla prossima?) dove a fine partita Inzaghi sbagliò un rigore tirando alla luna e la stessa ci restituì in cambio di quel pallone il contratto di Carletto Ancelotti. Che colpo di culo caro Vasco e che generosissima luna quella sera.

Oggi la depressione è tanta che non so cosa possa restituirci la luna. Una palla gliel’ha regalata quel mozzarellone di Biglia a fine derby, vediamo…magari arriva un Bennacer…

ps: ci si accontenta di poco eh? Mala tempora currunt…

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